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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Frosinone / Alatri – Ragazzina lasciata nel letto intriso di urine, la madre chiede giustizia

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Frosinone / Alatri – Ragazzina lasciata nel letto intriso di urine, la madre chiede giustizia
02 Giugno
09:30 2020
<Mi chiedo come mai la storia di mia figlia si sia arenata, mi chiedo come mai la magistratura ancora non si pronuncia su una eventuale archiviazione o richiesta di rinvio a giudizio . A parlare è la mamma di Eleonora ( il nome è di fantasia per tutelarne l’anonimato – una donna residente ad Alatri che lavora come infermiera in un ospedale frusinate e che ha vissuto una delle esperienze più atroci della sua vita, quella di vedersi portare via la figlia da casa per trasferirla in una casa di accoglienza gestito da alcune religiose a Frosinone.

La vicenda di Eleonora risale a quando la ragazzina aveva 10 anni . A causa del lavoro della madre sovente la piccina veniva accompagnata in questa casa famiglia . Qui la bambina mangiava e faceva i compiti. Poi l’infermiera, che è anche madre di un bambino più piccolo, al termine e del lavoro andava a riprendere la figlia e la portava a casa. Ma un giorno a seguito della segnalazione delle religiose che a loro dire avevano notato alcuni disagi della ragazzina ( tra questi l’enuresi soprattutto notturna) quest’ultima era stata tolta alla famiglia.
La madre ha lottato come una leonessa per far tornare la figlia a casa e dopo un calvario durato più di quattro anni nel luglio scorso Eleonora è tornata a casa. “Ma le cicatrici per quello che ha vissuto in quella casa famiglia – ha riferito la madre- rimarranno per sempre”. Ad aiutare la madre in questa battaglia gli agenti del Servizio Minori della Questura di Frosinone. Nel corso della perquisizione nella casa famiglia i poliziotti oltre ad aver rinvenuto cibo scaduto avevano trovato la bambina nel letto intriso di urine. La piccina avrebbe raccontato ai poliziotti che una delle suore le aveva detto che se indossava il pannolone non avrebbe più rivisto la madre. E così la bambina subiva quel ricatto restando ore infreddolita e tremante in quel letto bagnato. Ma quell’enuresi si è scoperto in seguito, non era altro che il sintomo di una malattia che adesso la bambina sta curando. Nessun disagio dunque, ma soltanto una patologia dell’ipotalamo. Grazie ai poliziotti dell’Ufficio Minori la ragazzina era stata trasferita in una casa di accoglienza ad Arpino dove aveva trovato operatori bravissimi che la proteggevano e la coccolavano. Il parere positivo del parroco che gestisce la casa famiglia di Arpino aveva dato poi la possibilità alla bambina di ritornare in famiglia. A seguito di quei fatti lo scorso anno la procura ha richiesto l’ incidente probatorio. <Da allora- ha continuato mamma coraggio- non ho saputo più nulla. Mia figlia ha subìto maltrattamenti che la segneranno per tutta la vita. E se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi. Non chiedo vendetta, voglio soltanto giustizia>.

Mar. Ming.

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