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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

FOCUS Scuola – Coronavirus, superati i 10 mila contagi nelle scuole del Lazio

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FOCUS Scuola – Coronavirus, superati i 10 mila contagi nelle scuole del Lazio
11 Novembre
15:45 2020
(di Anna Ammanniti) Secondo il sindacato Unsic sono tra i 10 mila e i 10500 i contagi al Covid 19 nelle scuole del Lazio. In Italia superata quota 100 mila. Precisamente sarebbero 105 mila casi dal ritorno in classe, l’80% sono studenti.

Mentre i territori si affidano alla didattica a distanza, il sindacato Unsic prova ad aggiornare la conta dei contagiati che hanno frequentato le aule scolastiche. Da settembre l’Unsic monitora il settore scuola:Purtroppo sono scarsi e non sempre attendibili, perché difficili da rilevare, i dati sul contagio a scuola. Nelle prime settimane ci hanno provato meritoriamente i due ricercatori indipendenti Vittorio Nicoletta Lorenzo Ruffino, mettendo in evidenzia la crescente criticità della situazione. Da parte sua, il ministero dell’Istruzione, partito in ritardo, ha assemblato i dati forniti dalle scuole, ma i numeri fuori tracciamento hanno fermato l’operazione al 10 ottobre. Noi abbiamo rielaborato e ottimizzato i dati di diverse fonti, ad esempio armonizzandoli rispetto all’apertura delle scuole non uniforme sul territorio nazionale. Il risultato è che i contagiati tra studenti e personale scolastico hanno raggiunto circa il 16 per cento del totale dei contagiati, cioè leggermente sopra l’incidenza della popolazione scolastica su quella complessiva nazionale. C’è però il nodo, difficile da sbrogliare, di quanti studenti abbiano trasferito il contagio in famiglia, che resta l’ambito principale della propagazione del virus”. Il contributo delle scuole alla diffusione del virus, soprattutto in modo indiretto attraverso i trasporti e gli assembramenti in strada, secondo l’Unsic emergerebbe anche da diversi indicatori. Innanzitutto i numeri: se dall’apertura delle scuole fino al 30 settembre sono stati individuati in Italia 25.461 nuovi casi, con una media di 1500 al giorno, ad ottobre s’è raggiunta la cifra complessiva di 364.571, ben 11.760 al giorno, quasi otto volte di più.

Ha spiegato il presidente Unsic, Domenico Mamone: “Pur riconoscendo il valore pedagogico della scuola in presenza, avremmo dovuto adottare la didattica a distanza per le superiori sin dal 14 settembre per attenuare la curva esponenziale esplosa non a caso due-tre settimane dopo, così come abbiamo profetizzato sin dall’estate. In subordine si sarebbe potuto far partire le scuole superiori a novembre, recuperando il mese a giugno, riservando la Dad per l’apprendimento e lasciando in presenza le interrogazioni. Inoltre, anziché impegnare centinaia di milioni in banchetti e mascherine, sarebbe stato più utile prevedere un presidio sanitario fisso nelle scuole, la formazione informatica per i docenti e implementare fortemente gli apparati tecnologici. Ora, visto il trend, bisognerà evitare di tornare indietro, cercando invece di migliorare la didattica a distanza, modalità che volenti o nolenti ci dovrà accompagnare a lungo per evitare di peggiorare la situazione”.

Intanto il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ribadisce che “con la chiusura delle scuole si rischia un disastro educativo, sociologico, formativo, psicologico. Un bambino che deve imparare a leggere e scrivere non può farlo da dietro uno schermo. I ragazzi hanno diritto a un pezzo di normalità nella loro vita. Continuerò a battermi per tenere le scuole aperte.”

Anna Ammanniti

 

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