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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Focus – La violenza sulle donne ai tempi del Coronavirus

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Focus – La violenza sulle donne ai tempi del Coronavirus
09 Aprile
17:00 2020

 

 

(di Anna Ammanniti) Il Coronavirus ha fermato l’intero globo terrestre, purtroppo però non è riuscito a bloccare i cattivi e pericolosi atteggiamenti.

#Io resto a casa# è lo slogan che ci farà uscire dall’emergenza sanitaria della pandemia, ma per troppe donne la casa è il covo del terrore. Non è un posto sicuro quando tra le mura domestiche vive l’orco, colui che tiene sotto scacco la moglie, la compagna, vittime di maltrattamenti e violenze. Con le restrizioni varate dal Governo per arginare la diffusione del malefico virus, si può uscire di casa solo per lo stretto necessario. Con le persone costrette in casa sono diminuiti i reati. Ma mentre calano vistosamente i reati legati allo sfruttamento della prostituzione, i furti in abitazione, i furti con destrezza, le rapine e le violenze sessuali, sono “leggermente” diminuiti i maltrattamenti in famiglia. L’emergenza incoraggia a restare a casa, ma espone maggiormente le donne a subire violenza da parte dell’uomo che esercita maggiore controllo e autorità. Sono diminuite le richieste di aiuto delle donne e le denunce, questo vuol dire che i mariti, i compagni hanno perso “l’abitudine” di alzare le mani? Purtroppo non è così, perché sono diminuite le denunce alle forze di polizia, probabilmente perché con il persecutore in casa h24 è difficile chiedere aiuto, ma sono aumentate le richieste di aiuto via social, anche attraverso WhatsApp. Donne sole, isolate dalla famiglia e dagli amici, in balia di mariti maneschi e violenti. Chiuse in casa a causa del virus hanno difficoltà a chiedere aiuto ed è stato quindi pensato di attivare dei numeri per denunciare l’inferno in cui vivono. Sono numeri disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7,  il numero nazionale 1522 sempre attivo e gratuito, se non si vuole o non si può telefonare, c’è anche la possibilità di chattare con le operatrici. Gli altri numeri utili sono il 112 (carabinieri) e il 113 (polizia). In più è possibile consultare il sito “dire contro la violenza”. I centri antiviolenza sono rimasti aperti, le operatrici rispondono al telefono. Esistono anche diverse applicazioni da scaricare sul telefono.

Ecco il parere di un esperto, l’avv. Emanuele Fierimonte: “Quello che sta accadendo purtroppo è il prezzo di questo virus. Le donne vittime di violenza sentono di non avere via di uscita, avendo dentro casa il compagno carnefice tutto il giorno. Pertanto restano inerte. Secondo la mia esperienza di avvocato penalista, il reato dei maltrattamenti in famiglia è severamente trattato e punito nelle nostre aule di giustizia. Invito, dunque, queste vittime a denunciare e chiamare i numeri messi a disposizione”

Anna Ammanniti

 

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