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FOCUS – Covid e Sport, le attese indennità assegnate a “caso”, senza alcun criterio

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FOCUS – Covid e Sport, le attese indennità assegnate a “caso”, senza alcun criterio
27 Ottobre
19:30 2021

 

 

Continua imperterrita l’odissea degli operatori sportivi. Nel caos più totale i pagamenti relativi alle indennità statali previste per la pandemia, quelle che all’inizio furono bloccate per incongruenze Inps.

Non c’è criterio per l’assegnazione degli importi e ciò sta mandando in tilt i collaboratori sportivi. Il paradosso è che ci sono lavoratori sportivi che hanno ricevuto più di quanto gli spettava ed altri che hanno ricevuto meno. Scrivono il presidente di OSR “Operatori Sportivi Riuniti”, Maurizio Noli e l’amministratore del gruppo Collaboratori Sportivi, Paola De Caro. “Davvero paradossale, sembra di vivere un incubo, l’incubo creato proprio dalla Società Sport e Salute S.p.A., società partecipata dallo Stato, che avrebbe il preciso dovere di curare e tutelare il mondo dello sport di base. Da non credere dopo due anni siamo alle solite, il caos più totale nel pagamento dei soggetti preliminarmente bloccati per incongruenze INPS ma che a seguito del Decreto Legge 73, articolo 44 hanno titolo a ricevere le indennità sport introdotte dai decreti a favore dei Collaboratori Sportivi per il blocco dovuto alla pandemia. Il caos più totale, non ci sono criteri, abbiamo migliaia di collaboratori sportivi costretti a collegarsi di continuo con le proprie banche per controllare se hanno ricevuto il bonifico in questione. Non c’è stata nessuna comunicazione da parte di Sport e Salute ai singoli infatti per eventuali rigetti o sulle tempistiche di erogazione. Da una parte la segreteria del Sottosegretario con delega allo sport Valentina Vezzali fa sapere di essere a stretto contatto con la Società che da mesi latita di comunicazione, dall’altra appare davvero disarmante l’atteggiamento di arroganza che si esalta in questa situazione ai danni dei Collaboratori Sportivi. Siamo inermi, assistiamo all’inefficienza più totale da parte di Sport e Salute S.p.A il quale sembra aver perso la situazione di mano. Il tutto si paventa verificando i bonifici fatti, importi immotivatamente sbagliati senza comunicazione agli aventi diritto.

Chiediamo trasparenza, chiediamo di conoscere, come già avvenuto per le ASD, per mezzo del Dipartimento dello Spot, l’elenco dei soggetti a titolo e le spettanze, chiediamo che vengano fatte comunicazioni ufficiali e nel caso di rigetto vogliamo le motivazioni. Ancora più assurdo è sapere che non è stata data la possibilità ad alcuni di cambiare iban, ragion per cui, dopo due anni di agonia, i collaboratori incappati senza colpa nel cambio iban, saranno costretti ad attendere gli storni. Dopo mesi di trattative con Sport e Salute S.p.A., che ha individuato alcune centinaia, numero non meglio specificato, di casi a loro dire sbloccati, ad esempio gli errori materiali “evidentemente riconoscibili come tali alla pubblica amministrazione” (esempio chi ha dichiarato 7500 ma in piattaforma risulta aver dichiarato 7,50). Nessuno ha, ad oggi ricevuto un bonifico. Gravissimo che non sia stata prodotta da Sport e Salute una lista degli ammessi e degli esclusi rendendo di fatto impossibile qualsiasi controllo. A più riprese abbiamo chiesto l’intervento del sottosegretario Vezzali per fare in modo che il criterio di assegnazione dei bonus fosse univoco e giusto: basato sui dati forniti da Agenzia delle Entrate. A nulla sono valse le nostre richieste. Ad oggi ci sono collaboratori sportivi che hanno ricevuto più di quanto gli spettava ed altri che hanno ricevuto meno. Ci aspettiamo un intervento politico vista la manifesta incapacità, volendo per ora concedere la buona fede, di sport e salute di gestire milioni di fondi di denaro pubblico. Assurdo che la politica non prenda posizione, in fondo si sta contravvenendo ad un Decreto Legge, nessuno commenta l’accaduto, le tv e i media fanno finta di non sapere, da mesi chiediamo a diverse emittenti di portare luce sulla questione ma niente sembra ci sia una cappa creata per omettere il problema. Forse la risposta si avrà dalla piazza, si stanno infatti organizzando manifestazioni e Sit in per cercare risposte, risposte che, ad oggi ancora non arrivano!”

Anna Ammanniti

 

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