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Frosinone – Lavori al Matusa, esposto in Procura: scintille Pizzutelli/Ottaviani

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Frosinone – Lavori al Matusa, esposto in Procura: scintille Pizzutelli/Ottaviani
10 Luglio
21:15 2018

 

 

 

 

Esposto sui lavori al Matusa: i primi interventi di sistemazione partiti nel 2017 finiscono sotto la lente della Procura dopo un esposto del consigliere comunale Stefano Pizzutelli (Frosinone in comune). E’ iniziata ora l’acquisizione delle carte in Comune per approfondire la vicenda, dopo che un primo faldone di documenti relativi ai lavori sull’area dell’ex stadio del Frosinone è stato recapitato nel Palazzo di Giustizia a metà giugno dal consigliere comunale.

LE CONTESTAZIONI DI STEFANO PIZZUTELLI

In particolare si vuole fare luce su una serie di interventi che erano stati portati avanti nel 2017. Per mesi Pizzutelli ha chiesto a mezzo stampa e in Consiglio comunale lumi sulle procedure seguite per affidare i lavori. Chiedendo per quale motivo non si fosse fatto un bando di gara invece di diversi affidamenti diretti (quindi senza gara) ad alcune ditte. E’ bene ricordare che sotto la soglia dei 40mila euro è possibile, secondo la normativa, evitare la procedura ad evidenza pubblica aperta alle offerte dei vari partecipanti. “Sappiamo che per il Green Day al Matusa  sono stati impegnati oltre 113.000 Euro di soldi pubblici senza che venisse fatta una gara” aveva tuonato a inizio giugno in una nota Stefano Pizzutelli. Il riferimento è ad alcune somme investite sulle sistemazioni interne all’area Matusa in prossimità dell’evento con cui fu aperto per un giorno l’area al pubblico. Dalle recinzioni ai muretti verniciati, passando per il prato. L’attenzione si concentra anche su incarichi tecnici per le progettazioni affidati a docenti dell’Accademia. “Perché si è scelta la strada di singoli piccoli affidamenti che sono sotto la soglia dei 40mila euro?  – la domanda di Pizzutelli – Non si poteva fare invece una gara pubblica per tutte le sistemazioni necessarie, ottenendo tra l’altro anche la possibilità di ribassi e risparmi?”. Altra domanda posta da Pizzutelli appena un mese e mezzo fa riguarda alcune strutture (in particolare muretti) prima verniciati e poi in parte rimossi qualche mese dopo, con l’avanzamento dei lavori. “Mi chiedo se qualche assessore a casa propria prima stucca e ridipinge un muro e dopo sei mesi lo abbatte – aveva punto l’esponente di Frosinone in Comune – Stanno buttando giù i muretti che erano stati risistemati, stuccati e verniciati di verdino per il Green Day”. Era stata piccata la risposta dell’amministrazione Ottaviani, affidata allora al consigliere di maggioranza Sergio Verrelli, che aveva replicato: “L’ultima falsità di Pizzutelli riguarda i muretti che erano presenti all’interno del Parco, i quali non sono stati costruiti prima e poi demoliti, come lui sostiene, ma sono stati solo parzialmente verniciati, prima della demolizione definitiva, ai fini della messa in sicurezza, per due eventi che hanno visto migliaia di famiglie passeggiare sulla nuova, grande area verde”.

IL SINDACO CONTRATTACCA

Ora però le domande del consigliere di opposizione sull’iter per i lavori nel Parco Matusa sono finite da circa 20 giorni all’attenzione della Procura, con allegate cifre, procedure, atti seguiti dal Comune. Non riguardano però gli ultimi lavori sul Parco, come quelli per le piantumazioni, per cui si è svolto un bando di gara per decidere a quali privati affidare gli interventi mediante una selezione pubblica. Al vetriolo la presa di posizione del sindaco Nicola Ottaviani rispetto all’iniziativa di Pizzutelli. Lo punge a livello politico, senza entrare – almeno per ora – nel merito della vicenda relativa alle procedure per i lavori al Matusa. “L’esposto all’autorità giudiziaria del consigliere Stefano Pizzutelli che, evidentemente, ancora non si è ripreso dallo shock elettorale dello scorso anno – ha dichiarato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani – è l’ennesimo tentativo di cercare di impedire, con la carta bollata, la realizzazione del Parco del Matusa che, purtroppo per lui, è ormai una realtà cittadina. Del resto, già in passato, altri personaggi della sua parte politica e della sua stessa levatura, prospettarono esposti di ogni sorta per cercare di bloccare il nuovo stadio di calcio “Benito Stirpe”, mentre poi sono stati tra i primi a sventolare le bandiere dentro l’impianto, dopo la promozione in serie A. È il vecchio metodo, questo, di fare politica che contraddistingue il percorso di chi, dopo essere stato nutrito ed allevato dai socialdemocratici per vent’anni, ha avuto il coraggio di rinnegare, dalla sera alla mattina, coloro che avevano generato le proprie fortune politiche, ad iniziare proprio dall’on. Gian Franco Schietroma. Il consigliere Stefano Pizzutelli è la dimostrazione vivente del contrario di re Mida, il mitico re della Frigia che trasformava in oro qualsiasi cosa toccasse. Lui si limita allo strenuo tentativo, evidentemente sterile, di cercare di distruggere tutto ciò che gli capita, politicamente, di sfiorare. Scagliarsi contro l’Accademia di Belle Arti per la progettazione di un’opera ambientale quale il Parco del Matusa, inimmaginabile per coloro che volevano costruire su quell’area 130.000 metri cubi di cemento, significa dimostrare limiti evidenti di prospettive e di futuro”.

Alessandro Redirossi

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