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ESCLUSIVA Lago di Canterno – Nessun sversamento illecito e nessuna moria di animali (video)

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09 Gennaio
11:00 2020
(di Anna Ammanniti) È stato accertato che in questi giorni l’acqua particolarmente verde in alcuni punti del Lago di Canterno, è dovuto fortunatamente solo alla presenza di alghe. Quindi nessun sversamento di reflui tossici, questa è la rassicurazione delle forze dell’ordine e dei guardiaparco.

Dopo la notizia che nel Lago di Canterno c’era stato uno sversamento illecito, i carabinieri forestale, i guardiaparco e anche i responsabili di Legambiente di Fiuggi, hanno perlustrato l’intera zona del lago per accertarsi. Non è stato trovato niente che potesse far pensare a uno sversamento illecito e tanto meno non è stata riscontrata una moria di uccelli e pesci, ma solo alcune unità che rientrano nella norma. Facendo un giro al lago si può notare la presenza di numerosi uccelli “vivi” che cercano cibo sull’acqua, segno che l’acqua è pulita e salubre. Probabilmente i segni “verdi” lasciati sulle rocce a riva e sull’erba, sono dovuti al fatto che in questo periodo l’acqua si è ritirata notevolmente per i lavori di manutenzione effettuati dall’Enel. Il verde è una sostanza naturale proveniente dalle alghe, ma per fugare ogni dubbio sono state disposte le analisi.

Ogni mese inoltre Arpa Lazio effettua delle analisi di routine. Il colore verde dell’acqua è dovuto all’eutrofizzazione, ossia la proliferazione delle alghe, dovuta all’eccesso di sostanze quali l’azoto, il fosforo e il potassio, nelle acque fluviali, lacustri e marine. Le alghe proliferano formando una patina sull’acqua. Le alghe assorbono l’ossigeno, creando fenomeni di anossia e non essendoci scambio tra ossigeno tra aria e acqua alcuni animali possono morire. Quindi escluso lo sversamento di sostanze tossiche, resta il problema del depuratore, che è la principale causa della formazione di alghe. Azoto e fosforo infatti sono sostanze che si trovano negli escrementi e quindi nelle acque di scarico che provengono dal depuratore. Nel servizio video Franco Lozzi del Parco Regionale Monti Ausoni.

Anna Ammanniti

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