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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Frosinone – La banca del plasma iperimmune presso l’ospedale “Spaziani”, intervista alla direttrice del centro trasfusionale Gargiulo

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Frosinone – La banca del plasma iperimmune presso l’ospedale “Spaziani”, intervista alla direttrice del centro trasfusionale Gargiulo
22 Maggio
20:30 2020
(di Sara Pacitto) La banca del plasma iperimmune presso l’ospedale “Fabrizio Spaziani”. Coloro che vogliono donare per sconfiggere il Covid-19, possono mettersi in contatto con il Centro Trasfusionale.

In più occasioni la nostra redazione ha approfondito l’argomento della terapia al plasma iperimmune, la cui sperimentazione è sotto l’attenzione sia del panorama medico/scientifico, che ne sta valutando i risultati, sia della popolazione, fiduciosa nella ricerca di cure risolutive che contrastino e prevalgano sul Covid-19.
Relativamente alla discussione, ci è sembrato opportuno contattare la dottoressa Carla Gargiulo, direttrice dell’UOC Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale della ASL di Frosinone, che ha spiegato in anteprima al TG24.info ciò che il SIMT realizzerà in provincia. «Abbiamo iniziato a chiamare i pazienti guariti dal Covid-19 per effettuare il prelievo delle immunoglobuline IgG e delle IgM, per valutare la titolazione e la possibilità che ognuno di loro possa donare il plasma iperimmune. Dopo i primi controlli, ogni potenziale donatore verrà sottoposto al prelievo del sangue; su questo si effettueranno tutti gli esami sierologici, così come avviene per ogni donazione, tra cui l’epatite B e l’epatite C. Inoltre verrà fatto il test per l’epatite A, l’epatite E ed il Parvovirus. Il plasma verrà poi inattivato in uno dei 3 centri della regione Lazio ed infine ricondotto presso l’Ospedale di Frosinone, per essere congelato e conservato. Questa raccolta di plasma potrà essere suddivisa in due aliquote, per due rispettivi pazienti».
La dottoressa Carla Gargiulo ci conferma che il plasma raccolto dal Centro Trasfusionale di Frosinone potrà essere utilizzato nella terapia per i pazienti Covid: a tutti gli effetti l’ospedale “Fabrizio Spaziani” avrà la sua banca del plasma iperimmune. Il protocollo che descrive le fasi dell’operazione, dalla donazione al mantenimento, è stato inoltrato all’attenzione del Comitato Etico, un organismo indipendente che ha l’incaricato di vigilare e garantire la tutela dei diritti, della sicurezza e del benessere dei soggetti nella sperimentazione: a giorni l’ufficializzazione del nulla osta definitivo.
«La terapia è assolutamente sicura e non ha controindicazioni: sono i numerosi esami seriologici, eseguiti con assoluta scrupolosità, a garantirne la sicurezza. Frosinone ha già una lista di persone che hanno chiesto di donare: queste dovranno essere “selezionate” in quanto i pazienti guariti devono avere un titolo anticorpale alto». La dottoressa Gargiulo infine spiega in cosa consiste la terapia «Il plasma iperimmune verrà trasfuso ai pazienti che si trovano nella fase iniziale della malattia, a fase avanzata non avrebbe senso: nella fase precoce della malattia la trasfusione eviterà al paziente di finire in terapia intensiva. Il vantaggio è quello di dare al paziente un titolo anticorpale alto, affinché reagisca da solo ed, inoltre, si precludano complicazioni: se riusciamo a bloccare il virus nella fase iniziale è un grande risultato. La terapia del plasma iperimmune è una cura biologica e non chimica: entrambe sono in fase sperimentale. Non bisogna però dimenticare che il plasma iperimmune ha già avuto riscontri positivi, in passato, con l’Ebola, la Sars, la Mers». La ASL di Frosinone si porta avanti: i pazienti guariti che intendono contribuire a dare una mano alla scienza, donando il loro sangue, possono mettersi in contatto con il Servizio Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dello “Spaziani”.
Un prestigioso risultato per l’Azienda Sanitaria Locale, a dimostrazione della inconfutabile professionalità e dell’impegno costante che i medici di “casa nostra” stanno investendo nella lotta contro il virus maledetto. La volontà di individuare la risposta più opportuna, la cura risolutiva: i medici e gli operatori sanitari della provincia continuano a dare dimostrazione dell’impareggiabile senso di responsabilità che si sono assunti nei confronti della popolazione e della pubblica salute.
Sara Pacitto

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