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Frosinone – Ragazzina annegata nella piscina a Sperlonga, fissata l’udienza preliminare

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Frosinone – Ragazzina annegata nella piscina a Sperlonga, fissata l’udienza preliminare
18 Gennaio
13:20 2020

 

 

 

​ La vicenda di Sara Francesca Basso, la tredicenne annegata nella
piscina di un albergo a Sperlonga nel luglio del 2018 finisce davanti al
giudice per le udienze preliminari.

Il sostituto procuratore Valerio De
Luca che si è occupato delle indagini, ha chiesto il rinvio a giudizio
per Mauro Di Martino e Francesco Saverio Ermini, rispettivamente 41 e 68
anni, amministratore di fatto e amministratore legale della società
proprietaria dell’albergo di Sperlonga teatro dell’incidente, ed
Ermanno Corpolongo, 55 anni di Itri, il costruttore della piscina.

L’udienza davanti al gup del tribunale di Latina è stata fissata per
il prossimo 23 settembre. Tutti e tre gli indagati debbono rispondere
di omicidio colposo. Secondo le indagini portate avanti dagli
investigatori della procura Sara Francesca Basso, la ragazzina di 13
anni residente a Morolo sarebbe morta annegata perché trattenuta sul
fondo della piscina dalla forza dell’aspiratore pari a ben 480
chilogrammi.

Una morte che secondo gli inquirenti poteva essere
evitata se non si fosse peccato di imperizia. Sara che si trovava in
vacanza nell’albergo pontino con la sua famiglia, stava facendo il
bagno nella piscina quando è stata risucchiata da un bocchettone di
aspirazione dell’impianto idromassaggio.

La forza di
quell’aspiratore, ha impedito alla bambina di ritornare in superficie.
I rilievi effettuati da alcuni tecnici avrebbero evidenziato la mancanza
di un interruttore di emergenza che potesse spegnere le pompe
immediatamente in caso di pericolo. A questo da aggiungere anche le
griglie che erano piatte e non concave al pavimento come da
regolamentazione. Sara arrivata vicino a quel bocchettone
dell’aspirazione non era più riuscita a risalire in superficie. Ad
accorrere in suo aiuto un turista americano che aveva visto il corpo
della bambina sul fondo della piscina. Rianimata da un medico che si
trovava in albergo si è sperato fino alla fine che Sara potesse
farcela. Invece dopo qualche ora dal suo ricovero presso il policlinico
Gemelli la ragazzina era spirata. I genitori che chiedono soltanto
giustizia, verranno rappresentati dall’avvocato Maria Minotti del foro
di Frosinone.
​ ​

Marina Mingarelli

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