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Editoriale – Sora, lo “pseudo reddito di cittadinanza” della maggioranza e la riorganizzazione 2.0

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Editoriale – Sora, lo “pseudo reddito di cittadinanza” della maggioranza e la riorganizzazione 2.0
24 Febbraio
16:00 2019

 

 

 

 

 

 

(di Alessandro Andrelli) Voci provenienti dalle stanze dei bottoni, quelle dove c’è chi comanda davvero e non chi fa finta, direbbero che la nuova pianta organica dell’Ente sia stata deliberata venerdì scorso (22 febbraio) e che la stessa preveda nuovi settori, nuovi servizi e nuovi spostamenti. Inizierà così la riorganizzazione 2.0, a sostituzione di quella che, partorita nel febbraio 2017 dopo nove mesi di travaglio infinito e di impasse totale dell’ente, si è dimostrata da subito una vera e propria catastrofe che ha messo in ginocchio gli uffici, Sora e tutti i sorani.

C’é chi, ridendo, scommette sulla presenza, in pianta organica, di una “stanza dell’inquisizione” per scoprire “i complotti” tanto urlati da De Donatis sulla carta stampata. Infatti, sembra essere proprio “la teoria del complotto” l’ultima “tragedia” messa in scena dal gruppo di governo che, invece, di ammettere le proprie mancanze e incapacità (nello specifico ci riferiamo allo scempio delle bare ammucchiate al cimitero senza rispetto né della normativa né dei sentimenti più intimi di ognuno – leggi qui e leggi qui) perde tempo ad inventare favole assurde. È di certo più facile accusare che riconoscere le proprie mancanze, così come è più semplice dare le colpe agli altri e fare la “caccia alle streghe” piuttosto che ammettere di essere la peggiore maggioranza che Sora ricordi. Ai supporter (razza in totale estinzione oramai dopo più di due anni e mezzo di nulla) non resta altro che reclamare “più procedimenti disciplinari” per i dipendenti, nell’ottica di un regime del terrore che zittisca tutti, dando vita ad una politica “dell’inquisizione” che niente risolve e niente mai risolverà. Il risultato sarà soltanto un Comune sempre più immobilizzato ed inerme di fronte ad una città che va a pezzi. Purtroppo questo si capisce e questo si fa! Il caos generale, secondo alcuni, servirebbe a distogliere l’attenzione su fatti e obiettivi precisi. Tra la nebbia si nasconderebbe, tra l’altro, un concorso per categoria D che sarebbe già deciso a priori. I nomi del vincitori designati sarebbero, infatti, sulla bocca di tutti da tempo. Un classico per Sora, dopo il concorso per dirigenti del 2017!
Ma se è vero che tutto va a rotoli, si deve riconoscere che con questa amministrazione il Comune è al top (addirittura è in anticipo!!!) per il reddito di cittadinanza.
Già dal 2017, ancor prima dell’insediamento al governo nazionale del Movimento 5 Stelle e, quindi, della loro famosa proposta, la maggioranza di De Donatis erige Sora in pole position facendole fare un grande salto in avanti. Sono, infatti, otto gli amministratori a reddito zero (o quasi). Se si può giustificare Luca Di Stefano per la giovane età e la laurea presa da poco, si resta di sasso davanti all’elevato numero di tutti gli altri (peraltro in forte aumento dal 2016) che non guadagnano nulla. In considerazione che l’indennità da assessore è di circa 12mila euro lordi all’anno e che i consiglieri percepiscono i gettoni di presenza, le ultime dichiarazioni dei redditi (anno 2017), pubblicate qualche settimana fa, gelano il sangue. Troviamo Bruni e Mosticone a reddito 0 spaccato seguiti immediatamente da Lino Caschera con 379,81 euro annui lordi (denuncia i gettoni percepiti come consigliere comunale) e dall’Ucciero con 691,00 euro annui lordi, perché insediatasi a fine 2017 e quindi con pochissima indennità percepita. Reddito zero anche per loro in pratica! Si continua con la Castagna che dichiara 3.375,00 euro annui lordi (incluso i gettoni di presenza come consigliere), si arriva alla Paolacci con 9.977,00 euro annui lordi (ne percepisce circa 12mila come assessore quindi la sua attività sarebbe addirittura in perdita per l’anno 2017) e si conclude con Gemmiti a 12.048,00 euro annui lordi (reddito dato interamente dall’indennità percepita come assessore). Quindi nel complesso sono a zero (o quasi) ben sette rappresentanti di maggioranza, che i sorani continuano a retribuire. Altro che reddito di cittadinanza! Questi “personaggi in cerca d’autore” (politicamente parlando s’intende!) sono gli stessi deputati a gestire i lavori pubblici e l’ambiente di questa città, sono quelli che studiano la Tirreno-Adriatica, che si occupano di decoro e manutenzione di tutto il territorio comunale, che decidono di strategie commerciali e sviluppo, che devono far fronte alle necessità abitative, che hanno tra le mani le redini dell’intero bilancio e che decidono il rilancio turistico/culturale di Sora. Sembra una barzelletta invece è realtà! Ad amministrare un popolo di quasi 27mila abitanti c’è di fatto chi non è capace di amministrare se stesso e di garantirsi la sopravvivenza con il proprio lavoro. Non deve meravigliare, quindi, che questa splendida città sia precipitata così in basso, perché logica conseguenza di una realtà designata a priori e che, dato il punto di partenza, ad altro non può arrivare.

Alessandro Andrelli

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