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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Editoriale – Sora, De Donatis premier: Caschera svende la città ad Abbruzzese

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Editoriale – Sora, De Donatis premier: Caschera svende la città ad Abbruzzese
25 Ottobre
18:12 2020

 

 

 

(di Alessandro Andrelli) Sora soffre di fronte all’aggravarsi incontrollabile della pandemia che, per numero di casi, fa paura e mette l’intera città sotto i riflettori dell’intero territorio provinciale. È davvero un momento difficile e l’apprensione cresce insieme ad una sensazione di smarrimento.

Si lotta, oramai con la stessa sensazione di incertezza di marzo e aprile, contro il mostro-Covid che, dopo qualche mese di apparente tregua, è tornato a sconvolgere la vita di ciascuno privandola della quotidianità. E mentre la città si trova in seria difficoltà, De Donatis continua ad essere super impegnato nel tenere le sue “amate” live, tra dati che spesso sono già noti a tutti e chiacchiere che lasciano il tempo che trovano. È un sindaco strano!!!
Dopo anni passati a sfuggire la gente tra appuntamenti fissati a mesi di distanza e cancellati all’ultimo momento con scuse ridicole, De Donatis resta il fautore di infiniti articoli auto acclamatori e conferenze stampa tenute anche a mezzanotte, mentre continua imperterrito come “inviato speciale” Covid con sole chiacchiere e senza alcun contributo concreto. In tante e troppe circostanze, il sindaco sembra malato di protagonismo con il solo obiettivo di imitare in tutto e per tutto il premier Conte. C’è chi ridendo dice che “mancano solo i DPCM”!!!. Restando di fatto il peggior primo cittadino che Sora abbia avuto negli ultimi 50 anni, diventa anche sindaco indiscusso dell’apparenza, fatta di aria fritta e asini che volano. È il maestro del nulla politico e bisogna riconoscerglielo. E se per iniziare i lavori del vano scala Simoncelli (con finanziamento, progetto e inizio gara eseguiti sotto il governo Tersigni) ci sono  voluti quattro anni e mezzo, non c’è tempo che tenga per la fontana di Piazza Garibaldi. Dichiarata simpaticamente su Facebook Patrimonio dell’Umanità (vedi foto a sinistra), il simbolo di ingresso alla città giace ancora in macerie e fa rabbia al cuore di tutti che una intera maggioranza non riesca da mesi a riparare un po’ di ferro storto e alcune pietre divelte. Di certo, si deve prendere atto che, se De Donatis è troppo impegnato in live, Lino Caschera, delegato alla manutenzione, è tanto preso nel riconsegnare Sora ad Abbruzzese, per permettergli di continuare la distruzione politica già iniziata in passato. Sconfitto duramente a Cassino su tutta la linea, perché “cacciato” dai suoi stessi concittadini, il politico più discusso di tutto il cassinate starebbe cercando territorio fertile (e politicamente stupido) da cui ripartire. Caschera, da buon soldatino legato al proprio orticello, gli farebbe da leva. Il fatto che il delegato sorano alle manutenzioni abbia da poco aderito alla Lega sembra rappresentare un dettaglio del tutto trascurabile. Sora è la città del caos in cui ogni cosa è permessa.
La Lega è in maggioranza ed in opposizione. Allo stesso modo il PD e Forza Italia. Il tutto protetto  da un sindaco scopertosi socialista, dopo un passato tra Margherita e PD, e pronto a migrare tutto a destra per essere di nuovo candidato a fare il primo cittadino. I rappresentanti di maggioranza, pur di non mollare il potere, sono disposti a distruggere tutto e ad andare nella direzione di non ritorno, aggiungendo guai a quelli infiniti già esistenti in città. La verità è che gli attuali naufraghi della piattaforma più scassata di sempre sono legati a filo doppio alla sedia e proprio non se ne vogliono andare. Costi quel che costi, vogliono conservare il potere che hanno. Sono disposti a tutto senza pensarci due volte.
È il regno dell’arrivismo, incurante di un territorio che è diventato fantasma di se stesso. Dimostrazione lampante il Mattatoio lasciato in macerie, i lavori di Costantinopoli senza né capo né coda e una pista ciclabile che doveva essere ultimata il 9 di ottobre e che non si comprende a che punto sia (vedi foto a destra). E sotto la sofferenza in palese, c’è tutta quella nascosta tra i banchi di nebbia diffusa. Si parla di debiti infiniti per i canili e per alcuni aspetti ambientali, nonché per tante ditte che si ritrovano ad aver fornito senza impegno di spesa. Questo è il Comune di De Donatis, questa è oggi la realtà.
Sora è stanca. Stanca davvero. Non è più disposta a essere ingannata. Pronta a dire basta a un mal governo senza eguali, aspetta il 2021… impugnando le mazze da golf.

Alessandro Andrelli

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