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FOCUS – Decreto Covid, vaccinazione obbligatoria per sanitari e farmacisti

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FOCUS – Decreto Covid, vaccinazione obbligatoria per sanitari e farmacisti
04 Aprile
16:51 2021

 

 

Il Decreto Legge del 1° aprile 2021 oltre contenere le misure urgenti per il contenimento della pandemia da Covid, prevede anche l’obbligo di vaccinazione per sanitari e farmacisti, pena per chi si rifiuta il demansionamento o la sospensione senza retribuzione.

Dopo gli ultimi casi di focolai di infezione da Coronavirus in RSA e ospedali dovuti a lavoratori che avevano rifiutato il vaccino anti Covid, il nuovo Decreto definisce l’obbligo vaccinale per i professionisti ed operatori in campo sanitario. “Obbligo di vaccinazione entro 5 giorni dall’avviso per i sanitari che non sono in regola, altrimenti mansioni senza contatti interpersonali o sospensione senza retribuzione”. Il testo afferma che “in considerazione della situazione di emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2, fino al il 31 dicembre 2021, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, o  farmacie, parafarmacie e negli studi professionali sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2.”  La vaccinazione costituisce requisito essenziale all’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dagli operatori fino al completamento della campagna vaccinale nazionale o comunque entro il 31.12.2021. La vaccinazione può essere omessa o differita solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate. Entro cinque giorni dalla data di entrata in vigore ciascun Ordine professionale territoriale competente trasmetta l’elenco degli iscritti, cosi come i datori di lavoro delle strutture sanitarie, sociosanitarie, socio-assistenziali, pubbliche o private, farmacie, parafarmacie e studi professionali trasmettono l’elenco dei propri dipendenti con l’indicazione del luogo di rispettiva residenza, alla regione o alla provincia autonoma nel cui territorio operano.

Le regioni e le province autonome dovranno verificare la situazione vaccinale e segnalare immediatamente all’azienda sanitaria locale di residenza i nominativi dei soggetti che non risultano vaccinati.  L’azienda sanitaria di residenza dei sanitari non vaccinati invierà la richiesta di attestazione di vaccinazione o la documentazione medica che esonera dalla vaccinazione. Nel caso non ci siano impedimenti l’azienda invia un invito formale ad adempiere all’ obbligo o a inviare un certificato di adempimento all’obbligo vaccinale entro 5 giorni. Decorsi i termini l’azienda sanitaria locale competente accerta l’inosservanza dell’obbligo e ne dà immediata comunicazione all’interessato, al datore di lavoro e all’Ordine professionale di appartenenza. La comunicazione di mancato adempimento dell’obbligo vaccinale determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2. Il datore di lavoro deve quindi adibire il lavoratore, ove possibile, a mansioni, anche inferiori, diverse da quelle indicate con il trattamento corrispondente alle mansioni esercitate, e che, comunque, non implicano rischi di diffusione del contagio. Se tale assegnazione non è possibile, si procede alla sospensione nella quale non è dovuta la retribuzione o altro compenso, comunque denominato. La sospensione mantiene efficacia fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021.

Anna Ammanniti

 

 

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