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Fiuggi – Sarà l’avvocato sindaco Baccarini a difendere il suo assessore? Interviene Fiuggi Viva, replica il primo cittadino

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Fiuggi – Sarà l’avvocato sindaco Baccarini a difendere il suo assessore? Interviene Fiuggi Viva, replica il primo cittadino
07 Ottobre
17:33 2020
Caso Fiorini, sarà il sindaco-avvocato Baccarini a difendere in giudizio il suo assessore? La reazione dell’associazione Fiuggi Viva e la replica del sindaco Alioska Baccarini.

Questa la nota di Fiuggi Viva: “ Da quanto si è appreso dalla stampa, è iniziato il processo che vede l’assessore Fiorini chiamato a rispondere, in qualità di imputato, per il reato di ricettazione. Non solo. Sembrerebbe che a difenderlo in giudizio sia proprio il sindaco Alioska Baccarini, che in tal modo confonde pericolosamente i ruoli di avvocato e sindaco. Per questo riteniamo inevitabile un chiarimento pubblico e grave il velo di silenzio calato dall’amministrazione intera su questa vicenda. Non una parola. Nessuna spiegazione ai cittadini e agli elettori.Ci chiediamo: i consiglieri di maggioranza cosa ne pensano della determinazione del sindaco nel difendere in giudizio un suo assessore? Si tratta di una mera difesa tecnica o va interpretata anche come una presa di posizione politica, a difesa della poltrona ottenuta da Forza Italia nella giunta comunale? Non è forse vero che il sindaco deve tutelare gli interessi di un’intera collettività (non di una persona) così come un assessore deve poter svolgere l’attività politica ed amministrativa scevro da ogni condizionamento? Se così è, pare opportuno che un assessore diventi cliente dell’avvocato sindaco, in un procedimento penale? A nostro avviso, se fosse confermato quanto riportato dalla stampa, saremmo di fronte ad uno scempio istituzionale. Una conferma dell’arroganza di un’amministrazione che, sin dal primo giorno di mandato, ha gestito la cosa pubblica senza condivisione, trasparenza e rispetto per la comunità. Dimostrando di confondere l’amministrare con il comandare.Nel merito dei capi di accusa per cui l’assessore Fiorini è sottoposto a processo, tutti siamo garantisti. Fino alla conclusione dei procedimenti, deve vigere la presunzione di innocenza. Ma qualora nelle aule di tribunale le cose non vadano nel verso auspicato dall’assessore e dal sindaco, è evidente che a dimettersi da ogni ruolo pubblico dovranno essere tutti. Compresi i compagni di maggioranza che non hanno colto, o avuto il coraggio di cogliere, l’inopportunità del doppio ruolo rivestito dal sindaco in questa che rimane, comunque, una bruttissima pagina della storia politica ed istituzionale del Comune di Fiuggi.”  Ecco la replica del sindaco Alioska Baccarini: “Questa volta la Fiuggi Viva ha superato ogni limite ponendo in discussione un diritto costituzionale come la difesa in giudizio. Confondendo, speriamo non volutamente, l’azione politica con i diritti individuali delle persone ivi compreso il diritto di difesa e la presunzione d’innocenza. E’ un fatto di gravità inaudita che va ben oltre ogni ragionamento politico in quanto mina i cardini della democrazia. Nel merito invece va fatta immediata e doverosa chiarezza sullo stato del processo a cui la Fiuggi Viva fa riferimento, che tra l’altro non è neanche iniziato e già volge al termine. E’ stato comunque incardinato nell’anno 2017, quindi precedentemente alle elezioni amministrative del giugno 2018. A latere il dovere professionale e la deontologia impongono che non si abbandoni mai un cliente. Non l’ho mai fatto in vita mia e mai lo farò anche in presenza d’ intervenuta elezione a sindaco che in nessun modo può e deve andare ledere un diritto costituzionale. Tanto più se la posizione dell’imputato, in quel processo è stata valutata sin dall’inizio neanche marginale ma addirittura penalmente irrilevante. Desta comunque seria preoccupazione l’attuale “finta” e scomposta indignazione della Fiuggi Viva anche a fronte di precedenti storici. Più volte il sottoscritto nel corso degli anni, quale membro del consiglio comunale, ha assunto la difesa in processi penali che vedevano imputati membri dell’allora “maggioranza Martini”, della quale diversi e attuali componenti della Fiuggi Viva non solo facevano parte ma che proprio in quei processi erano essi stessi direttamente coinvolti. E non per presunti fatti privati, come l’attuale “caso Fiorini”, ma per reati contro la pubblica amministrazione. Come mai in quei casi non fu manifestata indignazione da parte loro? Perché se il principio vale oggi valeva anche allora. La verità è che ancora una volta il comunicato stampa della Fiuggi Viva va ascritto a becero pettegolezzo di gruppo. Lo stesso che invece di porre in essere una costruttiva azione politica nell’interesse della città, in assenza di contenuti, tenta invano di minare i cardini della democrazia contro ogni codice deontologico e dovere professionale. Dove tra l’altro innanzi ad un’opera incessante come la nostra che sta risollevando le sorti di Fiuggi, dovrebbero sentire il dovere di collaborare nell’interesse generale. Evidentemente però non ne hanno né i mezzi né la capacità. Di fronte ad una svolta storica, come quella in corso, questi inqualificabili tentativi non fanno bene prima di tutto a loro e poi alla comunità fiuggina. Ma evidentemente non se ne rendono proprio conto. Mi auguro almeno che vista la gravità delle loro affermazioni, l’avvocato Angelo Terrinoni, componente della Fiuggi Viva, si dissoci come codice deontologico impone da dichiarazioni che vorrebbero la nostra comunità proiettata indietro negli anni in pieno Medio Evo. Perché fatti di questo genere accadevano soltanto allora”.

Anna Ammanniti

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