Editoriale – Sora, la bomba esplode e il sindaco De Donatis perde le staffe. Il colpo di scena è figuraccia! | TG24.info
Aggiornato alle: 15:32 di Venerdi 25 Giugno 2021
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Editoriale – Sora, la bomba esplode e il sindaco De Donatis perde le staffe. Il colpo di scena è figuraccia!

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Editoriale – Sora, la bomba esplode e il sindaco De Donatis perde le staffe. Il colpo di scena è figuraccia!
21 Marzo
18:02 2021

 

 

(di Alessandro Andrelli) Colpo di scena! Il consiglio comunale di venerdì (19 marzo, ndr) blocca i lavori per mancanza di numero legale e De Donatis annuncia le proprie dimissioni in diretta con la conseguente dichiarazione di consegna delle stesse “mezz’ora dopo” in Comune. Di fatto la bomba esplode e il sindaco perde le staffe perché, per la seconda volta consecutiva (la prima era stata la seduta del 4 marzo – leggi qui), i nuovi (o vecchi che dir si voglia) fedelissimi di Di Stefano (più padre che figlio) fanno saltare il banco. È bagarre!!! Di certo appare evidente a tutti che De Donatis non ha più i numeri e che il suo tempo è finito, nonostante l’appoggio incondizionato della D’Orazio che, seppur seduta in opposizione, continua a governare da 5 anni (facendo la bianca e la nera) comandando “più” di tanti altri della maggioranza stessa.

Così, se da un lato “la lavatrice” messa in moto dai sostenitori di Di Stefano (De Gasperis, Mosticone e la De Donatis con Baratta e Daniele Tersigni a seguito) viene accesa solo a mo’ di farsa, a 6 mesi dalle votazioni, per ripulire (è solo una “fintata” naturalmente!) i panni sporchi dell’operato del nulla messo in atto da loro stessi al fianco di Roberto De Donatis, con l’obiettivo di mostrare una veste nuova rispetto a colui che sempre loro hanno contribuito a far etichettare come il peggior sindaco che Sora abbia mai avuto negli ultimi cinquant’anni, dall’altra parte il vento soffia esattamente al contrario.
Di fatto l’ “asfaltista dell’ultima ora” Caschera (ma che fine hanno fatto i 45mila euro di lampadine e lavori sulla pubblica illuminazione?), i componenti di Fratelli d’Italia ed i fedelissimi del sindaco vogliono a tutti i costi che De Donatis rimanga, per continuare la campagna elettorale con il potere tra le mani e i soldi del bilancio comunale da spendere per accontentare questo o quello a seconda dei voti potenziali che ha. È la politica della Prima Repubblica, quella dei “piacerucci” e di chi non tocca palla e cerca di prendere le distanze perché è l’unica possibilità che può mettere in campo.
Addirittura ascoltando la registrazione, si comprende perfettamente che al momento dell’appello, dopo alcuni secondi di silenzio, una voce di sottofondo dice “…togli e poi rimetti… fai vedere che ci sono problemi di connessione…”. È veramente il massimo del minimo. A Sora non resta che piangere a fronte di una realtà di governo ormai marcia e priva di ogni valore. Molti giurano che la voce è perfettamente riconoscibile ed identificabile. Si fa addirittura il nome in città, ma di fatto non è chi parla che conta bensì l’azione che compie, quale figlia di un intero mandato che ha visto la nebbia diventare protagonista, la persecuzione assumere un ruolo di prima donna, la legittimità perdere di qualsiasi significato, la trasparenza divenire un miraggio con atti immediatamente esecutivi pubblicati dopo un anno o quasi dalla loro approvazione.
E quando la barca affonda e il terreno crolla sotto i piedi si salvi chi può, perché le persone che vogliono restare sono sempre le stesse, più o meno mischiate e smacchiate a piacimento per ingannare di nuovo i sorani. Uno scenario da film dell’orrore che nessun interesse mostra per Sora. È una realtà senza eguali dove diventa patetico non solo il sindaco, che rimanda la presentazione delle dimissioni a lunedì prossimo, dimostrando per l’ennesima volta di non aver né faccia né dignità politica, ma ancor più coloro che si schierano a suo favore contro ogni logica. Il vero male di Sora, non sono gli ultimi 6 mesi di commissariamento prefettizio, bensì i cinque anni di tenebre che hanno visto davvero troppi personaggi in cerca d’autore, e troppo spesso con redditi zero, governare senza logica e senza capacità la città. Il danno è fatto ed é radicato nel tempo, risultato di una politica vecchia che non ha mai pagato e che continua a spianare un territorio intero a fronte del vantaggio di pochi. Il danno è davvero fatto ed é un danno grave. De Donatis e tutta la sua squadra sono responsabili di 5 anni di un governo terribile che sarà ricordato solo per tantissimi debiti e per lo sfacelo presente in città. È necessario capire che non si può sbagliare di nuovo, per non permettere alla vecchia politica (magari vestita di nuovo ma che sa tanto di vecchio), fallimentare e malsana, di ingannare nuovamente i sorani. C’è bisogno di un governo diverso con ideali ed integrità diversa. C’è bisogno di competenza e di correttezza, di capacità e voglia di far risorgere Sora nel nome di quell’amore pulito per un territorio che tanto ha bisogno di tornare a splendere e a volare.

Alessandro Andrelli

 

 

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