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Frosinone – Rifiuti: sentenza del Consiglio di Stato, l’appalto ora andrà alla De Vizia

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Frosinone – Rifiuti: sentenza del Consiglio di Stato, l’appalto ora andrà alla De Vizia
22 Giugno
17:31 2017

 

 

 

 

Il Consiglio di Stato respinge l’appello della Sangalli e conferma la sentenza del Tar: la ditta di Monza doveva essere esclusa dalla gara di appalto da 26,5 milioni per il servizio di raccolta dei rifiuti a Frosinone. È un macigno la sentenza pubblicata ieri, che segna una svolta per quanto riguarda la raccolta differenziata nel capoluogo, dopo una querelle lunga quasi 4 anni.

Nel 2013 l’appalto sui rifiuti da oltre 26 milioni viene aggiudicato dal Comune di Frosinone alla ditta Sangalli di Monza (che già lo gestiva prima del 2013 e che è l’unica a rispondere al bando). Ma la gara finisce nel ciclone dell’inchiesta Clean City su appalti e corruzione, che nel dicembre 2013 ha travolto alcuni vertici della ditta di Monza ma anche il Comune capoluogo (con l’arresto nella Giunta Ottaviani dell’allora vicesindaco De Santis, che si dichiara però innocente nel processo attualmente in corso). Il Comune annulla l’aggiudicazione alla Sangalli. Si apre un contenzioso di fronte al Tar e si arriva nel 2015 alla pubblicazione di un nuovo bando di gara (quasi identico a quello del 2013). Nel frattempo la Sangalli continua a gestire il servizio in città, in regime di proroga. Anche la nuova gara viene vinta a febbraio 2016 dalla Sangalli.

Ma ad impugnare di fronte al Tar la nuova aggiudicazione alla Sangalli è la De Vizia Transfer Spa che, in raggruppamento temporaneo di imprese con la Urbaser s.a, si era piazzata al secondo posto nella gara di appalto. La ditta seconda classificata contesta la carenza del requisito della moralità professionale per la Sangalli e il Tar le dà ragione, annullando l’atto del Comune: la ditta di Monza andava esclusa dalla gara. Motivo? Era carente il requisito della moralità professionale, per via delle condanne penalmente rilevanti riportate dall’ex socio di maggioranza (al 90%) della ditta di Monza. Non è bastato nemmeno il trasferimento delle quote dell’ex socio alla moglie convivente. Per il Tar non si tratta infatti di una “rottura” con il passato, di una dissociazione fra l’impresa e le condotte dell’ex socio.

La Sangalli si è dunque appellata contro la sentenza del Tar di fronte al Consiglio di Stato, che però ha respinto il ricorso, confermando la decisione del giudice amministrativo di primo grado, evidenziando che «un mutamento solo formale della titolarità delle quote di controllo della società, a favore di un soggetto legato da vincoli affettivi e di convivenza con l’autore delle condotte penalmente rilevanti» non costituisce un’effettiva dissociazione. Quindi la ditta di Monza andava esclusa dalla gara. A questo punto si apre la strada per l’aggiudicazione del servizio di raccolta differenziata porta a porta alla De Vizia Trasfer-Urbaser, seconda classificata: la palla passa al Comune.

Alessandro Redirossi

 

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