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Frosinone / Msgc – Premio Avus 2020, il Covid-19 non annienta il ricordo del terremoto

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Frosinone / Msgc – Premio Avus 2020, il Covid-19 non annienta il ricordo del terremoto
06 Aprile
21:31 2020

 

 

 

Il 6 aprile del 2009 L’Aquila si risvegliò tra le macerie e le vite spezzate di chi, in quella tragica notte, perse la vita. Per chi resta c’è solo dolore, sconforto, impotenza.

<Una tragedia che ti travolge e sconvolge la vita in un attimo -le parole di Sergio Bianchi, papà di Nicola studente vittima del sisma- noi abbiamo perso una parte fondamentale e insostituibile della nostra famiglia>. Restano ancora tanti, troppi interrogativi: si poteva e si doveva fare di più? Perché non si è costruito in modo adeguato? Chi ha vissuto quell’esperienza non può dimenticare. E un dubbio attanaglia tante famiglie: dopo undici anni non è stata fatta giustizia e molti giovani sono morti inutilmente. In quelle bare sono finiti i loro sogni, i progetti di vita. La parola ‘prescrizione’ pesa come un macigno nei cuori dei genitori. <Dallo Stato ci aspettavamo giustizia -dice Bianchi- i nostri figli non sono stati considerati né dallo Stato né dalla Politica. Non siamo nemmeno considerati terremotati>. Per reagire al grande dolore e per educare le future generazioni a non sottovalutare i rischi del sisma, subito dopo il terremoto nacque l’Avus: associazioni vittime universitarie del sisma. Nel 2014 la prima edizione del premio assegnato alla migliore tesi sulla prevenzione. <Abbiamo sentito la necessità di divulgare un messaggio di onestà e consapevolezza affinché la prevenzione sia in futuro l’obiettivo primario dell’uomo – le parole di Sergio Bianchi che è anche presidente dell’associazione nata in collaborazione con l’Università de L’Aquila, il GSSI Laboratorio del Gran Sasso e l’ordine nazionale dei geologi. L’edizione 2020 è stata vinta da Cristina Orlandi architetto laureata al Politecnico di Torino. Diciannove le tesi che hanno partecipato. La cerimonia è solo rinviata e si terrà a Veroli, nel liceo Sulpicio, l’istituto dove Nicola si è diplomato e che proprio al giovane di Monte San Giovanni Campano ha intitolato un laboratorio di scienze.

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