FOCUS – Truffe vaccini anti Covid e vendite illegali, chiusi due canali Telegram | TG24.info
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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

FOCUS – Truffe vaccini anti Covid e vendite illegali, chiusi due canali Telegram

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FOCUS – Truffe vaccini anti Covid e vendite illegali, chiusi due canali Telegram
12 Aprile
16:26 2021

 

 

(di Anna Ammanniti) La pandemia ha aperto “nuovi orizzonti” sia alla criminalità organizzata che ai truffatori “più umili”. I criminali sono sempre alla ricerca di nuovi metodi per truffare il prossimo e in tempo di pandemia hanno largamente approfittato della paura generata dal Covid.

Frodi informatiche, speculazioni su mascherine, respiratori e quant’altro, i casi di sciacallaggio in questo ultimo anno sono parecchio aumentati. In questo preciso punto della pandemia è il vaccino il protagonista della lotta contro il virus. La vaccinazione è diventata occasione per truffare le persone, puntando sul fatto che fa gola l’idea di acquistare il farmaco in tempi rapidi. Attraverso il dark web vendevano illegalmente al pubblico dosi di vaccini AstraZeneca, Pfizer e Moderna a prezzi esorbitanti. Parliamo di 155 euro per una presunta dose di vaccino e fino a 20 mila euro per uno stock di 800 fiale, con garanzia di anonimato, tracciabilità della spedizione, imballaggio a temperatura refrigerante controllata e persino richiamo incluso nell’offerta. Un business assai redditizio che ha attratto migliaia di soggetti interessati a vaccinarsi senza attendere le tempistiche della campagna vaccinale anti Covid. Sono stati chiusi due canali Telegram e si sottolinea che i vaccini contraffatti, oltre ad essere inefficaci nella lotta al Covid, rappresentano un grave rischio per la salute pubblica.

In un’intervista rilasciata all’agenzia Dire, l’esperto delle truffe Mirko Gatto, CEO di Yarix, società a capo della linea di business Digital Security di Var Group, commenta la recente chiusura di due canali Telegram con oltre 4 mila iscritti, per la vendita illegale di vaccini anti-Covid sul dark web.  “Si fa leva su ‘furbetti’ o ingenui, oggi è Covid domani altro …  Era abbastanza prevedibile, perché i truffatori o le gang criminali organizzate cercano di sfruttare situazioni di incertezza o paura a livello collettivo come quella attuale. In questo caso hanno sfruttato a loro favore la ‘corsa’ all’approvvigionamento dei vaccini. Sulle vendite illegali nel dark web abbiamo condotto un’indagine piuttosto approfondita ed è emerso che nel 99% dei casi si tratta di truffe. Abbiamo fatto anche una transazione per l’acquisto di un vaccino da circa 500 euro in bitcoin e ovviamente il vaccino non è mai arrivato; addirittura il truffatore ci chiedeva altri soldi per la spedizione. È chiaro che cercano di fare leva sulle persone che vogliono a tutti costi approvvigionarsi di un vaccino e le sfruttano a loro favore per ricavarci denaro. In merito alla vicenda Telegram, non si hanno ancora evidenze “se si trattasse di una truffa o se ci fosse la disponibilità reale dei vaccini, fatto sta che in tutti i market che noi abbiamo individuato si trattava di truffe”.

I vaccini però erano ritenuti inefficaci e si ipotizza anche il reato di contraffazione. Qual è il profilo del gestore che può nascondersi dietro ad una truffa del genere? Serve un intermediario preparato, che conosca almeno a grandi linee gli ingredienti del vaccino?

Posso solo ipotizzare che chi vende vaccini illegalmente se ne approvvigioni su canali esterni, che non saprei dire neppure quali, che ne hanno disponibilità. Gli intermediari potrebbero quindi acquistare dosi per poi rivenderle nel black market. Ma in realtà questa ipotesi è molto complicata, direi remota: ci sono governi che si stanno muovendo con difficoltà per acquistare vaccini, figuriamoci se ci si riesce su canali secondari nel dark web”.

Mirko Gatto

I vaccini, da AstraZeneca, Pfizer a Moderna, erano venduti a prezzi altissimi: dai 155 euro per una dose fino a 20mila euro per uno stock di 800 fiale. A che tipologia di persone si rivolge questo traffico illegale?

Subentra un aspetto psicologico, da un lato ci sono i ‘furbetti’, quelli che cercano di saltare sempre la coda o di trovare delle scorciatoie, dall’altro ci sono i più ingenui che credono di essere fortunati e di ‘vincere alla lotteria’. In ogni caso si tratta di persone che, a causa della loro ingenuità, spesso rimangono vittime di qualche truffa. Oggi è il Covid domani sarà qualcos’altro”.

Ma chi non è esperto di web riesce ad acquistare un vaccino in modo illegale?
“Non bisogna avere le conoscenze di un hacker per accedere ai black market, leggendo e documentandosi un po’ ci si può arrivare. Chi ha conoscenze informatiche di medio livello può quindi riuscire ad acquistare un vaccino, diciamo che non è complicato ma neppure facilissimo”.

Con la vendita illegale di vaccini si dava anche garanzia di anonimato, tracciabilità della spedizione, imballaggio a temperatura refrigerante controllata e persino richiamo incluso nell’offerta. Quante persone può coinvolgere un’organizzazione del genere?

“Può trattarsi di soggetti singoli ma anche di gruppi criminali organizzati, che tra le varie attività
illecite decidono magari di aggiungere nel loro black market la vendita di vaccini, oltre per esempio a quella della droga o di virus informatici. Quanto alle ‘garanzie’, i truffatori ne offrono di ogni tipo: quando abbiamo fatto la transazione per acquistare il vaccino, l’intermediario ci aveva persino assicurato di avere una base di stoccaggio a Torino, ma una volta ricevuto il denaro è sparito. Sono truffe nel senso più classico del termine e quelle che riguardano i vaccini viaggiano nell’ordine di qualche centinaio”.

Sempre nei giorni scorsi, infine, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ricevuto gravi minacce via email e per questo sono state indagate quattro persone. Quanti sono oggi i reati di questo tipo?

“Le minacce via web sono un fenomeno in forte crescita, perché i cosiddetti ‘leoni da tastiera’, approfittando della mancanza di interazione umana, si sentono piuttosto invincibili. Pensano poi, sbagliando, che non siano passibili di denuncia. Ne approfitto anzi per dare un consiglio, chi è vittima di minacce ‘virtuali’ si rivolga subito alla polizia postale”.

Anna Ammanniti

 

 

 

 

 

 

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