Aggiornato alle: 09:15 di Lunedi 27 Maggio 2019
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

FOCUS – La relazione DIA parla chiaro, nel frusinate i clan investono nel gioco

 ULTIME NOTIZIE
FOCUS – La relazione DIA parla chiaro, nel frusinate i clan investono nel gioco
14 Febbraio
07:30 2019

 

 

 

 

 

La provincia di Frosinone è interessata da significative presenze della criminalità mafiosa, soprattutto della camorra, come emerge dall’azione di contrasto degli ultimi anni.

A spiegarlo è la relazione semestrale pubblicata dalla Direzione Investigativa Antimafia. Oltre tre pagine dedicate alla provincia di Frosinone ed alle aderenze criminali che la stessa da anni sopporta. In proposito, nel 2011, l’operazione “Verde Bottiglia” ha consentito alla DIA di procedere al sequestro preventivo – effettuato nei comuni di Castrocielo, Cassino ed Aquino, nonché a Formia, Gaeta, Roma e L’Aquila – di un patrimonio di circa 90 milioni di euro, riconducibile al clan dei Casalesi, accumulato prevalentemente con l’importazione illegale di auto dalla Germania. Oltre ai Casalesi, nel territorio di Cassino, si è registrata una proiezione anche di soggetti appartenenti al clan degli ESPOSITO di Sessa Aurunca, ai Belforte di Marcianise per quanto concerne la provincia di Caserta ed ai clan napoletani Licciardi, Giuliano, Mazzarella, Di Lauro ed al clan dei Gionta, originario di Torre Annunziata (NA). Tali soggetti sono risultati interessati principalmente al settore del gioco e delle scommesse (sale bingo, raccolta delle scommesse sportive ed ippiche, i videopoker e le cd. new slot) e a quello dello smaltimento dei rifiuti. A tal proposito, a conclusione dell’operazione “Normandia-Rischiatutto” (p.p. 45702/12 RGNR, 12979/13 RG GIP e 351/13 OCCC DDA di Napoli), a giugno del 2013, la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e la Guardia di finanza hanno eseguito un’OCCC nei confronti di 57 soggetti, tra cui molti esponenti del clan dei CASALESI, responsabili di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse, illecita concorrenza con violenza e minacce, truffa aggravata ai danni dello Stato, frode informatica, riciclaggio, reimpiego di capitali, aggravati dalle finalità mafiose. Nell’ambito dell’operazione sono stati sequestrati anche beni mobili e immobili per un valore di diverse centinaia di milioni di euro. Le indagini avevano preso avvio dopo alcuni atti violenti ed una serie di vicende societarie che avevano coinvolto una Sala Bingo della ciociaria.
Nel periodo di riferimento, anche nel frusinate sono stati tratti in arresto diversi pregiudicati campani. Il 24 gennaio 2018, in un casolare di Cassino, è stato catturato il reggente del gruppo Polverino di Marano di Napoli, latitante dal 2011. Il successivo 26 giugno, a Fiuggi, dove si trovava agli arresti domiciliari, è stato eseguito un ordine di esecuzione di pena detentiva a carico di un pregiudicato, contiguo al clan Amato-Pagano, condannato per traffico internazionale di droga ed associazione di tipo mafioso. Per quanto concerne la criminalità organizzata lucana, si segnalano alcune connessioni operative tra il clan potentino Marturano-Stefanutti e la ‘ndrangheta del crotonese, sempre nel settore del gioco illegale. In particolare, il 30 marzo 2017, a conclusione dell’indagine “’Ndrangames”911, i Carabinieri hanno arrestato un gruppo criminale che aveva agevolato la cosca Grande Aracri di Cutro in provincia di Crotone ed il clan Marturano-Stefanutti nell’illecita raccolta delle scommesse on-line e nella gestione di videogiochi elettronici (New slot e Totem) sprovvisti delle necessarie concessioni dell’AAMS. Nell’occasione, venivano sottoposte a sequestro preventivo apparecchiature elettroniche, installate presso 5 esercizi pubblici situati in provincia di Frosinone.

Red

Articoli Correlati

LE PIU' LETTE