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Focus – L’Italia dona i vaccini antiCovid, Biden spinge sulla supremazia degli USA

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Focus – L’Italia dona i vaccini antiCovid, Biden spinge sulla supremazia degli USA
27 Settembre
11:03 2021

 

 

Il Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, in un intervento della scorsa settimana al “Global Covid-19 Summit”, ha dichiarato che entro la fine dell’anno la nostra nazione donerà 15milioni di dosi di vaccino ai paesi più poveri, con l’impegno di triplicare lo sforzo ed arrivare fino a 45milioni di dosi.

«Abbiamo fatto grandi progressi attraverso il programma Covax ma ci sono ancora enormi disuguaglianze, è necessario essere pronti ad essere più generosi», sottolinea il premier. Lo squilibrio tra i vaccinati nei paesi più ricchi rispetto a quelli nei paese più poveri è considerevole: è inconfutabile che la lotta contro il Covid possa essere vinta solo quando anche le aree più povere abbiano raggiunto livelli elevati di immunizzazione.
Del resto non è la prima volta che l’Italia si prodiga in tal senso: il 21 maggio, aprendo i lavori del “Global Health Summit”, Draghi ricordava che la nazione aveva già donato 86milioni di euro a Covax, il programma internazionale per promuovere l’accesso e l’equa distribuzione dei vaccini anti-Covid nel mondo, ed altri 30 milioni di euro erano stati devoluti a progetti multilaterali collegati, con l’obiettivo di incrementare il contributo di 300milioni di euro; ad inizio agosto la nostra nazione era in prima fila a sostegno della Tunisia con un milione e mezzo di dosi di vaccino; a fine mese 812.060 fiale di AstraZeneca sono partite per il Vietnam; a metà settembre 100.800 dosi di AstraZeneca sono state spedite in Iraq.
Anche gli Stati Uniti intendono accelerare sul fronte dei vaccini: il presidente John Biden lancia il suo appello ai leader mondiali che hanno partecipato al vertice virtuale organizzato a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite annunciando che gli USA doneranno oltre 500milioni di dosi grazie ad un accordo raggiunto con Pfizer-BioNTech e stanzieranno 370milioni di dollari per favorire la distribuzione delle fiale in tutto il mondo, soprattutto nelle aree più remote e disagiate. Il proposito di Biden è quello di vaccinare il 70% del mondo entro settembre 2022 «Gli Stati Uniti vogliono essere l’arsenale dei vaccini come sono stati l’arsenale della democrazia durante la seconda Guerra Mondiale». Un’affermazione opinabile, un accostamento cruento e, se vogliamo, pure fuori contesto: la guerra al Covid non ha nulla a che vedere con nessun conflitto bellico. Che poi gli USA siano stati “l’arsenale della democrazia durante la seconda Guerra Mondiale”, Biden avrà mica peccato di superbia, con l’intenzione di spingere sulla supremazia degli Stati Uniti rispetto alle altre potenze? Forse è meglio rimanere concentrati sulla lotta alla pandemia da Covid, una tragedia globale che finora ha fatto 4,5milioni di morti.
Sara Pacitto

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