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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Focus – Italo Turri “Monzon”, il pittore dei cartoni

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Focus – Italo Turri “Monzon”, il pittore dei cartoni
17 Maggio
13:00 2019
(di Anna Ammanniti) Non è mai stato dimenticato Italo Turri, il suo ricordo vive ancora nei vicoli del centro storico e di tutta la città.

Italo Turri amava passeggiare con i suoi cartoni per le vie del borgo, cartoni sui quali imprimeva la sua immensa creatività. Gironzolava per i vicoli del centro con le mani imbrattate di tempera. La sua arte esplodeva su quei cartoni, immagini di puro talento che verrà molto apprezzato solo dopo la sua morte. Italo Turri, in arte Monzon, il pittore dei cartoni, resta nel cuore degli anagnini, con il suo viso perennemente imbronciato, tipico di quei geni incompresi, con la sua personalità fortemente fuori dalle righe. Nei suoi occhi traspariva la profondità dell’immenso e si notava quella scintilla di creatività che lasciava con forza attraverso le sue pennellate. Il pittore scelse di vivere in povertà, per lui l’arte era l’unica porta della sopravvivenza, come dichiarerà in un’intervista la figlia Anna. Italo nacque in uno dei caratteristici vicoli del centro storico, Via del Trivio, il 13 febbraio 1926 e morì nella sua città natale il 9 aprile 1995. Il papà era Vincenzo il calzolaio, la mamma Caterina Badassarri. Era il terzogenito di quattro figli, fu allievo di un corso di scuola professionale, sezione ebanisteria. La Seconda Guerra Mondiale portò Italo a a combattere nelle brigate partigiane. Nel 1950 si sposò ed ebbe due figlie, il matrimonio finì nel 1955 e dopo un breve periodo di occupazione presso il Comune di Anagni, decise di dedicarsi completamente alla pittura. Le sue opere, disegnate esclusivamente su cartoni e quasi sempre regalate, sono state identificate nella corrente artistica dell’impressionismo. Italo sprigiona nell’arte il suo desiderio di vivere ai margini del mondo per cogliere il senso vero delle cose. Dipinge tantissimi quadri, dando sfogo alla sua immensa creatività. Nel 1993 il Comune di Anagni, riconoscendo il talento di Monzon, organizza una mostra con 36 opere. Durante la mostra il critico d’Arte Lorenzo Ostuni definisce Italo Turri “Il lunatico dell’innocenza”. Dopo la sua morte, nel 1995 la figlia Anna inizia un progetto di recupero dell’intera opera di Italo Turri.

Anna Ammanniti

 

 

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