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FOCUS Sport – Coronavirus, le nuove regole per palestre e piscine

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FOCUS Sport – Coronavirus, le nuove regole per palestre e piscine
23 Ottobre
14:30 2020
(di Anna Ammanniti) La Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per lo sport ha emanato le nuove regole  per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere, annunciate dal ministro per lo Sport e le Politiche giovanili, Vincenzo Spadafora.

Le misure previste per gli impianti sportivi nel nuovo protocollo attuativo delle “Linee guida per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere”, comprendono mascherine, ingressi controllati, prenotazioni tramite applicazioni e sanzioni per i trasgressori. L’obbligo delle mascherine nelle strutture ed è obbligatorio verificare all’ingresso, che fruitori dei servizi ed eventuali accompagnatori siano dotati di mascherina protettiva, in caso contrario sarà vietato l’ingresso. La mascherina si dovrà indossare in qualsiasi momento all’interno della struttura, tranne quando si svolge attività fisica sul posto. La mascherina dovrà essere indossata obbligatoriamente anche durante l’allenamento se il cliente si sposta da una postazione di allenamento all’altra. Dovrà essere sempre indossata nelle zone di accesso e transito. Non più di un familiare potrà accompagnare i bambini alle strutture, le stesse dovranno obbligatoriamente rilevare la temperatura a tutti i frequentatori al momento dell’accesso. Sarà vietato l’ingresso in caso di temperatura superiore a 37 gradi e mezzo. I gestori delle strutture dovranno predisporre e rendere visibile all’entrata della struttura un apposito cartello contenente il numero massimo di presenze consentite all’interno delle varie strutture sportive. E’ obbligatorio l’utilizzo di soluzioni tecnologiche che consentano la possibilità di tracciare l’accesso alle strutture, per il tramite di applicativi WEB, o applicazioni per device mobili, di coloro che partecipano alle attività sportive proposte. Queste soluzioni consentiranno, infatti, di meglio regolamentare l’accesso alle strutture con appuntamenti prenotabili in anticipo per evitare il rischio di assembramenti o il mancato rispetto delle misure di distanziamento e di divieto di assembramenti, con particolare riferimento alle aree più a rischio (reception, hall, sale di attesa, percorsi di accesso agli impianti, ecc….) e, più in generale, di contingentare il numero massimo di persone che potranno accedere agli spazi e alle aree comuni, nonché alle aree dove si svolgono le attività con impegno fisico e respiratorio elevato, dove aumenta il rischio di diffusione dei droplets. Viene fatta distinzione tra due tipi di strutture: quelle con una capienza inferiore a 50 persone contemporaneamente e quelle con una capienza maggiore. Le strutture più piccole che possono contenere meno di 50 persone sono esentate dall’obbligo di utilizzo di soluzioni tecnologiche o applicativi web. Hanno l’obbligo di prenotazione della lezione in anticipo, registrazione su registro cartaceo e il divieto di assembramento in tutte le aree della struttura sportiva. Le strutture con una capienza superiore a 50 persone dovranno invece obbligatoriamente dotarsi di strumenti di prenotazione o di evidenza delle compresenze in struttura in qualsiasi momento per permettere ai fruitori di aggiornarsi in tempo reale sulla disponibilità di posti e alle autorità competenti di accertare il rispetto della regola. Il numero massimo di persone che possono essere compresenti all’interno di una struttura, si conteranno 12 metri quadrati per persona, considerando per il computo i metri quadrati (al chiuso) dell’intera struttura. Nel computo va considerato anche il personale diretto o indiretto che vi presta servizio in quel momento. Per attività e corsi di gruppo si dovranno invece considerare “5 mq per partecipante, prendendo in considerazione l’ampiezza dell’ambiente in cui l’attività viene svolta.

Nelle piscine natatorie va garantito uno spazio minimo di 7 mq per persona presente. Per le piscine non ad uso natatorio valgono le norme regionali di riferimento e quelle contenute nell’allegato 9 al Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 13 ottobre 2020. Resta in ogni caso l’obbligo di distanza interpersonale minima di 1 metro e, durante l’attività fisica, una distanza interpersonale minima adeguata all’intensità dell’esercizio, comunque non inferiore a 2 metri. I gestori potranno disporre il divieto di accesso alle docce, invitando gli utenti a cambiare soltanto il costume bagnato o l’abbigliamento per l’allenamento, ad asciugare velocemente i capelli e a completare la vestizione nel più breve tempo possibile. Sono richieste specifiche misure per le piscine di ogni tipo, escluse quelle ad usi speciali di cura, di riabilitazione e termale. Dovranno essere previsti percorsi divisi per l’ingresso e l’uscita e l’accesso agli impianti esclusivamente tramite prenotazione. Dovranno organizzarsi gli spazi e le attività nelle aree spogliatoi e docce in modo da assicurare il distanziamento di almeno 1 metro, prevedere i dispenser nelle aree di frequente transito, nell’area solarium o in aree strategiche in modo da favorire da parte dei frequentatori l’igiene delle mani. I gestori dovranno garantire una regolare e frequente pulizia e disinfezione delle aree comuni, spogliatoi, docce, servizi igienici, cabine, attrezzature. Evitare l’uso promiscuo di oggetti e biancheria, l’utente dovrà accedere alla piscina munito di tutto l’occorrente. La densità di affollamento in vasca dovrà essere calcolata con un indice di 7 mq di superficie di acqua a persona. Il gestore pertanto è tenuto a calcolare e a gestire le entrate dei frequentatori nell’impianto. In caso di mancato rispetto delle regole si potrà incorrere in sanzioni da 280 euro in misura ridotta che raddoppiano in caso di recidiva.

Anna Ammanniti

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