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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Editoriale – Sora, il tempo dell’asfalto elettorale

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Editoriale – Sora, il tempo dell’asfalto elettorale
11 Aprile
16:42 2021

 

 

(di Alessandro Andrelli) Continua la barzelletta quotidiana del governo De Donatis anche se da tempo non fa ridere più nessuno. Siamo al patetico politico, nella consapevolezza che questa farsa senza eguali ha definitivamente mandato a rotoli una città intera.

Il “rifacimento elettorale” di una sola parte (quella importante!) di via Cellaro ha visto schierati in una “impettita foto ricordo” Giacomo Iula, Roberto De Donatis, Pasquale Ciacciarelli, Franco De Gasperis, Filippo Porretta, Lino Caschera, Veronica Di Ruscio, Antonio Lecce e Simona Castagna, per poi proseguire, nei giorni successivi, con i lavori di asfaltatura. Rigorosamente sotto la pioggia. I cinque anni di questa maggioranza sono stati talmente pieni di cose da fare e risultati (povera povera Sora!) che ci si è ridotti all’operatività solo nei mesi pre elezioni, lavorando addirittura sotto l’ombrello. Dove erano i tecnici comunali mentre si procedeva in tal modo? Perché nessuno è intervenuto? Da quando si asfalta sotto la pioggia? Regole a rovescio, prive di logica e competenza, che vedono una città totalmente allo sbando con poche zone di serie A e tante di serie B, con dossi prima posizionati e poi svitati e riciclati altrove, per non parlare delle lampadine sostituite solo lì dove c’è interesse di voto, mentre tutto il resto può rimanere al buio (aspettiamo ancora che si chiarisca ai sorani che fine hanno fatto i 45mila euro di lampadine e lavori sulla pubblica illuminazione spariti nel nulla). E mentre Caschera corre di qua e di là per accontentare questo amico e quell’altro e cerca di mettere insieme quei consensi che gli assicurino la sopravvivenza (politica s’intende!) per i prossimi 5 anni, Bruni contempla e fotografa la sua opera prima, rimasta unica in ogni senso (e meno male visto il risultato!!!). La gente del quartiere lo guarda esterrefatta non capendo se ci crede veramente o se fa finta di non accorgersi dell’assenza di logicità in ciò che ha generato. Panchine a spigolo vivo con schienali di metallo, il tutto sotto lo schioppo del sole in uno spazio quasi completamente cementato per cui ha ipotizzato (ma la sicurezza dove sta?!?) l’utilizzo come pista da pattinaggio. Un gioco per bambini simile a un carro allegorico, un campo da minigolf fatto di sassi appuntiti ed erba sintetica e un padel immaginario, ancora da realizzare.
Il tutto per la “modica” cifra (povera Sora!!!) di circa 800mila euro di mutuo, quindi 800mila euro di debiti che i sorani dovranno pagare per decenni.
Alle catastrofi elencate, fa eco sulla stampa il fallimento dei Comitati di Quartiere e le dichiarazioni di alcuni presidenti che prendono le distanze da iniziative che non li vedono coinvolti in progetti condivisi. Si potrebbe continuare con il cimitero dove questa maggioranza, con De Donatis e Paolacci in prima linea, raggiungono il punto di minimo toccato solo in fase di appalto, ma sarebbe un discorso troppo lungo e complesso da fare qui, perché su questo argomento si sarebbe giocato “di fino”. Una cosa è certa, c’è più di qualcuno che pensa di essere molto furbo e di farla in barba ai sorani. Al momento Sora soccombe (non potrebbe fare altro), ma capisce il gioco e fa montare la rabbia, perché il denaro pubblico è di tutti e deve essere amministrato in modo intelligente per garantire servizi e sviluppo, non certo per alimentare orticelli propri o di pochi. É vergogna! È sfacelo! È fallimento! È catastrofe! Sora soffre come mai ha sofferto. Continua a subire. E non se ne vogliono andare. Così si dividono e si riciclano con la speranza di amministrare di nuovo. Da quanto si dice in giro, i sorani troveranno da una parte, con i simboli dei partiti di destra, De Donatis (con Paolacci, Coletta e Calderoni a seguito?), Bruni, Caschera, Lecce, la Di Ruscio e la Castagna rafforzati da Di Carlo. Per questo sodalizio (una nuova catastrofe per i sorani), Caschera e Di Carlo sembrano aver dimenticato gli insulti e le maldicenze scambiate vicendevolmente per anni e, come per incanto, sono ridiventati amici. A benedire il tutto ci sarebbe Mario Abbruzzese che non avendo altre sponde su cui appoggiarsi vorrebbe usare nuovamente Sora e i sorani come già fatto in passato. William Di Ruscio, portavoce di “Cambiamo”, esce dal coro e spara a zero sull’amministrazione De Donatis. Non si capisce più nulla. E se a destra é caos intriso dalla solita solfa, sotto la bandiera di Di Stefano (non si capisce bene se padre o figlio) si allinea Baratta, Daniele Tersigni, De Gasperis, Mosticone e (sembra) Floriana De Donatis. Il tutto mentre a sinistra è sempre lo stesso, solo chiacchiere. Ma l’amore per Sora dove sta? C’è necessità di passione vera che si traduca in competenza. Le chiacchiere senza distintivo stanno a zero, ci vuole capacità, trasparenza, onestà e tanta voglia di far risplendere questo territorio.
Sora è stanca di soccombere e di essere l’ultima ruota del carro della provincia, quale bacino di voti da depredare per arrivare in alto e fuggire via. I sorani vogliono tornare a splendere di luce propria dimostrando chi sono e cosa sono capaci di fare. Forza allora perché il tempo della vecchia politica è finito. La città cammina verso il nuovo ed il diverso, indispensabile per rialzarsi dal baratro e poi tornare a volare.

Alessandro Andrelli

 

 

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