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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Editoriale – Migranti in strutture fatiscenti, chi ci vivrebbe?

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Editoriale – Migranti in strutture fatiscenti, chi ci vivrebbe?
08 Giugno
10:30 2019
(di Anna Ammanniti) Edifici spesso fatiscenti e pericolanti, servizi inadeguati e ridotti al minimo, scarsa igiene e qualità del cibo scadente, questa è la situazione di molte (non tutte) strutture che ospitano i migranti.

Storie di vita che non sono lontane dalla nostra quotidianità, non si leggono solo sui giornali, o si raccontano nei tg, purtroppo la situazione sopra descritta è il denominatore comune della maggior parte dei Centri di Accoglienza Straordinaria. L’esperienza insegna, un fatto già accaduto aiuta a riflettere meglio sulle situazioni e già vissute, per fare in modo che gli stessi errori non vengano ripetuti. Circa un anno fa abbiamo parlato a lungo della grave situazione di disagio vissuta dai migranti, ospiti del Centro di Accoglienza Straordinaria, all’epoca ubicato presso l’ex Hotel Santoro in via San Magno. Durante un sopralluogo delle forze dell’ordine emerse una situazione di completo degrado, legata alla carenza di condizioni igieniche e alla struttura assai decadente, tanto è vero che i migranti manifestarono per lamentare la presenza di infiltrazioni che avevano provocato l’allagamento di diverse camere. All’interno della struttura gli ospiti erano numerosi e sistemati in pochi locali con servizi igienici al limite della dignità umana. Attraverso i nostri articoli e foto delle condizioni dei locali avevano denunciato la questione. Dopo un anno Asl e Vigili del Fuoco hanno deciso di chiudere quel Centro, a causa delle pessime condizioni igienico – sanitarie.

Ora si è deciso di aprire un nuovo CAS presso il vecchio edificio di proprietà dei Padri Vocazionisti situato in via della Sanità, che ospiterà 25 immigrati. Si tratta di una struttura molto vecchia, lo stato dei luoghi dell’immobile è dubbio, osservandolo dall’esterno saltano subito all’occhio le condizioni delle persiane, decadenti, marce, assai fatiscenti e la presenza di crepe lungo la facciata con parti di intonaco scrostato. Varcando il portone di ingresso la situazione non migliora di molto, anzi. Lo stabile è composto da un piano terra, primo e secondo piano. La puzza di muffa assicura che le pareti non godono di ottima salute e difatti al piano terra c’è moltissima umidità con l’intonaco rivestito di coltre nera. Far vivere delle persone lì sotto non è certo una buona idea, con condizioni igieniche piuttosto inadeguate. Osservare la finestra completamente ricoperta di sterpaglie e rovi, sembra davvero roba dell’altro mondo. Salendo al primo piano la situazione sembra migliorare … sembra. I componenti elettrici sono obsoleti e garantire la sicurezza pare un miraggio. Al secondo piano, a causa forse di infiltrazioni di acqua dal terrazzo, una porzione di intonaco del soffitto è caduta. Nello stabile non c’è impianto di riscaldamento (?) alle soglie del 2020 parlare di un immobile senza un qualcosa che emana calore sembra surreale; l’impianto elettrico è abbastanza vecchio, i locali sono decadenti, le domande sorgono spontanee: saranno assicurate le giuste condizioni igienico – sanitarie agli ospiti? Come si riscalderanno? Avranno energia elettrica? E la muffa sulle pareti, l’umidità? Fortunatamente il sindaco Daniele Natalia, l’assessore Vittorio D’Ercole e l’Ufficio Tecnico si sono immediatamente attivati per verificare le condizioni di agibilità della struttura! Ieri mattina sono iniziati alcuni lavori di ordinaria manutenzione all’esterno, ma molto probabilmente non saranno sufficienti per garantire la piena funzionalità dell’edificio, che presenta le sopra citate gravi pecche. Persone in quella situazione pietosa non possono assolutamente vivere! Da non dimenticare i fatti accaduti all’ex CAS di via San Magno!

Anna Ammanniti

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