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FOCUS – Vaccino AstraZeneca, raccomandato l’uso preferenziale per over 60

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FOCUS – Vaccino AstraZeneca, raccomandato l’uso preferenziale per over 60
08 Aprile
09:20 2021

 

 

(di Anna Ammanniti) L’Agenzia Europea per i medicinali ha affermato che ci sono probabili legami tra alcune rare trombosi e il vaccino AstraZeneca, ribadendo che però i benefici del siero superano comunque gli eventuali rischi.

L’Ema a termine di ulteriori indagini ha concluso che può esserci un legame tra alcuni eventi di trombosi avvenuti in soggetti vaccinati con AstraZeneca. L’Agenzia ha anche affermato che però i benefici del vaccino superano gli eventuali rischi conseguiti in alcuni individui dalla sua somministrazione, soprattutto se confrontati con i seri problemi in cui si va incontro contagiandosi col Covid. Dopo lo stop forzato a marzo della somministrazione di AstraZeneca e la successiva ripresa, Ema ha continuato a monitorare l’uso del vaccino inglese. I casi di trombosi cerebrale hanno convinto alcuni Stati a rivedere la somministrazione del vaccino a secondo della fascia d’età. In Germania possono vaccinarsi con AstraZeneca gli over 60. In Italia saranno vaccinati con il siero di Oxford solo gli over 60, la categoria di popolazione al riparo dai rarissimi effetti collaterali che si sono manifestati nelle ultime settimane. Sarà comunque somministrata la seconda dose agli oltre 2 milioni di under 60 che già hanno ricevuto la prima fiala del vaccino AstraZeneca. Questa la decisione presa in accordo con il ministro della Salute, Roberto Speranza, da Franco Locatelli presidente del CSS, dal Dg di AIFA, Nicola Magrini e dal Dg della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, che hanno fatto il punto della situazione sul vaccino AstraZeneca. Queste le parole di Franco Locatelli:” Raccomandiamo l’uso preferenziale di AstraZeneca nei soggetti oltre i 60 anni di età. AstraZeneca è molto utile per proteggere la popolazione più esposta a sviluppare patologie gravi. La maggior parte degli eventi trombotici registrati dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca si sono osservati in soggetti di sesso femminile, ma soprattutto sotto i 60 anni di età. Anche se va detto in maniera chiara che l’Ema ha dichiarato che non ci sono fattori di rischio identificati. La seconda somministrazione del vaccino AstraZeneca in chi ha ricevuto la prima dose è stata elemento di valutazione molto attento. Al momento non ci sono elementi per non considerare la vaccinazione in chi ha ricevuto la prima dose pur essendoci un numero limitato di soggetti che hanno ricevuto la seconda dose.

Nicola Magrini ha spiegato: “La scelta italiana in analogia con alcuni Paesi vicini è stata di massima cautela. Molti farmaci in commercio hanno effetti collaterali anche più frequenti e gravi del vaccino di AstraZeneca. Parlare di eventi rari è molto difficile, si genera paura che non deve essere tale. In Inghilterra hanno vaccinato più di 18 milioni di persone. AIFA ha attivato un gruppo specifico di esperti di coagulazione italiani che contribuiscono a definire le diverse tipologie di casi. Parlare di eventi molto rari è difficile, genera una paura che non deve essere tale. Lo dimostrano gli inglesi che hanno ristretto l’uso sotto i 30 anni. L’Italia vive una fase diversa del contagio e chiede una capacità di vaccinare la popolazione più a rischio per cui si punta sui più anziani. La capacità vaccinale è in aumento. Ci saranno altri studi ma garantiamo per AstraZeneca massima trasparenza e condivisione.” Gianni Rezza ha affermato: “Un vaccino AstraZeneca è di efficacia elevata nei confronti di forme grave, tra l’80 e il 100%. Uscirà una circolare ministero della Salute che riprenderà il parere di AIFA sentito anche il professor Locatelli che darà indicazioni alle Regioni su cosa fare e sulle modalità di uso del vaccino. Questo di AstraZeneca è un buon vaccino, i dati inglesi lo confermano. Anche con una sola dose gli inglesi hanno abbattuto la mortalità. Noi oggi abbiamo avuto oltre 600 morti, una cifra enorme. E abbiamo ancora una situazione che ci deve far riflettere. Sottolineo che AstraZeneca può essere dato a chiunque, la nostra è un’indicazione preferenziale”.

Anna Ammanniti

 

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