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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Frosinone – “Miei genitori lavoratori onesti ed eroi silenziosi”, lettera-appello di un giovane figlio

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Frosinone – “Miei genitori lavoratori onesti ed eroi silenziosi”, lettera-appello di un giovane figlio
23 Ottobre
22:31 2018

 

 

 

 

Una lettera aperta alle istituzioni, aziende ed enti di Frosinone e provincia. L’ha scritta e firmata un 31enne di Frosinone a nome dei suoi genitori, definiti “esempio di onestà civica e intellettuale”, “eroi silenziosi”. Genitori che rimasti senza lavoro e che vanno sostenuti. Rilanciamo questa lettera appello affinché chi può, li aiuti.

<<Buongiorno
Sono un normale ragazzo 31enne nato e cresciuto a Frosinone in pieno centro città, da una coppia di splendidi genitori.
Ho sempre elogiato la città nella quale sono nato, sono sempre stato orgoglioso della mia terra, ho sempre sostenuto le istituzioni locali grazie al diritto del suffragio universale.
Nel 2011 per ambizione lavorativa ho iniziato ad allontanarmi da Frosinone, come accade sempre più frequentemente in un paese “Italia” che a quanto pare non riesce poi così tanto a tenere il passo del resto d’Europa. Il mio cuore, pero, è sempre a casa, agli affetti, perché il legame con la madre terra sarà sempre indissolubile.

Scrivo questa lettera perché credo fermamente nella democrazia e nella libertà di pensiero.
Scrivo questa lettera perché sono stato in silenzio per molto tempo, che adesso ho deciso di rompere.
Scrivo questa lettera, Si! per un interesse personale, ma lo faccio anche a nome di tutta la comunità, sperando di essere da spunto a quanti si trovano nella mia stessa condizione.

Scrivo a nome dei miei genitori, da sempre esempio di onestà civica ed intellettuale, da sempre eroi silenziosi di un mondo che corre, da sempre persone di valori in un mondo dove sembra che i valori contino meno di zero, da sempre LAVORATORI di classe operaia, quella classe sulla quale si fonda la nostra repubblica.

Ho scritto LAVORATORI a lettere cubitali, perché sarà del LAVORO che i miei genitori non hanno più da anni a causa di un sistema fallato, di una crisi che ha colpito fortemente il mondo occidentale tutto e che ha trovato terreno fertile nella nostra terra.

Parto da mio padre 57enne e se riuscirò scriverò usando qualche metafora, che tu lettore attento comprenderai certamente. Un uomo forte e con uno spirito tenace, attualmente è disoccupato da 7 anni, dopo aver lavorato per un colosso multinazionale per 25 anni, arriva la “crisi”. Lui forte come un leone ciociaro scampa a questa prima ondata di sfracello economico, grazie alla sua forte esperienza e voglia di mettersi in gioco riesce a trovare impiego sempre in una azienda multinazionale presente sul nostro territorio, ma siamo nell’era dei contratti così detti di “somministrazione” che già il termine non ti fa ben sperare, sembra che ti somministrino una dose di veleno che a poco a poco ti ammazza. La “somministrazione” dura 3 anni all’epoca, poi o il “terapista” decide di andare avanti, oppure ti ritrovi con una pacca sulla spalla ed un addio. Addio è stato! Ci sono tagli da fare, l’azienda soffre, siamo in piena crisi del lavoro, queste ed altre le parole del “terapista”.

La vita ed il mondo però corrono, non c’è tempo da perdere ed il “leone” deve essere forte, allora si riesce a trovare un altro “somministratore” questa volta un’azienda italiana, non un colosso ma un dignitoso imprenditore , si va avanti così per un altro anno e mezzo circa, fino a quando, arriva la doccia gelida, la somministrazione finisce anche qui, il copione smbra lo stesso, la beffa è servita. Il “leone” è ferito si, ma non è morto. Nel frattempo 7 anni fa a 50 anni sei nel baratro del, troppo vecchio per il lavoro, troppo giovane per la pensione, inizia il calvario della disoccupazione, in questi lunghi 7 anni, non ho mai visto il mio leone arrendersi, nonostante tutto ha cercato e cerca ogni giorno di proporre la propria persona al servizio di qualsiasi azienda, di qualsiasi occupazione nel rispetto della dignità umana, ma niente sembra che questa terra non voglia cullare i suoi figli.

Ogni leone ha la sua “leonessa” è chiaro, beh mia madre forse è un branco di leonesse, 52 anni ed un energia da far paura al primo/a 20 enne.
Una vita dedicata alla gastronomia, passando da quello che una volta veniva identificato come il pizzicarolo fino ad arrivare al colosso multinazionale dell’alimentare.
Passando dal servire le signore della cittadina fino ad aprire punti vendita in metropoli tipo Roma per citarne una. Ricordo ancora i marchi della distribuzione alimentari (non li cito per ovvi motivi) nazionali ed internazionali nei quali una donna ambiziosa ha dato più di semplici anni di servizio, marchi che ti fanno vedere le stelle, ma che in un attimo ti portano alle stalle, complici di un ingranaggio che si è rotto. Il copione beffardo di una generazione andata a male per la leonessa è lo stesso del leone, 7 anni di calvario ed ancora un tunnel buio davanti.

Oggi allora sono qui a scrivere, a chiedere aiuto, io loro figlio, che un lavoro ce l’ho e capisco cosa vuol dire lavorare e cosa vuol dire non lavorare. Sono io che cerco aiuto perché sono riconoscente nei loro confronti di quanto loro mi hanno dato, ed allora sento il bisogno di dare loro una mano. Lo faccio tramite voi che siete un mezzo di informazione. Lo faccio tramite voi accendendo la luce ancora una volta su una piaga sociale della nostra gloriosa provincia. Lo faccio tramite voi sperando che il messaggio possa arrivare come da titolo all’attenzione di chi siede sulle poltrone che “contano”.

Non lo faccio per protagonismo perché solo io so quanto mi costa chiedere di pubblicare questa lettera, come richiesta di aiuto.
E’ attiva una casella mail dedicata lavoro.frosinoneprovincia@gmail.com alla quale può rivolgersi chiunque voglia o abbia la possibilità di aiutarmi in qualche modo, offrendo un impiego, verrete messi direttamente in contatto con i diretti interessati.

Chiedo un lavoro, semplicemente un lavoro che dia di nuovo dignità, gioia e serenità di vivere per i miei Genitori.
Ringrazio sentitamente la redazione che ha scelto di pubblicare questa lettera.
Fabio>>.

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