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ULTIM’ORA – Vicini alla cura del Coronavirus, una speranza dai medici italiani!

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ULTIM’ORA – Vicini alla cura del Coronavirus, una speranza dai medici italiani!
16 Marzo
20:45 2020

 

 

L’intera nazione si trova costretta a vivere un momento storico particolarmente delicato: mai come adesso è necessario essere uniti e rispettare le regole che ci vengono indicate, per ostacolare il diffondersi della pandemia ed arginare il virus che ha già fatto migliaia di vittime nel mondo. È di questi muniti la notizia che l’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, ha dato il via libera alla sperimentazione del farmaco antireumatoide Tocilizumab, introdotto a Napoli per la cura della polmonite interstiziale.

Tutta l’Italia è “zona protetta”, le misure investono l’intero paese: la popolazione ha preso coscienza dell’emergenza e, salvo i soliti indisciplinati, si attiene alle misure di prevenzione e contenimento del Covid-19. I casi di trasgressione sono isolati ed immediatamente accertati dalle Forze dell’Ordine. Una società che si è idealmente presa per mano e collabora per risolvere una crisi che rischia di annichilirci. Continua, intanto, la campagna di sensibilizzazione “Io Resto a Casa”. Ognuno di noi ha una grande responsabilità, iniziando da se stesso, per poi passare alla famiglia ed alla comunità tutta: attenersi alle misure disposte è l’arma migliore per vincere questa “battaglia”. Non dimentichiamo che il virus colpisce tutti, nessuno è immune: la fascia più esposta è quella costituita dalle persone anziane, con morbilità o immunodepresse. I bambini, i giovani e le persone che si muovono molto sono i potenziali untori: il loro contagio potrebbe essere fatale per i soggetti più fragili.

Il prof. Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Bergamo, avvisa «Non abbiamo posti in terapia intensiva, ne stiamo cercando in altre realtà, come le residenze per anziani. Medici ed infermieri che si stanno ammalando; è una guerra». Un barlume di luce arriva proprio dalla scienza, dai medici e dai ricercatori italiani, impegnati per individuare una cura prima ancora del vaccino. Nei laboratori di tutta la penisola si corre per trovare il farmaco “miracoloso”. Il Remdesivir potrebbe essere uno di questi: indicato dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità come il più efficace nell’esperienza cinese, è una molecola che blocca la replicazione del virus “ingannandolo”. In Italia viene solitamente somministrato nelle cure compassionevoli per i pazienti gravi, senza valide alternative terapeutiche. L’impiego sperimentale sui ricoverati adulti con diagnosi di Covid-19 sono condotti presso l’ospedale “Luigi Sacco” di Milano, il policlinico “San Matteo” di Pavia, l’azienda ospedaliera di Padova, l’azienda ospedaliera/universitaria di Parma e l’Istituto Nazionale delle Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma. In quest’ultima struttura, come conferma la virologa dr.ssa Maria Rosaria Capobianchi, in via sperimentale anche l’impiego di antivirali inibitori delle proteasi da HIV ed un antimalarico nato per contrastare l’ebola. L’infettivologo dr. Massimo Galli, primario dell’ospedale “Luigi Sacco” di Milano fa sapere «I farmaci si stanno usando in uno studio controllato nelle persone che hanno un quadro clinico meno impegnativo, per capire in che misura ed in quali termini funzionano». Si tratta di molecole già note, impiegate in via sperimentale sotto l’occhio attento dei medici, che valutano caso per caso la risposta di ogni singolo paziente.

Mentre dal Sud Italia, dagli ospedali “Molandi”, “Domenico Cotugno” e “Pascale” dell’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli, sono giunte notizie incoraggianti circa l’ impiego di un antireumatoide, il Tocilizumab, medicinale appunto usato nelle terapie per l’artrite reumatoide. Ha dimostrato di essere efficace nel trattamento della polmonite interstiziale causata dal virus Covid-19, per cui se ne sta approfondendo lo studio clinico. È lo stesso dr. Vincenzo Montesarchio, direttore UOC di oncologia ad affermare «Il farmaco in sperimentazione off label influisce sulla proteina “interleuchina 6” che agisce come citochina multifunzionale, ovvero una sostanza prodotta a livello polmonare in presenza del virus. L’impiego del medicinale mira a migliorare l’infiammazione polmonare, ridurne i sintomi, ridurre e migliorare la polmonite». In pratica il Tocilizumab agisce bloccando l’eccessiva reazione immunitaria del nostro corpo, che provoca l’infiammazione polmonare, cosi non è più necessaria o è meno necessaria la respirazione forzata. L’efficacia della cura si manifesta in 24/48 ore e nei primi 5gg di somministrazione. «Se vogliamo essere ottimisti, dal punto di vista funzionale/respiratorio, i dati ci indicano che nella massima parte dei pazienti l’efficienza respiratoria migliora. 6 pazienti su 7 hanno risposto discretamente dal punto di vista dell’aspetto respiratorio/funzionale, tanto che sono stati superficializzati, gli è stato tolto il curaro, si spera di stubarli presto. Se la polmonite va meglio significa che possiamo ipotizzare di ridurre il numero di pazienti in rianimazione e poi anche di ridurre i tempi di permanenza in rianimazione, ciò significa liberare posti letto: è una grande risorsa».

Fare uno studio in condizioni di emergenza non è semplice, ma i dati interlocutori tendono al positivo e la popolazione ha fiducia in questo. Silvio Garattini, scienziato e farmacologo italiano, presidente e fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano, avvisa «Per la settimana prossima ci aspettiamo il picco. È realistico pensare a 30/40mila casi» ed aggiunge «Siccome ci sono già diversi pazienti trattati, sarebbe bene che i risultati sull’efficacia dei farmaci nei test per contrastare il Coronavirus venissero resi noti. Gli studi in Cina, quelli sull’anticorpo condotti in Olanda, i nostri in Italia: c’è bisogno di tempo, anche per la sperimentazione, ma se tutti collaboriamo per individuare la cura si potrebbe accorciare l’attesa».
“Se tutti collaborano….”: dovranno anche collaborare le case farmaceutiche, le industrie farmacologiche e le agenzie farmacologiche, affinché la cura sia la soluzione e non un business economico.

È di questi muniti, infine, la notizia che l’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, ha dato il via libera alla sperimentazione del farmaco antireumatoide Tocilizumab, introdotto a Napoli per la cura della polmonite interstiziale.
Sara Pacitto

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