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Aggiornato alle: 21:00 di 1 Agosto 2021
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

FOCUS – Vaccino anti Covid: cosa contiene, che cos’è, a cosa serve e come viene somministrato

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FOCUS – Vaccino anti Covid: cosa contiene, che cos’è, a cosa serve e come viene somministrato
21 Gennaio
21:51 2021

 

 

 

(di Anna Ammanniti) L’11 gennaio 2020 è stata pubblicata la sequenza genetica del virus SARS-CoV-2 e gli scienziati, industrie e altre organizzazioni in tutto il mondo hanno collaborato per sviluppare il prima possibile vaccini sicuri ed efficaci contro il Covid 19.

Con la possibilità di vaccinarsi arriva un’arma fondamentale nella lotta alla pandemia, che va ad aggiungersi al distanziamento sociale, all’uso delle mascherine e all’igiene delle mani. Queste misure infatti non possono essere abbandonate prima che sia vaccinato un numero sufficiente di persone a creare un’immunità di comunità. Finora in Europa sono stati autorizzati due vaccini, l’Agenzia Europea per i Medicinali e l’AIFA hanno autorizzato i vaccini Pfizer mRNABNT162b2 (Comirnaty) e COVID-19 Vaccine Moderna mRNA -1273. A breve dovrebbe essere la volta dei vaccini sviluppati da Università di Oxford-AstraZeneca e da Johnson&Johnson.  L’obiettivo di tutti questi vaccini è quello di produrre una risposta immunitaria al fine di neutralizzare il virus e impedire l’infezione delle cellule. I vaccini candidati sono testati prima in laboratorio, poi sugli animali e infine su volontari umani. Generalmente lo sviluppo di un vaccino è un processo lungo, che necessita dai sette ai dieci anni, durante i quali le ricerche vengono condotte a tappe successive che includono i test di qualità, la sperimentazione preclinica e le fasi della sperimentazione clinica nell’uomo. Come è stato quindi possibile sviluppare così rapidamente vaccini contro il Covid 19? Gli studi sui vaccini contro il Covid 19 sono iniziati nella primavera 2020 e in meno di un anno (a dicembre 2020) l’EMA ha raccomandato di concedere un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata a un primo vaccino, quello della Pfizer e subito dopo, il 6 gennaio 2021, ne ha concessa una seconda per il vaccino prodotto da Moderna. Il processo di sviluppo ha subito un’accelerazione senza precedenti a livello globale. Eppure nessuna tappa del processo è venuta meno, grazie al concorso di diversi fattori: ricerche già condotte in passato sulla tecnologia a RNA messaggero (mRNA);  studi sui coronavirus umani correlati al SARS-CoV-2, per esempio quelli che hanno provocato SARS e MERS; ingenti risorse umane ed economiche messe a disposizione in tempi stretti; conduzione parallela delle varie fasi di valutazione e di studio ; produzione del vaccino parallelamente agli studi e al processo di autorizzazione; ottimizzazione della parte burocratica/amministrativa; valutazione da parte delle agenzie regolatorie dei risultati ottenuti, man mano che questi venivano prodotti e non, come generalmente si usa fare, solo dopo il completamento di tutti gli studi. Vediamo nel dettaglio cosa sono i vaccini Pfizer e Moderna a cosa servono e come vengono somministrati. Il Pfizer è il primo vaccino contro il COVID-19 approvato in Europa e in Italia. È un vaccino destinato a prevenire la malattia da Covid 19 nei soggetti di età pari o superiore a 16 anni. Contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente su SARS-CoV-2, il virus responsabile di Covid 19. Il vaccino non contiene il virus e non può provocare la malattia. Gli antigeni S del virus stimolano la risposta anticorpale della persona vaccinata con produzione di anticorpi neutralizzanti. Il vaccino contiene inoltre altri eccipienti: 1,2-Distearoyl-sn-glycero-3-phosphocholine, colesterolo, sodio fosfato bibasico diidrato, fosfato monobasico di potassio, cloruro di potassio, cloruro di sodio, saccarosio, acqua per preparazioni iniettabili. L’mRNA non entra nel nucleo delle cellule e quindi non interagisce né modifica il nostro DNA. Inoltre, l’mRNA si degrada naturalmente dopo pochi giorni una volta svolta la sua funzione. Come viene somministrato? Viene somministrato in due iniezioni, solitamente nel muscolo della parte superiore del braccio, a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra. La durata della protezione non è ancora definita con certezza: il periodo di osservazione è stato di pochi mesi, ma le conoscenze sugli altri tipi di coronavirus umani indicano che dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi. Come sono stati condotti gli studi clinici? Uno studio clinico di dimensioni molto ampie ha dimostrato che il vaccino Pfizer è efficace nella prevenzione di Covid 19 nei soggetti a partire dai 16 anni di età. Il profilo di sicurezza ed efficacia di questo vaccino è stato valutato nel corso di ricerche svolte in sei paesi: Stati Uniti, Germania, Brasile, Argentina, Sudafrica e Turchia, con la partecipazione di oltre 44.000 persone. La metà dei partecipanti ha ricevuto il vaccino, l’altra metà ha ricevuto un placebo, un prodotto identico in tutto e per tutto al vaccino, ma non attivo. L’efficacia è stata calcolata su oltre 36.000 persone a partire dai 16 anni di età (compresi soggetti di età superiore ai 75 anni) che non presentavano segni di precedente infezione. Lo studio ha mostrato che il numero di casi sintomatici di Covid-19 si è ridotto del 95% nei soggetti che hanno ricevuto il vaccino rispetto a quelli che hanno ricevuto il placebo. Quanto è efficace? I risultati di questi studi hanno dimostrato che due dosi di questo vaccino somministrate a distanza di 21 giorni l’una dall’altra possono impedire al 95% degli adulti dai 16 anni in poi di sviluppare la malattia Covid-19 con risultati sostanzialmente omogenei per classi di età, genere ed etnie. Il 95% di riduzione si riferisce alla differenza tra i 162 casi che si sono avuti nel gruppo degli oltre 18mila che hanno ricevuto il placebo e i soli 8 casi che si sono avuti negli oltre 18mila che hanno ricevuto il vaccino. La protezione non è efficace subito dopo l’iniezione ma è stata dimostrata dopo una settimana dalla seconda dose.

Che cos’è il vaccino Moderna e a cosa serve? Il vaccino Moderna è destinato a prevenire la malattia da Covid 19 nelle persone a partire dai 18 anni di età. Come al Pfizer, il vaccino di Moderna si basa su tecnologia a RNA messaggero: l’mRNA codifica per la proteina spike del virus SARS-CoV-2. Il vaccino, quindi, non introduce nelle cellule il virus vero e proprio, ma solo l’informazione genetica che serve alla cellula per costruire copie della proteina spike. L’mRNA utilizzato non rimane nell’organismo, ma si degrada poco dopo la vaccinazione. Il vaccino viene somministrato in due iniezioni solitamente nel muscolo della parte superiore del braccio, a distanza di 28 giorni l’una dall’altra. Cosa contiene il vaccino Moderna? Contiene un RNA messaggero che non può propagare sé stesso nelle cellule dell’ospite, ma induce la sintesi della proteina Spike (S) del virus SARS-CoV-2. La proteina S del virus stimola la risposta anticorpale della persona vaccinata con produzione di anticorpi in grado di neutralizzare il virus, qualora si venga a contatto con questo. Oltre all’mRNA il vaccino contiene inoltre: SM-102, DSPC, PEG2000 DMG, potassio cloruro, potassio diidrogeno fosfato, sodio cloruro, fosfato disodico diidrato, saccarosio, acqua per preparazioni iniettabili. Uno studio clinico di dimensioni molto ampie ha dimostrato che il vaccino Moderna è efficace nei soggetti a partire dai 18 anni di età. Il profilo di sicurezza ed efficacia di questo vaccino è stato valutato nel corso di ricerche svolte negli Stati Uniti, a cui hanno partecipato 99 centri su tutto il territorio, che hanno coinvolto 30.420 persone a partire dai 18 anni. La protezione non è efficace subito dopo l’iniezione ma è stata dimostrata dopo due settimane dalla seconda dose.  All’orizzonte l’approvazione di un altro vaccino contro il Covid 19 sviluppato dall’Università di Oxford e AstraZeneca. Il 12 gennaio 2021, l’EMA ha ricevuto la domanda di autorizzazione condizionata all’immissione in commercio. A seguito della valutazione, il parere potrebbe arrivare già il 29 gennaio 2021 purché i dati su qualità, sicurezza ed efficacia del vaccino presentati siano sufficientemente solidi e completi. Rispetto ai vaccini di Pfizer/Biontech e Moderna, entrambi a base di mRNA, quello di AstraZeneca e Università di Oxford sfrutta un approccio diverso per indurre la risposta immunitaria dell’organismo verso la proteina spike. In particolare, si tratta di un vaccino a vettore virale che utilizza una versione modificata dell’adenovirus dello scimpanzé, non più in grado di replicarsi, come vettore per fornire le istruzioni per sintetizzare la proteina spike di SARS-CoV-2. Una volta prodotta, la proteina può stimolare una risposta immunitaria specifica, sia anticorpale che cellulare. Il vaccino ChAdOx1 nCoV-19 ha dimostrato un’efficacia complessiva del 70,4% dopo due dosi nel prevenire la malattia COVID-19 sintomatica nelle persone di età compresa tra 18 e 55 anni. (fonte EPICENTRO Istituto Superiore di Sanità e AIFA)

Anna Ammanniti

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