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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

EDITORIALE Sora – Amministrazione De Donatis, tra colpi di scena e flop politici cinque anni da incubo

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EDITORIALE Sora – Amministrazione De Donatis, tra colpi di scena e flop politici cinque anni da incubo
28 Febbraio
19:25 2021

 

(di Alessandro Andrelli) Palazzo comunale e colpi di scena, un binomio politicamente patetico che dura da oramai quasi 5 anni. È il lontano 19 giugno 2016 quando De Donatis diventa sindaco di Sora e risale a soli pochi giorni dopo il primo flop che vede il neo eletto indossare la fascia al contrario, quale presagio di sventure. Da allora, un susseguirsi di figuracce amministrative e scivoloni politici sono un tutt’uno con il nuovo gruppo di governo.

La verità è che, se questi 5 anni non fossero stati tanto bui e nefasti per Sora, le sceneggiate messe su, senza soluzione di continuità, dall’attuale maggioranza sarebbero state davvero comiche. Ultima “tarantella” del momento, la proposta di deliberazione di consiglio comunale “apparsa e scomparsa“ alla velocità della luce. Cosa sia successo per collezionare tale ultima gaffe bene non si sa. Da quello che si mormora per i corridoi di palazzo, si trattava di un atto volto a revocare al segretario generale la possibilità di esercitare le sue funzioni a scavalco anche in altro comune. Una vera e propria punizione (le persecuzioni sono di prassi sotto il regno di De Donatis sindaco), che sembrerebbe essere stata studiata ad hoc dai “magnifici quattro” per colpire la dottoressa Riccio che avrebbe osato richiamare, addirittura in forma scritta, il dirigente della Ragioneria per accertate mancanze. Mai nessuno avrebbe potuto immaginare che qualcuno potesse osare tanto contro il potere più forte. Immediata la reazione e la conseguente punizione che però sembrerebbe essere stata costretta a rientrare subito (1 a 0 per la Riccio e palla al centro… brava!!!) a fronte della paura (così dicono) di restare per l’ennesima volta senza segretario e senza dirigente ad interim (non dimentichiamo che anche il dirigente/comandate della polizia locale è andato via a gambe levate dopo pochi mesi dal suo arrivo, motivando la fuga con un comando). È noto a tutti, infatti, il numero dei segretari che si sono “chiamati fuori” dall’attuale governo De Donatis per paura e per impossibilità di gestire una situazione davvero inenarrabile e ingovernabile, piena soltanto di incapacità politica ed amministrativa. Così, l’attuale maggioranza, capace di far fare autogol persino a Maradona, sarebbe stata costretta a chinare il capo e a ritirare l’atto per non restare a piedi. Nel frattempo, però, il gruppo di governo continuerebbe a collezionare un flop dietro l’altro e arriva ad affiggere (solo qualche giorno fa) addirittura l’ordinanza n. 135 del 27/10/2020 volta alla chiusura dei parchi e dell’accesso di Rocca Sorella (castello) che, fino ad oggi sono stati frequentati normalmente come se l’ordinanza non fosse mai esistita.
La bagarre, poi, supera se stessa quando diversi consiglieri iniziano a strillare nei corridoi per un dosso a via Vicenne non concordato prima.
“Voglio il dosso… no a te no!!!” si potrebbe cantare a mo’ di sfottò in uno scenario al limite dell’inverosimile. E si raggiunge il patetico quando si legge che Caschera chiede agli uffici spiegazioni sui dossi di via Costantinopoli. Lui che ancora deve spiegare a Sora ed a tutti i sorani che fine hanno fatto 45mila euro circa di lampadine e di lavori sulla pubblica illuminazione, per non parlare della pulizia del fiume Liri e degli interventi fatti all’interno del cimitero. E pensare che è stato tanto bravo che adesso si è anche candidato a sindaco. Una vera svolta catastrofica per la città. Di contro gli si contrappone Luca Di Stefano che, cercando di dar vita al De Donatis bis, ha raccattato gran parte della maggioranza (Baratta, De Gasperis, la De Donatis e Mosticone con Daniele Tersigni al seguito), di fatto ancora contro di lui in consiglio, perché vuole essere chiamato a tutti i costi sindaco. Povera Sora!!! Davvero povera Sora!!! In una realtà in cui a tutto si pensa tranne che al bene della città, la gente aspetta vento di aria nuova e pulizia, di competenza e capacità, perché è stufa ed, al contempo, consapevole che non si può più andare avanti così.

Alessandro Andrelli

 

 

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