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FOCUS – Ristori a fondo perduto per le attività costrette a chiudere, ecco come funziona l’erogazione

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FOCUS – Ristori a fondo perduto per le attività costrette a chiudere, ecco come funziona l’erogazione
27 Ottobre
12:15 2020
(di Anna Ammanniti) Durante la conferenza stampa dello scorso 25 ottobre il premier Giuseppe Conte ha fornito le prime indicazioni riguardo il contributo a fondo perduto riservato a quelle attività costrette a chiudere del tutto o a fare orario ridotto abbassando la saracinesca alle ore 18, dedicandosi poi al solo asporto o alle consegne a domicilio dal 26 ottobre al 24 novembre.

Il presidente del Consiglio ha parlato di rimborsi che arriveranno tramite bonifico bancario sui conti correnti degli interessati, ha parlato anche di credito di imposta per gli affitti commerciali di ottobre e novembre e di cancellazione della seconda rata dell’IMU. Il Governo garantisce la cassa integrazione e il bonus una tantum per i lavoratori stagionali. I sussidi in erogazione, ha assicurato il premier, sono già compresi nei precedenti scostamenti di bilancio. Il Governo ha promesso questa serie di aiuti in materia fiscale, per andare incontro alle migliaia di attività che senza un sostegno da parte dello Stato difficilmente potranno riaprire per le feste natalizie.  Il fondo perduto andrà dal 100% al 200% del calo del fatturato, sarà svincolato dalla perdita di fatturato e sarà erogato dall’Agenzia delle Entrate, le attività saranno individuate in base al codice Ateco. Non si dovrà ripresentare la domanda, il contributo sarà automatico, erogato direttamente sul conto corrente, per chi ha già ottenuto il rimborso previsto dal decreto Rilancio. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri e quello dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, contano di erogare ristori veloci da far correre su un doppio binario. Ci sarà un rimborso più elevato per le attività che dovranno sospendere il proprio lavoro fino al 24 novembre: piscine, palestre, teatri, cinema, centri sportivi, sale scommesse …) e un rimborso più contenuto per attività che potranno operare dalle 5.00 alle 18.00 per il servizio al tavolo e poi proseguire con l’asporto e le consegne a domicilio. La novità rispetto alla prima edizione del fondo perduto introdotta al decreto rilancio è che il ristoro sarà svincolato dalla perdita di fatturato e sarà erogato a tutte le attività coinvolte dalla nuova stretta anche con un volume di affari o di corrispettivi superiore a 5 milioni di euro. Sulla cassa integrazione l’ipotesi più accreditata è un allungamento di 10 settimane per arrivare al 31 gennaio. In legge di Bilancio poi si aggiungeranno altre 8 settimane, per un totale di 18. Il decreto Ristoro è atteso per oggi in Gazzetta Ufficiale.

Anna Ammanniti

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