FOCUS – Cambiamenti climatici: tromba d’aria a Pantelleria, due morti e diversi feriti (VIDEO / FOTO) | TG24.info
Aggiornato alle: 04:00 di Lunedi 20 Settembre 2021
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

FOCUS – Cambiamenti climatici: tromba d’aria a Pantelleria, due morti e diversi feriti (VIDEO / FOTO)

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11 Settembre
11:10 2021

 

 

(di Anna Ammanniti) Dopo le ore 19 di ieri, venerdì 10 settembre in Sicilia, una tromba d’aria ha investito l’isola di Pantelleria, precisamente nella contrada Campobello. La tromba d’aria ha sollevato da terra e fatto ricadere sei macchine.

Due persone purtroppo sono morte e alcune ferite. Quattro sono rimaste ferite gravemente e la Protezione Civile della Regione Sicilia teme che il numero sia destinato ad aumentare. Il forte vento ha divelto pali, danneggiato tetti e diversi alberi sono stati abbattuti. Sul posto tempestivo l’arrivo dei soccorsi: il 118, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri, i volontari della Protezione Civile. Tra i deceduti un vigile del fuoco di Pantelleria non in servizio. La tromba d’aria si è formata a mare al largo della costa nord est dell’isola ed è entrata nella terraferma per un centinaio di metri provocando danni alle autovetture e a quattro edifici.

Le trombe d’aria sono cicloni di piccole dimensioni ma molto impetuosi, nascono in concomitanza con cellule temporalesche estremamente violente e possono provocare danni enormi sul loro cammino a causa dell’elevata velocità raggiunta dai loro venti. Ancora una volta assistiamo alle immagini di territori colpiti con violenza da fenomeni meteorologici estremi. Alluvioni e trombe d’aria sono conseguenza del riscaldamento del mare a causa dei cambiamenti climatici. L’aumento delle temperature del mare contribuisce all’innalzamento del livello del mare ed ha conseguenze su quanto accade in atmosfera, dove avvengono i fenomeni meteorologici. Il mare trasferisce più calore all’atmosfera e quest’ultima non può far altro che scaricare violentemente questo surplus di energia sul territorio con piogge molto intense e venti forti. Gli oceani sono un enorme magazzino per il calore in eccesso generato dai gas serra. La zona mediterranea è considerata dagli scienziati un “hot spot” climatico, all’aumento delle temperature terrestri si aggiunge la permanenza di anticicloni africani che consente un maggior soleggiamento e un maggiore riscaldamento delle temperature superficiali del mare.  Diversi gli studi che mostrano un aumento graduale delle temperature anche nei mari italiani, si parla di circa due gradi centigradi in superficie negli ultimi 50 anni secondo quanto rilevato dai satelliti. La temperatura sulla Terra e sul mare è destinata ad aumentare ancora.

L’effetto serra è un fenomeno naturale che permette la vita sulla terra. Alcune componenti gassose dell’atmosfera, tipo il gas serra, pur permettendo alla radiazione solare di raggiungere il globo terreste, impedisce a parte della radiazione emessa dal pianeta di disperdersi nello spazio. In questo modo la temperatura si stabilizza a una temperatura un po’ più alta e confortevole per la vita del pianeta. Di per sé è quindi un fenomeno naturale, ma i suoi effetti sono esasperati dall’aumento delle concentrazioni dei gas serra causato dall’uomo a partire dalla rivoluzione industriale. Di fatto, con perfetta corrispondenza all’aumento della concentrazione dei gas serra, si è assistito all’aumento della temperatura media del pianeta e questo fenomeno è alla base dei disastrosi cambiamenti climatici. La comunità scientifica ha ampiamente dimostrato che la causa dei cambiamenti climatici è umana.

Le cause delle emissioni sono attribuite all’uso di combustibili fossili la cui combustione rilascia la CO2 che era stata sequestrata nelle ere geologiche nel sottosuolo; alla deforestazione e la perdita di altri ecosistemi in cui la biomassa vegetale fissa CO2 togliendola dall’atmosfera; all’aumento degli allevamenti di bestiame che producono CO2 e metano che sono i principali gas serra; all’uso di fertilizzanti azotati che emettono ossidi di azoto, anch’essi gas climalteranti; all’uso di sostanze chimiche quali i gas fluorurati, che hanno un effetto sui cambiamenti climatici superiore a quello della CO2. Lo stile di vita ha aumentato la temperatura media del pianeta di 1,1°C dai livelli preindustriali e il decennio appena trascorso è stato il più caldo mai registrato. L’attuale obiettivo internazionale è di mantenere l’aumento massimo di 1,5° C. Se la temperatura media del pianeta dovesse superare quella preindustriale di 2°C le conseguenze sarebbero catastrofiche. Gli effetti dei cambiamenti climatici hanno infatti un immenso costo in termini ambientali, sanitari, ecologici ed economici.

Gli effetti a cui stiamo già tristemente assistendo sono lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento dei mari, con aumento esponenziale di alluvioni ed erosione delle zone costiere; l’aumento di intensità e frequenza di fenomeni meteorologici estremi; l’aridificazione della zona mediterranea; l’aumento di intensità e frequenza degli incendi; l’aumento in intensità e frequenza dei fenomeni di pioggia intensa e conseguenti alluvioni; l’aumento delle temperature massime assolute e diminuzione delle minime. Nonostante l’aumento della temperatura media è da attendersi periodi di freddo sempre più intenso e pericoloso; la maggior virulenza, morbilità e mortalità delle malattie infettive; la perdita di produttività dell’agricoltura; la perdita di biodiversità, danni economici diretti e indiretti a tutti i settori (agricoltura, silvicultura, turismo, ma anche il settore industriale per carenza di acqua e altre risorse). Per salvare i mari e la Terra c’è bisogno di fermare i cambiamenti climatici. Nonostante i tanti esempi di impatti molto gravi del cambiamento climatico sui territori, gli ecosistemi e l’uomo, le azioni di contrasto sono però insufficienti. (video della Protezione Civile Regione Sicilia)

Anna Ammanniti

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