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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Editoriale – Sora, l’escamotage di Bruni e la fuga da Alcatraz

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Editoriale – Sora, l’escamotage di Bruni e la fuga da Alcatraz
19 Maggio
16:31 2019

 

 

 

 

 

 

(di Alessandro Andrelli) Piena di lacrime “strappacuore” e di riferimenti personali e familiari (padre… figlio…) l’ultima conferenza stampa indetta da Bruni, per comunicare (finalmente!!!) l’avvenuto affidamento dei lavori per il mini golf. “Lacrime da coccodrillo”? Magari volte, con grande probabilità, a giustificare che Sora sembra iniziare e finire con il Rione Napoli nonché, allo stesso tempo, azzittire le critiche della gente oramai consapevole di trovarsi in una palude di “alligatori” politici che però di politica non sanno granché!

Tantissime le sceneggiate alla quale i sorani hanno dovuto assistere durante gli ultimi tre anni di “nulla cosmico” del governo De Donatis, dall’adeguamento del “PalaPolsinelli” finito immediatamente nel dimenticatoio, alla ridicola sfilza di faldoni gialli messi in bella mostra sugli scranni della sala consiliare a giustificazione di un settore completamente immobile ed arenato, che di fatto, ad oggi, non può annoverare neanche un lavoro attribuibile alla maggioranza De Donatis e non derivante da mutuo. Eppure, nonostante tanto già visto, questa ultima conferenza sembra superare ogni più assurda aspettativa. Bruni, senza mezzi termini, riferendosi proprio al mutuo contratto con il Credito Sportivo giunge ad affermare “…penso che tutti abbiano capito che quello fu un escamotage per prendere un corposo finanziamento a condizioni molto molto agevolate”. Così, il consigliere dalle “lacrime di coccodrillo” (politiche naturalmente!!!) non solo continua a definire “finanziamento” un vero e proprio debito (500mila euro), ma arriva ad affermare che il mini golf rappresenta di fatto solo un escamotage per ottenere un mutuo a condizioni più agevolate. A tal proposito, forse Bruni farebbe bene ad approfondire il termine su Wikipedia, perché per “escamotage” il dizionario della lingua italiana intende un “sotterfugio messo in atto con abilità e astuzia, spesso al limite della disonestà, per risolvere una situazione compromessa o uscire da una posizione difficile”. A questo punto ci chiediamo se sia davvero legale la procedura eseguita sino ad oggi. Il tutto, anche a seguito dell’intervento di De Donatis che, riferendosi al mini golf, rincara la dose dicendo: “Era l’unica chance che avevamo per arrivare a prendere quel finanziamento per iniziare un’opera di riqualificazione”. Povera Sora! Davvero povera Sora che guarda allibita il loro “rispondere con i fatti” e “l’aumentato impegno per amore della città (leggi qui) e per amore del quartiere” (leggi qui).
Naturalmente tutto in linea con le idee della maggioranza e specialmente con l’operato di Caschera che, sempre grazie a un mutuo (un altro debito!!!), asfalta alcune strade curando che sia garantita da subito la presenza di buche (vedi foto a lato) per poter giocare anche lì a golf con “idonee mazze” adatte alla presenza di acqua.
Questa è oggi Sora! Una città a rotoli, ostaggio di arroganza e presunzione politica, che si nutre di ignoranza a cui è difficile trovare via d’uscita. Chi può abbandona Alcatraz (tale è diventato il Comune) a gambe levate senza voltarsi indietro e non si fa sfuggire “quota 100”.
Non importano i soldi persi, quello che conta è uscire dalle tenebre di odii, ripicche e vendette per riacquistare la serenità. Così il palazzo di Corso Volsci si impoverisce di tante figure di categoria D che, dopo tre anni interminabili di De Donatis, ritrovano nella meritata pensione serenità e pace.
Per loro l’incubo è finito! Sora ed i sorani, invece, dovranno attendere ancora per poter tornare a respirare.

Alessandro Andrelli

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