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FOCUS Cassino – La movida torna, tra assembramenti vietati e ignoranza collettiva

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FOCUS Cassino – La movida torna, tra assembramenti vietati e ignoranza collettiva
24 Maggio
12:05 2020

 

 

E’ questione di mentalità. Dimenticare facilmente quanto la città ha sofferto in questi mesi, e pensare che tutto, nonostante le raccomandazioni e le attuali ristrette, sia definitivamente passato. Eppure tante attività sono ancora chiuse, molti lavorano in smart working, le scuole e l’università sono chiusi, tantissimi hanno perso il posto di lavoro, e non lo ritroveranno molto facilmente in questi mesi.

La movida a Cassino è tornata, con più forza e meno senso di responsabilità di ieri, nonostante i morti, le persone care ammalate e i tanti costretti a rimanere a casa, perché la pandemia non ha guardato in faccia e nessuno, e sia chiaro, non guarda ancora in faccia a nessuno.
Ieri nel famigerato quadrilatero cassinate che si trova alle spalle del Tribunale di Cassino, tra piazza Labriola, Corso della Repubblica e Via Enrico De Nicola, fiumi di persone, fiumi di giovani e non solo, senza distanziamento sociale, quasi sempre senza mascherine, e con assembramenti “vietati” dai protocolli governativi e regionali, si sono ritrovati e hanno riempito incoscientemente le strade della città Martire. Un metro di distanza, ma neanche per sogno!
E’ mancata la responsabilità dei cittadini, nessuno escluso. Perché pensare che tutto, oggi, sia già dimenticato, è il più banale e ingenuo degli errori. Non ci sono responsabilità da parte dei commercianti, tra le vittime più massacrate di questa Pandemia; non ci sono responsabilità delle forze dell’ordine, che hanno cercato di vigilare, ma a un certo punto sono state quasi “impotenti” di fronte a così tanta indifferenza da parte della collettività. Non ci sono responsabilità da parte della politica, perché le regole governative vanno rispettate dai cittadini, così come le disposizioni e i protocolli regionali e comunali.
Si può tornare a chiudere la città e vietare il transito pedonale nelle già citate aree cittadine? Forse questo atteggiamento è sbagliato, perché va anche contro il progressivo ritorno alla normalità, e non consente all’economia del paese di riprendere la propria corsa. Ma giustificare un simile assembramento per le strade di Cassino, è irrispettoso e non può essere tollerato.
Chi scrive non è cittadino di Cassino, così togliamo ogni tipo di inverosimile strumentalizzazione che può esser fatta in ambito sociale e politico. E’ semplicemente un giornalista, che temeva questa irresponsabilità, alimentata forse dall’estrema frustrazione nel non sentirsi liberi dentro le proprie mura di casa.
Un altro weekend responsabile, forse due, non avrebbero distrutto rapporti sociali, ma avrebbero magari dato modo al virus di non riprendere forza. Evitiamo il contagio, questo è stato a chiare lettere detto e ribadito da tutti, ma evidentemente uno spritz in compagnia e un abbraccio collettivo valeva di più dei già tanti morti che deve ricordare la nostra comunità.
E’ disumano questo atteggiamento, è da irresponsabili, soprattutto perché fatto con una leggerezza figlia solo di tanta ignoranza ed egoismo.
Ritrovarsi non era il problema, ma farlo evitando assembramenti, già, proprio quello che è successo ieri sera a Cassino, un assembramento collettivo!

Alessandro Andrelli

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