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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

FOCUS – Come finirà la crisi di Governo? Ecco l’opinione degli esperti

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FOCUS – Come finirà la crisi di Governo? Ecco l’opinione degli esperti
18 Gennaio
15:02 2021

 

 

 

(di Anna Ammanniti) Era una crisi di Governo preannunciata da settimane, poi lo scorso 13 gennaio l’ex premier Matteo Renzi ha annunciato le dimissioni delle ministre di Italia Viva, Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e del sottosegretario Ivan Scalfarotto, aprendo “ufficialmente” la crisi.

E’ iniziata oggi la sfida in Aula per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, stamattina alle 12 in Camera e domani mattina al Senato per il voto decisivo. Il magazine YouTrend in collaborazione con Cattaneo Zanetto & Co ha sottoposto i possibili scenari di come potrebbe finire la crisi di Governo a un panel di 33 giornalisti ed esperti di politica italiana. L’opzione mediamente più probabile per questi esperti era quella di un rimpasto o di un Conte ter con la stessa maggioranza (47%). Dopo l’annuncio del 13 gennaio di Renzi queste probabilità sono scese, secondo gli esperti, al 33%. Al contrario, è cresciuta la convinzione che questa crisi possa risolversi con un Conte-ter sostenuto dai cosiddetti “responsabili” (dal 13% al 27%).  L’opzione “stessa maggioranza, nuovo premier” rimane stabile al 23%, mentre secondo gli esperti scendono le probabilità che venga realizzato un governo di unità nazionale (dal 12% all’11%). Infine, l’opzione mediamente meno probabile rimane quella delle elezioni anticipate (dal 5% al 6%). Tutte le opzioni considerate sono comunque scenari ancora possibili, per cui bisognerà attendere le prossime mosse delle varie forze politiche per capire come evolverà la crisi.

Per uscire dalla crisi serve un Governo che abbia la maggioranza in entrambe le Camere, serve la metà più uno dei votanti. Ma quanti sono al momento i deputati e i senatori di ciascun partito?

Al momento a Montecitorio il gruppo più numeroso è quello del Movimento 5 Stelle, anche se ha perso 31 onorevoli rispetto all’inizio della legislatura, può ancora contare su 191 parlamentari. Insieme al PD (92 seggi) e a LeU (12 seggi) la maggioranza ufficialmente arriva a quota 295. 21 seggi in meno rispetto alla soglia della maggioranza assoluta (fissata a quota 316). Un supporto esterno potrebbe arrivare da alcuni onorevoli del Gruppo Misto, le cui dimensioni sono più che raddoppiate dall’inizio della legislatura (da 22 a 50 seggi) e al cui interno si trovano soprattutto ex parlamentari del Movimento 5 Stelle. Il blocco di centrodestra può invece contare su 254 deputati: 130 della Lega, 91 di Forza Italia e 33 di Fratelli d’Italia. Italia Viva al momento ha 30 deputati. Il totale fa 629 e non 630, un seggio quello di Pier Carlo Padoan del PD è diventato vacante in seguito alle sue dimissioni, rassegnate dopo essere stato nominato nel CdA di Unicredit. Si attendono dunque le elezioni suppletive nel suo collegio, quello di Siena, per sostituirlo.

A Palazzo Madama, dove siedono 315 eletti e 6 senatori a vita, la maggioranza attuale è ancora più fragile: il Movimento 5 Stelle ha 92 senatori, il PD 35 e LeU, i cui senatori sono nel Gruppo Misto, 6, per un totale di 133 senatori. Il centrodestra, al contrario, viaggia a quota 136: la Lega ne ha 63, Forza Italia 54 e Italia Viva 18. Risultano dunque decisivi il gruppo delle Autonomie (9 membri, tra cui i senatori a vita Cattaneo e Napolitano) e naturalmente il Misto, che senza i 6 di Leu sarebbe a quota 23 (di cui 2 Monti e Segre senatori a vita). Ci sono anche altri 2 senatori a vita, Rubbia e Piano, che non risultano iscritti ad alcun gruppo parlamentare.  Per capire come evolverà la crisi è necessario tenere d’occhio questi numeri anche se … potrebbe esserci l’ennesimo cambio di casacca. Da inizio di questa legislatura sono stati ben 110 parlamentari hanno cambiato gruppo almeno una volta. I dati aggiornati al 4 ottobre 2020 sono raccolti Openpolis e dai siti ufficiali della Camera e del Senato.

L’articolo 67 della Costituzione Italiana sancisce nero su bianco l’indipendenza e l’autonomia dei parlamentari, i quali non risultano vincolati da alcun mandato né verso il partito di appartenenza, né verso gli elettori che, votandoli, hanno permesso loro di sedere alla Camera o al Senato. Questo divieto di mandato imperativo presuppone che i parlamentari agiscano e votino con libertà di coscienza: essi hanno pertanto il pieno diritto di poter cambiare gruppo parlamentare qualora non si sentano più rappresentati dal partito politico a cui risultano iscritti.

Al 4 ottobre 2020, i deputati ad aver cambiato gruppo parlamentare almeno una volta rispetto all’inizio della legislatura sono 73. Tanti avvenimenti hanno contribuito a far crescere questo numero, tra cui la creazione di un nuovo gruppo parlamentare, Italia Viva di Matteo Renzi.  IV ha sottratto al Partito Democratico 25 onorevoli di cui Nicola Carè, tornato pochi giorni sui suoi passi rientrando tra le fila dei democratici. Al gruppo renziano si sono aggiunti Gabriele Toccafondi e Catello Vitiello, provenienti dal Gruppo Misto; Michela Rostan e Giuseppina Occhionero, provenienti da Liberi e Uguali; Davide Bendinelli e Francesco Scoma, provenienti da Forza Italia. Il PD ha anche perso Daniela Cardinale, ma si è rinforzato numericamente con gli ingressi dell’ex Presidente della Camera Laura Boldrini e dei deputati del Misto Beatrice Lorenzin, Serse Soverini e Santi Cappellani. Nel centrodestra il gruppo di Forza Italia ha perso 8 deputati in direzione del Misto e 2 deputati migrati verso Italia Viva. Il deputato Galeazzo Bignami si è trasferito nel gruppo di Fratelli d’Italia e Antonino Minardo e Benedetta Fiorini sono andati nella Lega. La Lega ha perso il deputato Carmelo Lo Monte a favore del Misto e il gruppo di Fratelli d’Italia ha perso Maria Teresa Baldini. Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle ha visto ben 24 migrazioni, di cui 23 in direzione del Misto e una di Forza Italia. Ben 5 deputati sono stati in più di due gruppi: Baldini, Cappellani e Galantino sono tutti passati attraverso il Misto prima di andare in un gruppo diverso dall’originale, mentre Carè e Costa sono transitati rispettivamente in Italia Viva e in Forza Italia prima di tornare al proprio gruppo originale (PD e Misto).

Anna Ammanniti

 

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