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Frosinone – Bambini maltrattanti in una casa famiglia, manifestazione in piazza

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Frosinone – Bambini maltrattanti in una casa famiglia, manifestazione in piazza
18 Settembre
09:05 2019

 

 

 

Bambini maltrattati in una casa famiglia di Frosinone, ieri sera la manifestazione di solidarietà organizzata dal presidente nazionale del Movimento più Italia Fabrizio Pignalberi manifestazione che si è tenuta in piazza Risorgimento nel capoluogo ciociaro. A presenziare a questo evento tante mamme sensibili alla problematica sollevata dall’esponente politico che ha voluto titolare la manifestazione “I bambini non si toccano”.

Ai microfoni hanno parlato tre donne a cui hanno tolto i loro bambini. Ognuno con una storia diversa, ma con l’identico dolore di sapere che all’interno di quella struttura i loro figlioletti venivano vessati e maltrattati. La vicenda dei maltrattamenti all’interno di quella casa famiglia di Frosinone è venuta fuori a seguito delle denunce presentate da una donna di Latina a cui nel maggio scorso hanno tolto la sua figlioletta di nove anni trasferendola nella centro di accoglienza di Frosinone. Al momento si sa che proprio a seguito delle denunce della madre e del clamore mediatico che si è creato intorno a questo caso la bambina è stata spostata adesso in un’altra casa famiglia. La madre che ancora non sa il luogo dove potrà incontrare la sua piccina, sta combattendo come una leonessa per cercare di ricongiungersi con la sua bambina. Nel corso della manifestazione ha preso la parola la mamma di Elena (il nome di fantasia) una bambina di Alatri che la suora responsabile di quella struttura di Frosinone faceva dormire nel letto intriso delle sue urine. Poi è stata la volta di un’altra mamma la quale ha raccontato che il suo bambino affetto da sindrome della Tourette veniva maltrattato e picchiato e che sovente la suora lo rinchiudeva in uno sgabuzzino per punizione costringendolo a fare i bisogni nei suoi pantaloni. Davanti a quei microfoni in piazza Risorgimento c’era anche il figlio, Il ragazzino che ha voluto prendere la parola, ha raccontato non soltanto delle violenza fisiche ma anche psicologiche subite per colpa di una suora che all’epoca era responsabile della casa famiglia. Sulla vicenda ci sono ancora indagini in corso.

Così come si sta indagando per il caso di Elena che il 3 ottobre dovrà comparire in aula per l’incidente probatorio. “Mi chiedo come mai – ha dichiarato Pignalberi – dopo tutto quello che si è appreso, dopo aver trovato anche cibo avariato nella struttura non vengano presi provvedimenti atti alla chiusura della casa famiglia in questione”.

Mar. Ming.

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