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FOCUS – Dallo smart working ai protocolli aziendali, lavorare nell’era Covid

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FOCUS – Dallo smart working ai protocolli aziendali, lavorare nell’era Covid
29 Settembre
10:36 2020
Si va verso una nuova proroga dello stato d’emergenza, e dunque anche il mondo del lavoro, chiaramente per chi ha avuto la fortuna di continuare ad averlo, si adegua.

Dallo smart working ai protocolli aziendali, se prosegue la normativa emergenziale restano in vigore le regole sul lavoro agile “snello”, mentre per quanto riguarda Cassa Integrazione, blocco dei licenziamenti e deroghe specifiche si va avanti fino a fine 2020, un anno che anche dal punto di vista lavorativo nessuno potrà dimenticare.
Attualmente la disciplina lavorativa sullo smart working è comunque regolamentata dal governo conte con lo stato di emergenza fino a metà ottobre. Se l’emergenza dovesse proseguire, quindi, proseguiranno anche le norme “snelle” che finora hanno regolato le attività lavorative, anzi potrebbero prevedere ulteriori restringimenti in caso di un ulteriore e più pesante aumento dei casi di positività. Non ci dovrebbero invece essere cambiamenti per chi ha finora gestito nella propria azienda la Cassa Integrazione perché fino a dicembre 2020 si proseguirà con le dovute agevolazioni governative.
Nello specifico, a sancire un collegamento diretto tra allarme pandemia da Covid-19 e il lavoro agile, meglio noto come smart working  sono stati un po’ tutti i provvedimenti emergenziali finora varati, e in particolare il decreto rilancio, che, all’articolo 90, ha proprio previsto che la modalità di lavoro agile possa essere applicata dai datori di lavoro privati a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in assenza degli accordi individuali (vale a dire utilizzando la procedura semplificata attualmente in uso), e ciò sino alla fine dello stato di emergenza (allora fissata al 31 luglio 2020) e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2020.
In assenza di interventi, dal 16 ottobre torna in vigore la legge 81, con la necessità, tra l’altro, di procedere ad accordi individuali per attivare il lavoro agile. Le prime stime indicano in 4 milioni i lavoratori che rimarranno in smart working almeno fino a fine anno. Così ha riportato in settimana “Il Sole 24 Ore” «L’eventuale proroga dello stato d’emergenza e delle regole semplificate per il lavoro agile è condivisibile – ha spiegato Arturo Maresca, ordinario di diritto del Lavoro all’università La Sapienza di Roma proprio al quotidiano di Confindustria -. Dal 16 ottobre è impensabile tornare alle vecchie regole, o introdurne di nuove, visti i numeri di contagi in aumento. Il lavoro agile semplificato, in questi mesi, ha contribuito ad evitare il diffondersi dell’epidemia, garantendo la sicurezza dei lavoratori».
Staremo a vedere.
Alessandro Andrelli

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