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Editoriale – Sora, “le maschere” di De Donatis e della sua maggioranza

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Editoriale – Sora, “le maschere” di De Donatis e della sua maggioranza
19 Novembre
15:51 2018

 

 

 

 

 

(di Alessandro Andrelli) “…E la montagna partorì il topolino!”. Un articolo altisonante di qualche giorno fa ha annunciato che il mercato del giovedì non si sposterà più a Pontrinio. A dichiararlo è stato il sindaco in persona ed il delegato De Gasperis. Ci sono voluti ben due anni e mezzo di lavoro “matto e disperatissimo” per far arrivare i due alla conclusione che tale trasloco “non s’ha da fare”.

 

Quindi, niente di nuovo e la situazione resta così come sta. Incontri, riunioni, approfondimenti, tavole e attività di vario genere… tutto annullato! Si ricomincia daccapo con lo studiare soluzioni alternative volte a garantire la sicurezza. Il consigliere De Gasperis, impegnato (per sua stessa ammissione) sin dal proprio insediamento nella ricerca della soluzione migliore, dopo tutti questi mesi di nient’altro fare, mostra ai sorani che il risultato non c’è!!! Una vergogna.
La svilente conseguenza di una dilagante ed incontenibile mediocrità politica che non solo è incapace di produrre, ma che in aggiunta, senza il benché minimo amore per la città, abbandona il resto, mandando tutto allo sfascio. Poco da meravigliarsi! Non c’è interesse per il benessere e la crescita di Sora.
De Donatis è sindaco impegnato solo in strategie politiche indispensabili per proiettarsi altrove.
Partito come uomo di sinistra, si è ritrovato socialista, per poi imbarcarsi su una squassata piattaforma civica, creata solo per ingannare i sorani ed essere primo cittadino. Da lì le mosse successive. Alle provinciali di due anni fa vuole un consigliere tra le fila di destra ed uno tra quelle di sinistra, per arrivare ad un nulla di fatto. Alle regionali ed al governo, opta per la svendita di Sora a Cassino con la genuflessione alla “corte del re” e, nel frattempo, assicura la sua presenza (solo quella perché i voti proprio non li ha!!!) al fianco di Cippitelli, Ranaldi e Zingaretti. Poi abbraccia amorevolmente i vincitori Marcelli (Movimento Cinque Stelle) e Ruspandini (Fratelli d’Italia). La sua “allerchinata” si conclude, almeno per il momento!!!, qualche giorno fa con le votazioni per la presidenza della Provincia dove appoggia Pompeo (quindi la sinistra!), mentre al contempo consegna lo scettro di prossimo candidato al consiglio provinciale a Mosticone (quindi a destra!). Una bagarre che si conclude con un pranzo “galeotto” organizzato per decidere se “pugnalare” Pompeo o traghettare tutta la piattaforma a sinistra con un “reset generale”.
“Uno, nessuno e centomila” De Donatis, sindaco di Sora, continua a tessere e sfilare la sua tela, senza azzeccarne una. Privo di faccia e dignità politica, come suo solito, cerca di aggrapparsi al carro del vincitore senza un’idea, senza un’ideologia, senza un amore vero per la città. Dietro il suo passaggio, tra le macerie causate dall’operato della sua maggioranza, restano solo le sue maschere, buttate a terra e, troppo spesso, calpestate e rinnegate, quali testimoni di una passione per Sora che proprio non c’è.
Alessandro Andrelli

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