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Focus – Sembra una parola magica, Aducanumab è il futuro per la cura dell’Alzheimer?

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Focus – Sembra una parola magica, Aducanumab è il futuro per la cura dell’Alzheimer?
10 Giugno
13:31 2021

 

 

È stato approvato nella giornata dello scorso lunedì, 7 giugno, dalla “Food and Drug Administration” statunitense: Aducanumab è il nome dell’anticorpo monoclonale che è principio attivo del primo farmaco della storia nel trattamento dell’Alzheimer.

Durante la fase sperimentale il farmaco ha dimostrato di rallentare il declino cognitivo quando somministrato nelle fasi precoci della malattia: l’impiego di questo anticorpo riduce i danni celebrali associati solo se somministrato precocemente ed a piccole dosi, da assumere per infusione una volta al mese. Con la sperimentazione è altresì emerso che il dosaggio elevato, nel 40% dei pazienti, ha prodotto effetti indesiderati considerevoli: edema cerebrale ed emorragie, stato confusionale, vertigini, ipersensibilità, vertigini, nausea, emicrania. Risultati non proprio confortanti, per cui si auspica che nuove ricerche ed approfondimenti portati avanti dall’azienda produttrice Biogen possano, in un futuro prossimo, completare le lacune delle precedenti. Inoltre i trial clinici non hanno definito quali siano i reali suoi benefici: l’Abucanumab non è una soluzione finale determinante. Intanto il farmaco, grazie al benestare di FDA, verrà messo in commercio con “approvazione condizionata”, ovvero riconoscendo che gli studi clinici hanno fornito prove incomplete circa l’efficacia.
Di fatto una speranza: erano 18 anni che si attendeva la scoperta di una molecola utile a contrastare questa malattia neurodegenerativa.
L’Alzheimer è oggi una patologia devastante, una forma di demenza che colpisce decine di milioni di persone al mondo. L’Aducanumab è a tutti gli effetti il primo trattamento, unico nel suo genere, approvato per il morbo dall’anno 2003, una terapia che prevede un beneficio terapeutico significativo per i pazienti in cura, con particolare attenzione alla fisiopatologia fondamentale della malattia.
Sara Pacitto

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