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Focus – Una nazione che “riapre” alla normalità, un archetipo da considerare

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Focus – Una nazione che “riapre” alla normalità, un archetipo da considerare
30 Marzo
16:00 2021

 

 

Il quadro che giunge da Israele, rispetto all’emergenza sanitaria in corso, è assolutamente positivo. Da una settimana negozi, centri commerciali, ristoranti, bar, teatri, palestre, sale da concerto, hanno riaperto i battenti, si ritorna alla normalità.

Una realtà che potrebbe essere un modello concreto in questa lotta contro il Covid: contagi in picchiata, ospedali che si svuotano giorno dopo giorno, anche i decessi sono in netto calo. Il tasso di positività è ormai all’ 1,2%. Considerato che la fase del lockdown ha fatto acqua da tutte le parti, la stabilizzazione degli indici è attribuibile al buon esito della campagna vaccinale, a cui si è sottoposta il 56% della popolazione, al 50% è già stata inoculata la seconda dose del vaccino Pfizer/Biontech.
Una campagna vaccinale iniziata lo scorso 19 dicembre, un vaccino “distribuito a tappeto”, a 5milioni e mezzo di cittadini su 9milioni e 200mila abitanti. Si è partiti con il personale sanitario ed i “vulnerabili”, tra cui malati oncologici, disabili e badanti: in pochi giorni sono state vaccinate tutte le fasce comprese tra gli over 100 e gli over 70. C’è da dire che Pfizer ha puntato sul paese di Israele come “laboratorio” esclusivo, per cui le fiale del vaccino non sono mai mancate, con una distribuzione continua. La somministrazione è avvenuta anche per strada, nelle postazioni allestite dalla Stella di Davide Rossa, la nostra Croce Rossa. Le dichiarazioni ufficiali confermano che “da febbraio, gli unici che si ammalano sono i non vaccinati”, giovanissimi, negazionisti e novax. Si aspetta solamente il “Passaporto Verde”, ovvero il libretto vaccinale, che, secondo i medici di Tel Aviv, è un ottimo incentivo per convincere i dubbiosi ed uno strumento democratico per tutelare la comunità e servirà “per assicurare le persone protette dal timore di trovarsi a fianco ad una persona non protetta, per cui potenzialmente contagiosa”. Per quanto riguarda i sanitati che rifiutano di immunizzarsi, saranno impiegati in mansioni che non richiedono alcun contatto con il pubblico.
In Italia i problemi sono diversi: disorganizzazione, mancanza di vaccini, priorità. Se non acceleriamo, la nostra nazione sarà costretta a continue restrizioni: la popolazione non può più aspettare, la nostra economia non può più reggere.
Sara Pacitto

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