Editoriale – Sora: le tenebre della politica e dei comportamenti inaccetabili, è tempo di riflettere | TG24.info
Aggiornato alle: 10:50 di Martedi 18 Maggio 2021
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Editoriale – Sora: le tenebre della politica e dei comportamenti inaccetabili, è tempo di riflettere

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Editoriale – Sora: le tenebre della politica e dei comportamenti inaccetabili, è tempo di riflettere
14 Marzo
16:08 2021

 

 

(di Alessandro Andrelli) Il buio che ha caratterizzato Sora durante la settimana appena trascorsa, non è stato dovuto soltanto agli innumerevoli lampioni spenti ovunque (vedi foto in basso). A quelli la città è abituata da quasi cinque anni e, di certo, conosce bene il modus operandi di Caschera, ancora muto sui 45mila euro (circa) di lampadine e lavori sulla pubblica illuminazione che da tempo sono spariti nel nulla.

Il buio di questa settimana a Sora è diverso e fa riflettere. Di certo siamo a migliaia di anni di distanza dalla politica illuminata di Platone (leggi qui) ed i protagonisti della scena pubblica non mostrano né sapienza, né coraggio, né temperanza e né, tantomeno, organizzazione della città come “un’impresa educativa collettiva” nei confronti del singolo. Quello che vediamo (e ascoltiamo!!!) oggi è davvero desolante e gela il cuore. A fronte di una città polverizzata a tutto campo da cinque anni di nulla, i sorani sono spettatori di asfaltature, dossi e lampioni elettorali con sceneggiate a seguito.
Perché non solo gli interventi vengono fatti random a seconda di potenziali voti, ma sono completati anche da “sfilate” patetiche e presenze imposte (Lino “l’asfaltista” in primis, seguito a ruota dagli altri), che tanto ricordano la prima repubblica. A questo si uniscono le urla e gli odi di palazzo per accaparrarsi meriti e patetiche iniziative, prive non solo di logica politica ma anche di quella tecnica e amministrativa. Vere e proprie “scorribande di barbari” che continuano a condannare politicamente il futuro decretando la morte di Sora e dei sorani. La città è messa così! È oggettivamente messa male perché, se di barbari si parla, allora questi sono licitati anche a insultare. Ed il peggio del peggio diventa addirittura proposta nuova del vecchio, che giustifica tutto ed il contrario di tutto pur di raccogliere consensi. Ma i consensi di chi? È pensabile una città che sposi nuovamente idee del genere? Nel 2016, Roberto De Donatis ingannò furbescamente i sorani ma oggi Sora, lacerata e a brandelli, esce consapevole di cinque anni di catastrofi e di certo non può permettersi di sbagliare ancora. Non c’è più bisogno di mediocrità perché i sorani ne hanno vista e subita già tanta. La città ha bisogno di persone illuminate che invertano la tendenza ed inizino finalmente ad allineare azioni e progetti giusti perché è stanca dei vari “Attila da strapazzo” del momento che, legati alla sedia del potere, proprio non se ne vogliono andare. Urla senza senso, cattivo amministrare e mancanza di capacità politica hanno portato Sora in ginocchio. Ai sorani la possibilità di cambiare la storia e con essa la realtà.

Alessandro Andrelli

 

 

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