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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Frosinone – Lotta alla violenza di genere, scende in campo il procuratore Guerriero

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Frosinone – Lotta alla violenza di genere, scende in campo il procuratore Guerriero
28 Luglio
22:02 2021

 

 

 

 

“L’iniziativa di oggi serve a creare una conoscenza integrata su un fenomeno – la violenza domestica e tutte le forme di violenza e maltrattamento di genere – che non può più essere considerato come emergenza temporanea, qual è la pandemia, per le ricadute che ha sul piano economico, giudiziario, istituzionale e sanitario. Definiamo le strategie da poter mettere in campo per dare una risposta ai cittadini, che si aspettano soluzioni. Ecco, dunque, che la prima azione da compiere è la raccolta dei dati, l’individuazione delle problematiche e delle prassi virtuose da utilizzare. Questa iniziativa si tradurrà concretamente in autunno con un convegno, al quale ciascuno di noi porterà il proprio contributo da mettere in rete con gli altri, per affrontare il fenomeno in maniera condivisa, interattiva e soprattutto rafforzata grazie alle modalità del sistema integrato”. Il procuratore della Repubblica di Frosinone, Antonio Guerriero, si espone in prima persona e alza il livello di attenzione nella lotta al contrasto dei reati e dei fenomeni che nell’ultimo anno e mezzo hanno colpito soprattutto le donne all’interno degli ambienti domestici.

In un vertice interistituzionale convocato ieri pomeriggio nella sala conferenze del tribunale di Frosinone, il
procuratore ha riunito, insieme al presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Frosinone e a quello della
Provincia di Frosinone, parte delle rappresentanze istituzionali del territorio e le associazioni che operano in difesa
delle donne. All’invito del dottor Guerriero hanno risposto subito, oltre al presidente degli Avvocati di Frosinone
Vincenzo Galassi e al Presidente della Provincia Antonio Pompeo, il presidente del Consorzio per lo Sviluppo
Industriale Francesco De Angelis; il dottor Flavio Genovesi, dirigente della Squadra Mobile della Questura di
Frosinone; il capitano della Compagnia dei Carabinieri di Frosinone, Luca D’Alessandro; il capitano Angelo Guglietta del Comando Gruppo Guardia di Finanza di Frosinone; la dottoressa Nisia Lucchetti, dirigente Assistente Sociale della Asl di Frosinone; la dottoressa Elena Perozzi dell’Ordine degli Psicologi del Lazio.

All’appello hanno risposto anche le associazioni che sul territorio affrontano ogni giorno il contrasto al fenomeno della violenza di genere dalla parte di vittime, donne e minori: Silvio Reale e Angela Ciardi (Consorzio Intesa), Anna Mendillo e Sonia Sirizzotti (Auser del Frusinate, Osa), Michaela Sevi (Calcutta Onlus), Maria Rosaria Ruggeri (Cooperativa Sociale Diaconia), Elena Viscogliosi (Risorse Donna Onlus), Patrizia Palombo (Telefono Rosa), Marlene Frisoni (Sos Donna).

“Questo non è un convegno – ha spiegato ancora il procuratore – ma un tavolo operativo con cui iniziamo a capire
perché un fenomeno come quello dell’emergenza epidemiologica abbia avuto un impatto di tale rilevanza sulla società.Se l’anno scorso abbiamo dovuto affrontare l’emergenza, oggi siamo chiamati a svolgere un’azione di ricerca
interdisciplinare per trovare soluzioni in difesa delle vittime della violenza di genere ma anche per rispondere in
maniera concreta all’assistenza ai fragili. E la nostra azione deve essere comune: un fenomeno tanto complesso non
può essere affrontato con superficialità. Serve, quindi, un primo intervento di raccolta dati degli effetti registrati:
l’incremento, la mancanza delle denunce, l’incidenza dei reati, ma anche i metodi di miglioramento delle indagini,
l’attenzione rivolta alle vittime per evitare la reiterazione. Oggi andiamo ad individuare quali siano le prassi virtuose
che possano contribuire a trovare soluzioni”.

“Partiamo da voi – ha poi detto rivolgendosi alla platea degli operatori – che conoscete nel dettaglio ogni aspetto della questione perché ogni giorno la state affrontando, ognuno per la propria competenza specifica. Al prossimo tavolo allargheremo i lavori agli altri rappresentanti dei settori economici (Confindustria, Camera di Commercio e associazioni di categoria), quelli scolastici, quelli sindacali perché l’obiettivo deve essere il lavoro di squadra. Sappiamo bene che all’emergenza sanitaria è legata quella economica: sappiamo che un terzo delle aziende è destinato alla chiusura per la mancanza di interventi per arginare la crisi; che un altro terzo non ha avuto problemi e che un altro terzo, di fronte alle notevoli perdite è riuscito ad individuare quelle strategie virtuose per affrontare e superare il momento di difficoltà.

Ecco, l’analisi di queste cifre può aiutarci a capire verso quale direzione muoverci per intervenire a favore delle donne e delle vittime di violenza e di maltrattamenti, perché offrire loro l’autonomia e l’indipendenza dagli autori dei reati è l’obiettivo finale verso cui dobbiamo puntare. La raccolta dati, quindi, è fondamentale. Non dimentichiamo, inoltre, l’assistenza ai fragili, gli anziani, i minori, i portatori di handicap, i soggetti con problematiche mentali, gli autistici. Sono tantissimi quelli che hanno registrato disagi rilevanti durante l’emergenza, con effetti devastanti anche di ordine pubblico. Come operare l’assistenza per queste persone fragili? Come arginare i dati sui livelli di povertà? Ognuno di noi, senza protagonismo, può lavorare assicurando un contributo di azione e dare una risposta da mettere in rete con gli altri. Ecco il sistema integrato. La differenza la fa la cultura dell’organizzazione, questo è il senso di questo incontro e degli altri che seguiranno”.

Piena la condivisione del presidente della Provincia, Antonio Pompeo che prendendo la parola ha ricordato anche
l’impegno promosso nei mesi scorsi a guida dell’ente provinciale: “L’approccio è sicuramente quello giusto: per
affrontare i fenomeni di cui stiamo parlando è necessario prima muoversi con l’analisi dello stato dei fatti. Ringrazio il Procuratore anche per avere accolto l’iniziativa messa in campo dalla Provincia. Abbiamo fatto una scelta concreta nei mesi scorsi quando abbiamo deciso di utilizzare i fondi per l’emergenza Covid per rispondere al grido di allarme delle vittime della violenza di genere. Abbiamo scelto di fornire sostegno a tutte le persone che durante la pandemia hanno subito violenza e maltrattamenti e lo abbiamo fatto attraverso il progetto ARTEMIS, tramite l’azienda speciale
Frosinone Formazione e Lavoro, con l’amministratore unico, l’avv. Fabrizio Zoli, consapevoli e convinti che il primo
impegno che siamo chiamati a svolgere sia quello rivolto al sociale. La nostra risposta al Procuratore che si sta facendo coordinatore di un sistema integrato è ovviamente di collaborazione piena. E mi sento di rivolgere ancora una volta un ringraziamento a tutta la rete dei servizi sociali e a quella dei tanti volontari che ogni giorno si muovono sul territorioper accogliere e sostenere donne e minori. Alla collaborazione e al confronto non ci sottrarremo mai”.

Di “iniziativa interessante e stimolante” ha parlato il presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale, Francesco
De Angelis che, oltre a confermare la propria disponibilità nel piano di azione comune, ha ripercorso l’analisi del
fenomeno legato al periodo pandemico: “Abbiamo dovuto fare i conti con un nemico invisibile e gli effetti devastanti
del fenomeno sono sotto gli occhi di tutti. Ne sanno molto le associazioni che lavorano a stretto contatto con le
famiglie. Dobbiamo intervenire, come dice il Procuratore e come ribadisce il Presidente Pompeo con un’azione
congiunta. La sofferenza per la crisi ha investito tutto il settore industriale e noi che siamo il Paese delle piccole e medie imprese sappiamo bene che la crisi economica ha avuto effetti sulle famiglie. Le iniziative promosse dal Consorzio per migliorare i servizi a disposizione delle aziende (l’ultimo intervento è quello sulla fiscalità di vantaggio) hanno avuto riscontri positivi. Per questo capire come finalizzare le risorse diventa importante e fondamentale, come lavorare insieme per fare qualcosa di buono per questo territorio”.

Piena adesione all’appello del Procuratore anche da parte delle autorità presenti in tribunale ieri pomeriggio e,
naturalmente, massima collaborazione anche da parte delle rappresentanti delle associazioni. Tra le prime soluzioni avanzate a conclusione della giornata, tutti i presenti hanno trovato una sintesi nella necessità di attivare corsi di formazione per sostenere le vittime della violenza nel reinserimento al lavoro.

“Solo la dignità del lavoro può rendere le persone davvero autonome e pronte ad affrontare le difficoltà con coraggio”
ha concluso il procuratore Guerriero. (Fonte: comunicato stampa)

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