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Editoriale – Sora, i politici giocano a scacchi e la città muore

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Editoriale – Sora, i politici giocano a scacchi e la città muore
10 Gennaio
19:13 2021

 

 

(di Alessandro Andrelli) Si avvicinano le elezioni del 2021 e si accendono gli animi. Si parla di verifiche di maggioranza e di numeri necessari per approvare il bilancio. In paese si racconta di incontri infiammati, di prese di posizione e di insulti che vedrebbero il sindaco da una parte e la sua maggioranza divisa su posizioni diverse dall’altra.

A mezza bocca, invece, si mormora di doppi e tripli giochi a protezione di “interessi”, “orticelli“ e “feudi” che nessuno ha intenzione di perdere e né tantomeno di mollare. De Donatis è un ottimo maestro del “peggio politico” e ne tira abilmente i fili. Di certo non è il solo a voler fare il burattinaio ma sembra sia il migliore nel gioco di equilibrio tra potere e bramosia di avere. Di fatto a Sora ed ai sorani non resta niente, nessuno li pensa da tempo e continuano a precipitare ogni giorno di più. Danni immensi che hanno portato a sfasciare un territorio intero e a scurirne il futuro, generando una trappola da cui è quasi impossibile uscire. Ma a fronte di un contesto che porta i giovani e i capaci ad andare via, non c’è da preoccuparsi, De Donatis farà in modo che i numeri per approvare il bilancio (eccezione fatta per qualche pugnalata finale ed inaspettata) ci siano. Quello che conta è chiaro. Poi, visto che tra pochissimi mesi si vota, appare logico buttare tutto in caciara con atti riguardanti il fabbisogno del personale, i concorsi, la mobilità e “dulcis in fundo” gli attingimenti da graduatorie già in essere presso altri comuni e comunità montane. Immediatamente è silenzio. Le chiacchiere si azzittiscono e, per incanto, si ritrovano quasi tutti dalla stessa parte. Dei numeri del consiglio non importa praticamente più a nessuno. Sarebbero disposti a tutto per ottenere, perché è questo quello che conta. I problemi di una comunità intera si annullano immediatamente e diventano inesistenti come per magia. Lecce (sembra con la Castagna a rimorchio anche se non si capirebbe bene il perché) prende le distanze da Fratelli d’Italia, scoprendosi interessato soltanto a programmi e progetti. Sembra che a breve si ritroverà (guarda il caso) accanito sostenitore di De Donatis e della Paolacci.
Sarà forse per qualche graduatoria in essere (in giro si dice di Cassino, ma sarà vero?) da cui si porrebbe scorrere e prendere qualcuno che interessa molto? Di certo in questa operazione non sarebbe solo. Al suo fianco ci sarebbero Caschera, Mosticone e Petricca tutti senza fiato in attesa della definizione dei 4 posti da vigile e dalla graduatoria di attingimento. Per non parlare, poi, di altri soggetti che un po’ in maggioranza e un po’ in opposizione farebbero comunque la loro.
I volti sono sempre gli stessi, vanno ora con questo e ora con quello, giocando ad asso piglia tutto, con maschere collaudate a seconda delle necessità. I rappresentanti del popolo, senza faccia e senza dignità politica, si giocano gli elettori a palline a fronte di interessi più grandi e diversi che di fatto pesano tanto. Ma alla gente chi ci pensa? “Nessuno!!!” rispondeva Ulisse a Polifemo. Ma per il territorio chi si impegna? Nessuno!!! Continuava a rispondere. Basta guardare le condizioni in cui versa Sora per capire. E dello sviluppo chi si preoccupa? Nessuno!!! Ribadiva. La città è sotto gli occhi di tutti e quello che è stato fatto per “domani” parla da sé. Nel marasma generale, in cui sono sempre gli stessi nomi a riciclarsi e si fa finta di mischiare le carte ma alla fine sono tutte minestre riscaldate che ripropongono il vecchio camuffato da nuovo e il nuovo polverizzato e affogato dal vecchio, Sora soccombe. Ai sorani, tra pochi mesi, nell’urna, la possibilità di cambiare e di modificare il proprio destino perché chi ”sbaglia” paga e poi i “cocci” sono i suoi… senza lamenti né pentimenti. Perché sbagliare è umano e ci può stare, ma perseverare sarebbe diabolico.

Alessandro Andrelli

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