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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

ESCLUSIVA Anagni – Campo di calcio, intervista all’ex assessore ai Lavori Pubblici Simone Pace

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ESCLUSIVA Anagni – Campo di calcio, intervista all’ex assessore ai Lavori Pubblici Simone Pace
13 Marzo
20:37 2019
(di Anna Ammanniti) L’ex assessore ai Lavori Pubblici Simone Pace, in esclusiva per Tg24, racconta l’iter del progetto del campo di calcio, annullato recentemente dall’amministrazione comunale

E’ stata annullata la gara del campo di calcio, ci sono dichiarazioni contrastanti nella stessa maggioranza. Lei cosa ha da dire a riguardo, essendo stato l’assessore ai Lavori Pubblici che ha seguito l’iter fin dall’inizio?

Premesso che vado a memoria, non essendo più assessore non ho gli atti sottomano ed è passato molto tempo. Ho letto tante cose in questi giorni, dichiarazioni ufficiali e commenti sui social. Il progetto per il rifacimento del campo riguardante il manto sintetico e non “erboso”, risale al 2016. A settembre del 2017 è stato dato il nullaosta dalla Lega Nazionale Dilettanti Servizi s.r.l. con il parere preventivo al progetto. Da quel momento si aveva un anno per andare in gara. Ai primi di febbraio del 2018 viene indetta una manifestazione di interesse per le procedure di gara per il campo e anche altri progetti. Cade l’amministrazione e la gestione commissariale decide di rimandare tutto alla nuova amministrazione. Insediatomi nell’amministrazione ravviso di una lettera inviata al Comune nel mese di maggio. Dopo la vittoria del campionato di calcio della squadra “Città di Anagni Calcio” con l’ingresso alla Serie D Nazionale, viene effettuato un sopralluogo dalla Lega Nazionale Dilettanti, organo differente alla LND Servizi srl. Dal sopralluogo la LND dice che gli spogliatoi per le squadre e gli ufficiali di gara con annessa sala medica, dovranno essere adeguati nel numero dei vani sufficienti alle norme. In caso contrario si poteva derogare per una stagione e giocare su un altro campo di un’altra città. Dopo di che se i lavori non fossero terminati prima della stagione 2019/20 la società per giocare in Serie D avrebbe dovuto trasferire il titolo altrove e prendere il nome della città ospitante. Di conseguenza mi confrontai con il tecnico, l’ex capo settore Filippo Vittori, per stare nei tempi prescritti dalla Lega. Vittori si recò presso la Centrale di Committenza della Provincia e gli consigliarono la gara a ribasso, le procedure in questo modo sarebbero state più rapide. Con il ribasso della gara, essendo fondi comunali e non del “Coni”, successivamente si sarebbero realizzati gli spogliatoi. Dopo di che mi accorsi che non essendo stati impegnati i soldi nella precedente gara poi annullata, i fondi erano andati in avanzo di amministrazione. Per poter riportare le somme sul capitolo della gara si dovevano effettuare variazioni di bilancio, approvate poi in Consiglio. Nelle due riunioni che precederono il Consiglio Comunale, ho spiegato più volte che la squadra di calcio era salita in Serie D ed era necessario anche l’adeguamento degli spogliatoi. Il progetto era di due anni prima e non si era presentata prima questa necessità. Per stare nei tempi prescritti dalla Lega ipotizzo alla maggioranza, che invece di attendere il ribasso della gara per realizzare gli spogliatoi, possono essere presi dall’avanzo di amministrazione circa 100 mila euro per effettuare un’ulteriore gara. Specifico che questa mia premessa era stata avallata poi anche dagli uffici comunali, in quanto si prevedeva un avanzo di amministrazione non spendibile entro la fine dell’anno e che quindi non andavano a togliere somme su altri capitoli di spesa, oltre che, queste somme possono essere spese solo esclusivamente per lavori e investimenti. Ricordo che le somme dell’avanzo di amministrazione riportate nei capitoli sia per la gara del campo che per altri progetti, dovevano essere portate in gara entro il 31/12/2018 altrimenti sarebbero tornate nell’avanzo di amministrazione. Il mio intervento in riunione era stato fatto per non andare a modificare il progetto iniziale, in quanto altrimenti lo stesso doveva essere approvato dalla LND Servizi srl e nella precedente richiesta questa approvazione non era stata inferiore ai 5 mesi. Nello stesso tempo, avevo chiesto all’ingegnere di preparare un progetto per gli spogliatoi con un computo metrico per capire la reale spesa. Voglio precisare che le stesse somme sarebbero tornate a disposizione dell’amministrazione, perché recuperate dal ribasso della gara del campo e quindi non sarebbero state una spesa in più rispetto ai circa 480 mila euro impegnati. Questo per consegnare il campo finito ed omologato già dall’inizio dell’estate 2019. Però con mio stupore la “maggioranza” della maggioranza, quella dei cosiddetti “Bonghiani” (così mi dicono che vengono definiti) comunica, anche se ci sono dei soldi in avanzo di amministrazione, di aver stralciato la richiesta e con il ribasso di gara fare gli spogliatoi. Ribadisco che in entrambi i modi non c’era un aggravio di spesa ma si poteva recuperare molto tempo per poter effettuare l’iscrizione della squadra entro il 10 luglio 2019, ma siamo in democrazia e quindi vince la “maggioranza” della maggioranza. Mi fa molto piacere che ora l’assessore Chiarelli si impegni per questa causa, mi avrebbe fatto piacere se lo avesse fatto anche nelle due riunioni di maggioranza, invece è stata muta come un pesce in un’ampolla. Ma meglio tardi che mai.

Secondo lei perché hanno deciso di annullare la gara a febbraio se i tempi erano così stretti, per fare ora quello che lei aveva premesso a novembre?

Questo non lo so, dovresti chiederlo al sindaco, all’assessore Chiarelli e al tecnico che ha deciso di annullare la gara. Mi auguro che le ipotesi che leggo sulla determina di annullamento siano supportate da adeguate verifiche, visto che nella stessa e nelle dichiarazioni si tende ad ipotizzare e ad usare il condizionale. Ti posso dire che da quello che leggo tra le dichiarazioni ufficiali, quelle ufficiose, dai pettegolezzi da vicolo e dalla determina di annullamento della gara, ravviso che non vogliono scavare più tot metri cubi di terreno, per evitare i costi di discarica. Mi risulta strano, perché vennero fatte delle analisi al terreno che furono consegnate alla LND Servizi srl. Il terreno era stato classificato, in modo tale che doveva necessariamente essere rimosso e portato in discarica, oltre che risultare molto compatto e anche se le analisi fossero uscite bene, comunque si sarebbe dovuto scavare perché non ci sarebbe stato un adeguato drenaggio delle acque. Anch’io all’inizio della progettazione avevo avanzato questa ipotesi per risparmiare, ma le analisi parlavano chiaro e non si poteva fare diversamente. Chiedemmo al progettista di trovare una soluzione alternativa, che poteva essere un cassetto di circa 30/40 cm sul terreno riempito con materiali inerti che permettevano il rapido drenaggio. Ci sarebbero stati però in questo modo problemi di omologazione, perché il cordolo di cemento armato perimetrico che conteneva i materiali, fatto all’interno della recinzione, creava due problemi. Il primo di sicurezza per gli atleti e il secondo che non ci sarebbero state più le distanze regolamentari dalle linee bianche del rettangolo di gioco. Nel caso in cui il cordolo fosse stato fatto invece esternamente alla recinzione, veniva a formarsi uno scalino di 40/50 cm, fuori dalle norme di sicurezza, perché facilitava eventuali invasioni di campo. Per evitare questo si sarebbe dovuto aggiungere circa 50 cm di rete metallica a quella già esistente, per tutto il perimetro del campo. Preciso che il cordolo fatto esternamente di circa 40 cm necessitava di uno scavo di altrettanti cm. Faccio notare che in una parte del lato in cui attualmente c’è la tribuna ospiti, non esiste spazio sufficiente per il cordolo, in quanto non c’è il fondo, ma solo il vuoto, oltre che le panchine sono situate al di sotto del livello del terreno di gioco e che quindi un rialzo di 40 cm avrebbe coperto le panchine e a quel punto si doveva mettere mano anche alle panchine con un’ulteriore spesa. Il progettista disse che i costi con le alternative non si sarebbero ridotti e ci sarebbe voluto anche più tempo, inoltre ci sarebbero stati problemi di sicurezza non indifferenti. Quindi tutto questo descritto tra costi, tempi e sicurezza veniva a costare all’incirca la stessa somma impiegata per lo scavo.

Annullando la gara adesso non ci sono più i tempi per realizzare il campo in tempo per poter iscrivere la squadra in Serie D?

Secondo me il campo va fatto indipendentemente dall’iscrizione in Serie D. Il campo va sistemato perché è un bene comunale che necessita di riqualificazione. Il progetto poteva essere fatto anche senza gli spogliatoi, perché così intanto potevano giocare tutte le categorie dal settore giovanile alla Juniores Nazionale, poi in seguito con il ribasso di gara, si sarebbero potuto costruire gli spogliatoi a norma per la Serie D. Se l’amministrazione ci tiene veramente allo spirito associativo e allo scopo ludico – sociale, deve dare la possibilità ad oltre 400 iscritti di portare avanti una passione e di togliere dalla strada questi ragazzi che non avrebbero più un punto di riferimento. Per il discorso della Serie D da cittadino, simpatizzante e persona vicina alla realtà calcistica, tra l’altro mai nascosta, dico che sarebbe un peccato non potere iscrivere la squadra. La Serie D Nazionale porta visibilità alla città in tutta Italia e porta turismo sportivo. Se pensate che quest’anno sei squadre sarde, la cui la blasonata Torres o lo stesso Avellino, hanno pernottato e mangiato negli alberghi di Colleferro con le migliaia di tifosi a seguito. Confido molto nel sindaco perché sono sicuro che non renderà vani i sogni di questi 400 iscritti e le loro famiglie, oltre che i sacrifici di tutti i dirigenti di questa società che in solo 4 anni, riportando l’Anagni in Serie D sono balzati sulle cronache nazionali.

Anna Ammanniti

 

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