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Focus – Lettera aperta delle imprese autotrasporto associate “Anita” alla Ministra De Micheli

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Focus – Lettera aperta delle imprese autotrasporto associate “Anita” alla Ministra De Micheli
15 Luglio
20:33 2020
100 imprese di trasporto associate ad ANITA hanno deciso di scrivere alla Ministra dei Trasporti, Onorevole Paola De Micheli, per testimoniare in prima persona il difficile momento che stanno vivendo a causa del COVID-19.

“Abbiamo accolto una richiesta più che legittima, frutto di una profonda preoccupazione che le imprese di autotrasporto merci e logistica avvertono di fronte a un Governo che sembra aver dimenticato le esigenze specifiche del settore nell’impostare il rilancio economico del Paese” – dichiara il Presidente di ANITA, Thomas Baumgartner.

“Lo abbiamo fatto perché le imprese sono la nostra forza e la nostra ragion d’essere. Un modo per ricordare che dietro l’Associazione ci sono proprio loro, che con le rispettive attività tengono accesi i motori dell’economia italiana, garantiscono l’export al made in Italy e svolgono servizi di interesse generale per la collettività, come hanno ampiamente dimostrato in questo difficilissimo periodo”.

ANITA chiede risposte tempestive al Ministero dei Trasporti sulle principali misure d’interesse generale per la categoria, dalle più semplici alle più complesse, molte di queste a costo zero per lo Stato, come l’eliminazione dei divieti di circolazione di sabato e festività infrasettimanali, la possibilità di fare la revisione dei mezzi pesanti presso officine private, la digitalizzazione delle lettere di vettura oppure l’utilizzo di mezzi più lunghi come già in atto in altri paesi europei, oltre a quelle di sostegno economico richieste per evitare che il trasporto merci e la logistica sprofondino in una crisi senza precedenti.

 

Ecco la missivia:

 

Gentile Ministra dei Trasporti, On. Paola De Micheli,

oggi prendiamo la penna in mano in prima persona per scriverle.

Siamo gli autotrasportatori e gli operatori di logistica che in questi mesi di emergenza
sanitaria hanno rifornito di beni indispensabili le famiglie, gli ospedali, le imprese.
Quelli che hanno lavorato in prima linea, dimenandosi tra le mille difficoltà scaturite dalle
misure di contenimento del COVID-19, imposte dal Governo e dalle Regioni.
Spirito di servizio e abnegazione ci hanno contraddistinto in questa situazione.
Abbiamo offerto i servizi di trasporto indispensabili al Paese a condizioni antieconomiche per
noi stessi.
Non deve pensare che l’aver continuato a lavorare ci abbia messo in salvo dalle perdite
aziendali.
Siamo proprio quelli che ha ringraziato pubblicamente in tante occasioni per il ruolo svolto.
Siamo stati orgogliosi per le sue parole, ma anche un po’ amareggiati nel constatare che ci
voleva un’epidemia per dargliene contezza.
Da mesi invano chiediamo misure di sostegno specifiche per il nostro settore. Non solo ristori
economici, ma anche innovazioni e misure di semplificazioni a costo zero per lo Stato, ma di
grandissima utilità per noi.
Ci ritroviamo con un pugno di mosche in mano, mentre la crisi economica avanza. Tanti sono
gli interrogativi che ci poniamo a cui vorremmo desse risposta.
Perché non può concederci la sospensione del calendario dei divieti di circolazione per i
mezzi pesanti, almeno in via temporanea? Quali sono le oggettive motivazioni alla base della
sua scelta di non concederla? Nelle sue valutazioni ha contemperato anche gli impatti sulla
sicurezza degli autisti che viaggiano di notte a causa dei divieti? E le esigenze di continuità
produttiva e logistica del Paese le ha attentamente analizzate, anche tenuto conto del fatto che
questa estate tantissime aziende manifatturiere resteranno aperte?

La deroga al calendario dei divieti è un esempio di misura di aiuto al settore che potrebbe
essere facilmente e immediatamente attuata.
Anche le domande che richiedono risposte più articolate e complesse vanno quanto meno
affrontate subito e per questo ci aspettiamo che le risolva tempestivamente.
Vogliamo risposte e non solo rinvii a successivi decreti in cui (forse) ci sarà qualcosa per noi.
Non dimentichi mai che i tempi della politica e della burocrazia uccidono le nostre aziende.
Con i migliori saluti.

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