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Focus – Ripartenza difficile, calo di vendite e assembramenti: ecco cosa succede ad Anagni e dintorni

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Focus – Ripartenza difficile, calo di vendite e assembramenti: ecco cosa succede ad Anagni e dintorni
21 Maggio
10:33 2020

 

 

(di Anna Ammanniti) Si chiama ripartenza, i più ottimisti usano la parola “cambiamento”, da lunedì scorso su tutto il territorio nazionale si sono alzate le saracinesche di tutte le attività al dettaglio.

Si sta uscendo lentamente dalla pandemia da Coronavirus, l’evento straordinario che ha stravolto la vita di tutti gli abitanti del mondo seminando malattia e morte. L’Italia conta dal 28 febbraio al 20 maggio 32330 vittime da Covid 19, un numero desolante, un periodo di piena tristezza. Abbiamo vissuto più di due mesi rinchiusi in casa, con tutte le attività, tranne quelle inerenti alla vendita di beni di prima necessità, chiuse. Da lunedì 18 maggio i negozi sono aperti, il Governo raccomanda e impone l’uso della mascherina e il divieto di assembramenti. Come sono andati i primi giorni di riapertura delle attività? Bene i parrucchieri e le estetiste, come era prevedibile, più complicazioni nelle altre attività. Abbiamo chiesto a diversi esercenti della città di Anagni. Alcune attività non hanno purtroppo rialzato la serranda perché chiuse per sempre. La titolare di un genere alimentari che ha lavorato anche durante la pandemia, ha notato che in questi primi giorni di riapertura sono in troppi a non rispettare le regole. Un pasticcere afferma che non si lavora come prima della pandemia. Una barist lamenta la poca affluenza, molte persone hanno cambiato le abitudini, riprendendo per esempio a fare colazione a casa. Tante altre non hanno più soldi. La speranza che migliori la situazione dopo un breve periodo di rodaggio, altrimenti le attività finiranno con il chiudere, con affitti troppi alti, bollette, tasse.

A Piglio il sindaco Mario Felli esordisce comunicando che l’amministrazione comunale è e sarà molto vicino alle attività commerciali che si stanno organizzando per la ripresa, la vicinanza è essenziale per evitare che possano chiudere definitivamente. “Questa è la fase del decollo, non si è ancora in piena ripresa, le attività ancora non lavorano a pieno regime e stanno rispettano le regole previste dal protocollo. Lunedì, il primo giorno delle riaperture ho notato un primo assembramento, dopo mie precise indicazioni in questi giorni non si sono più verificati. I bar sono riaperti solo quelli del centro storico e si sono organizzati tra di loro, facendo turnazioni nelle aperture. Per i negozi alimentari è tornato come era prima della pandemia, le persone sono tornate ad uscire fuori dal paese per fare spesa. Siamo in fase di ripresa, sono fiducioso, quello che mi preme più di tutto è che i commercianti non si sentano mai abbandonati, noi ci siamo con tutti i nostri strumenti a disposizione e non li lasceremo mai soli.”

Anche ad Acuto si vive in piena ripartenza, il sindaco Augusto Agostini spiega che sono riaperte tutte le vendite al dettaglio. È ripartito il mercato settimanale per tutti i generi. Sono riaperti i bar, tranne uno. Hanno riaperto l’agriturismo e due ristoranti su cinque. Gli altri tre dovrebbero riaprire dal prossimo fine settimana ai primi di giugno, solo nei fine settimana.

A Fiuggi riapertura col freno a mano tirato. La ripresa è iniziata ma il percorso resta in salita, specie per chi lavora nel campo del turismo. Commercianti, pubblici esercenti e albergatori hanno riaperto le loro aziende, con tanto coraggio, determinazione e una grande inventiva. Al riguardo, basta pensare che alcune attività operanti nel settore abbigliamento hanno puntato sulla vendita delle ormai note mascherine. Dallo scorso 18 maggio, accanto a pantaloni, vestiti e magliette, i commercianti hanno esposto anche i dispositivi di protezione divenuti di largo consumo. I ristoranti della città termale hanno rimodulato la propria offerta enogastronomica sulle modalità da asporto, modificando e arricchendo i menù in relazione alle esigenze del singolo cliente. Con l’accesso ai bar invece, i pubblici esercenti sembrano lentamente rialzarsi dalla caduta di marzo e aprile, periodo in cui il lookdown ha sbarrato l’accesso alle attività. Sembra assodato che i problemi legati alla ripresa economica siano legati principalmente a questi fattori: assenza di soldi, limitazioni negli spostamenti che non consentono di lavorare con i flussi turistici da fuori Regione, la limitazione degli orari di apertura e di assembramento che impediscono di puntare su una clientela giovanile e familiare. Il sindaco Alioska Baccarini anche prima delle ultime disposizioni governative aveva già in mente di adottare agevolazioni affinché la ripresa delle attività sia incoraggiata da alcuni provvedimenti che vanno ad aiutare gli esercenti. Il sindaco spiega che l’amministrazione comunale è molto vicino alle attività, sostenendo la ripresa con i mezzi a disposizione. Il primo cittadino aveva già dato indicazioni accolte nel Bilancio comunale, quali l’abolizione della Tosap fino a dicembre e la concessione di spazi esterni ampliati rispetto alle origini. La Tari è sospesa fino al 31 luglio, lo stesso vale per l’IMU. Il sindaco per agevolare la ripartenza, sta lavorando per evitare che si paghi l’imposta di soggiorno. Il primo trimestre già versato verrà impiegato per la pubblicità. Anche a Fiuggi in questi primi giorni si è presentato il problema degli assembramenti, il primo cittadino con la polizia locale in collaborazione con le forze dell’ordine effettuerà più controlli. Tutte le attività commerciali hanno invariato gli orari di apertura e chiusura rispetto al periodo prima del virus, tranne i negozi di abbigliamento che aprono alle 10 per favorire la sanificazione essendo un’attività più sottoposta a rischi.

Anna Ammanniti

 

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