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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Editoriale – Personaggi pubblici, il diritto di cronaca e la libertà di stampa

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Editoriale – Personaggi pubblici, il diritto di cronaca e la libertà di stampa
24 Luglio
22:30 2019
(di Anna Ammanniti) Il giornalista è un professionista del settore dell’informazione; si occupa di scoprire, analizzare, descrivere e scegliere notizie per poi diffonderle. La libertà di stampa e il diritto di cronaca sono espressione di libertà. Un diritto sancito dall’art. 21 della Costituzione. Negli Stati di diritto, il principio di libertà di stampa implica che “tutte le persone debbano avere il diritto di esprimersi tramite lo scritto o qualsiasi altro modo di espressione delle opinioni personali.”

Il diritto di cronaca, consiste nel diritto a pubblicare tutto ciò che è collegato a fatti e avvenimenti di interesse pubblico o che accadono in pubblico. Mettiamo in chiaro un aspetto, nel momento in cui si entra a far parte del pubblico, si varca la soglia dell’area attenzionata dall’informazione. Partendo da questo presupposto è importante evidenziare che l’art.51 del Codice Penale punisce colui che diffonde notizie «false, esagerate o tendenziose» (art. 656 C.P.); chi diffonde le deliberazioni delle indagini giudiziarie nonché gli atti procedurali (artt. 114, 115 e 329 C.P.) e chi diffondere le generalità dei minorenni coinvolti in un processo (art. 114 C. di procedura penale). Le regole unite ad un corretto utilizzo della professione secondo buonsenso, così come “amano” ripetere durante i corsi di formazione (ecco perché la formazione è importante!) fanno sì che il giornalista possa esprimere le proprie opinioni e “fare cronaca” raccogliendo informazioni di pubblico interesse, per poi diffonderle alla collettività. Attenzione, “pubblico interesse” non significa indire un referendum prima di scrivere un argomento, pubblico interesse a discrezione dello scrivente. Fatta questa lunga premessa “obbligatoria”, spostiamo ora l’interesse su una vicenda. È interessante notare come una notizia di secondo piano possa suscitare un acceso dibattito “civile” in città. La notizia portata all’attenzione dai consiglieri comunali di opposizione, informa che un personaggio politico di Anagni è stato sanzionato da un tribunale federale sportivo a 4 mesi di inibizione dell’attività, perché non aveva titolo ad allenare. Dai supporters sui social è partita una serie di attacchi verso il gruppo della minoranza e verso i giornalisti (?) e verso tutti coloro che osano esprimere il proprio punto di vista.  “Sciocchezze”, è stato detto; “banalità amatoriali” per qualcun altro; “si tratta solo di un gioco” (suvvia!). Solo che, a ben pensarci, il calcio è un gioco che coinvolge giovani che hanno bisogno di capire il valore del rispetto delle regole; di capire che non si inganna un avversario, sia pur di gioco, e che ci si deve assumere le relative responsabilità (non evitarle). Pensando ancora un po’, viene in mente che si tratta proprio di un politico, un personaggio pubblico, quindi le cose si complicano un pò. Dispiace notare, e a chi ha memoria storica non è sfuggito, che il politico in questione si è sempre scagliato contro l’illegalità e il malaffare, denunciando (anche un po’ troppo, vedi Credit On) tutto e tutti. Il politico che si è vantato nella campagna elettorale che lo ha visto candidato a sindaco combattere anche chi barattava il lavoro (la promessa di lavoro) per un voto. Ma cosa c’entra tutto questo con una banalità del calcio amatoriale? Nulla per carità. Ricordiamo solo che un suo omonimo, di nome Ignazio, è stato sfiduciato dai suoi stessi consiglieri (qualcosa che qui ad Anagni ricorda vicende recenti; peraltro i consiglieri sono dello stesso partito) per qualche contravvenzione e spese di rappresentanza, perfettamente lecite. Vabbè ma quello era il sindaco di Roma!!! Appunto. Banalità, a proposito delle quali, e visto la disponibilità alla replica del politico e della sua giusta guerra a chi fa politica con i posti di lavoro, rivolgiamo: “Ci dica qualcosa lei su Urban Waste, magari il suo punto di vista!!!”

Anna Ammanniti

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