ESCLUSIVA Anagni – Ristori? Fateci lavorare! Parla la ristoratrice Santa Greco (VIDEO) | TG24.info
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ESCLUSIVA Anagni – Ristori? Fateci lavorare! Parla la ristoratrice Santa Greco (VIDEO)

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27 Gennaio
08:42 2021

 

 

 

(di Anna Ammanniti) Santa Greco è la titolare del ristorante Taverna Gotica, come tutti i ristoratori d’Italia sta attraversando la grande crisi economica causata dal Covid.

Ristoranti e bar costretti a chiusure forzate per contenere il contagio da Coronavirus. Dopo un periodo di “prova” in cui il Governo l’estate scorsa ha fatto riprendere le attività di ristorazione, man mano si è arrivati a una nuova chiusura e limitazioni.  Santa riflette e afferma: “Invece di elargire i ristori che comunque non sono sufficienti per andare avanti con tutte le spese, non sarebbe meglio investire quei soldi nei controlli? Fateci riaprire e controllateci di più”. Questo è il suo appello. Santa Greco è sostenitrice di Tni Italia – Tutela Nazionale Imprese. Si tratta di un gruppo di associazioni che si è unito durante i mesi del lockdown. Attualmente rappresenta circa 40mila imprese del mondo Horeca (bar, ristoranti, alberghi), da Nord a Sud d’Italia. Portavoce è Pasquale Naccari, ristoratore di Firenze, presidente di Ristoratori Toscana. Tni in questi mesi ha promosso molte iniziative. Lo scorso novembre con la manifestazione “Camminata degli inessenziali” un centinaio di ristoratori, insieme a Ncc, artisti, fotografi, lavoratori e imprenditori del settore delle lavanderie, sono partiti da Firenze e sono arrivati a Roma a piedi.  Qui hanno portato le istanze delle categorie considerate appunto “inessenziali”, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dal quale sono stati ricevuti. Il 6 gennaio hanno lanciato lo sciopero contro i colossi del food delivery che “non dovendo rispettare le regole di tutti noi commercianti giocano su un vero e proprio binario parallelo, esercitando una concorrenza sleale”. Queste le parole del portavoce Naccari. Lo scorso 15 gennaio Tni ha rilanciato con #ioaprosoloinsicurezza l’iniziativa #ioapro, condividendo le ragioni  ma non il metodo, con  un flash mob che si è svolto in tutta Italia. Hanno aderito al sit in circa 8mila imprese, con riaperture serali “simulate” nei locali. Accese luci e musica, titolari e dipendenti hanno cenato insieme, a distanza di sicurezza e seguendo tutti i protocolli, per chiedere le aperture serali dei ristoranti nelle zone gialle, dove l’indice di contagio Rt è basso. Prima del flash mob, Tni aveva scritto a tutti i prefetti delle province italiane, per chiedere loro, in quanto rappresentanti del governo sul territorio, “di fornire i dati che individuano i pubblici esercizi come luoghi di contagio e sulle cui basi sono state imposte le chiusure”, “di liberare immediatamente le attività del comparto Horeca dai limiti fino ad ora vigenti che hanno ormai portato gli imprenditori del settore,  i loro dipendenti e fornitori in uno stato di disperazione” e “di fare da tramite per ottenere immediati risarcimenti per i danni subiti dalle chiusure”. Lo scorso 22 gennaio Tni ha scritto di nuovo alla presidenza del Consiglio, al ministro allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli, al ministro alla Salute Roberto Speranza e al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani per chiedere la riapertura immediata dei locali in zona gialla non solo a pranzo, ma anche la sera. Il portavoce Naccari spiega che secondo una ricerca della Public Health England, i ristoranti sono tra i luoghi più sicuri, meno rischiosi di supermercati e scuole. Inoltre, una nuova indagine pubblicata da un pool di scienziati in Lombardia evidenzia lo scarso impatto dei pubblici esercizi nella creazione di focolai: 3/4 avvengono in casa, il resto a lavoro o in altri luoghi. Solo lo 0,8% nei locali. Nel servizio video Santa Greco.

Anna Ammanniti

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