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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Editoriale – Urban Waste un silenzio imbarazzante, i cittadini vogliono risposte

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Editoriale – Urban Waste un silenzio imbarazzante, i cittadini vogliono risposte
07 Agosto
10:38 2019
(di Anna Ammanniti) È passato un mese dall’operazione Urban Waste, con la quale il Nipaaf di Frosinone ha smantellato sul nascere una rete di controllo di rifiuti in Provincia, ma non solo, ha portato alla luce una serie di reati che partono dalla corruzione, all’abuso di ufficio, alla truffa, alle false attestazioni e certificazioni… nella quale sono coinvolti politici, funzionari ed amministratori.

A un mese dalla notizia del coinvolgimento del Comune di Anagni, (compreso soprattutto il sindaco) nella vicenda Urban Waste, tutto tace e tutto è nella normalità delle cose “non è successo niente”, ora ci sono le feste patronali, il festival e il palio! L’opposizione ha provato a scuotere la politica dal suo torpore morale, cercando di rompere un muro di omertà che sembra duri da mesi (da quando si sapeva dell’indagine? ), chiedendo a gran voce una conferenza stampa. I consiglieri Valeriano Tasca e Nello Di Giulio, dato il silenzio, hanno provato ad alzare la voce, sino alle precise domande poste dal consigliere Fernando Fioramonti, alle quali è stato indirettamente replicato con l’accusa di “ferocia”, chi domanda non è ansioso di sapere cosa sta succedendo … è feroce. A Sgurgola nel frattempo si è svolto un consiglio comunale sulla vicenda; a Ferentino il sindaco non si è sottratto a un confronto pubblico per analoghe vicende di corruzione che hanno riguardato esponenti della sua maggioranza; ad Alatri per i recenti fatti che hanno coinvolto il sindaco, Giuseppe Morini non ha fatto mancare il suo punto di vista. E ad Anagni? Nulla!!!

Anagni è una terra di mezzo, da molto (troppo) tempo. Non si tratta di processare o condannare qualcuno: quello spetta all’autorità giudiziaria. Si tratta di chiarire dal punto di vista politico e amministrativo cosa sia successo, con tutto il rispetto delle indagini in corso e della posizione dei singoli. Ad Anagni si parla solo di rimpasti di giunta (giusto per sviare la cittadinanza e farla concentrare sulle “questioni serie”). Allora riproponiamo le domande del consigliere Fioramonti, magari solo una (le altre con calma), ma con un po’ più di considerazioni. Che tipo di rapporti ha avuto il sindaco con le imprese locali? La famosa telefonata per l’assunzione dell’amico di infanzia quando c’è stata? Prima o dopo il pasticcio (con tanto di presunti falsi) dell’affidamento dei lavori di disinfestazione? E con chi ha parlato il sindaco? Perché se fosse il rappresentante legale dell’impresa è un conto, ma se si tratta di un dipendente di un comune è tutt’altra cosa, significa tollerare una situazione di palese illegittimità (alla faccia dell’imparzialità e della trasparenza). E poi questo amico di infanzia era un padre di famiglia qualsiasi o un anche “un amico politico”? Il silenzio non giova a nessuno, neanche alla maggioranza che sta dimostrando grande compattezza, ma allo stesso modo poca chiarezza e trasparenza. In una recente intervista il consigliere Nello Di Giulio ha detto una cosa semplice e chiara riassunta nel concetto che quando il malaffare interessa la città, coinvolgendo amministratori, è necessario che questi parlino alla città, in caso contrario resta solo una cosa da fare …

Anna Ammanniti

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