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Editoriale – La Festa dei Lavoratori, ma troppa gente è senza occupazione

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Editoriale – La Festa dei Lavoratori, ma troppa gente è senza occupazione
01 Maggio
20:07 2019
(di Anna Ammanniti) Potremmo parlare dell’Italia come una Repubblica fondata sul lavoro, lo recita l’art. 1 della Costituzione, continuare definendo il lavoro come una forma di libertà, il raggiungimento dell’autonomia, il mezzo con il quale la dignità di uomo ti fa sentire tale, quando riesci però a campare la famiglia, i figli, a pagare le bollette, arrivare a fine mese avendo ottemperato a tutti i “doveri” da buon genitore, da buon capo di famiglia.

La Festa dei Lavoratori ricorda le lotte dei lavoratori, dei proclami dei sindacati, delle rivendicazioni delle classi, ma di tutto questo oggi cosa è rimasto? Poco e niente, sarebbe meglio lasciare il Primo Maggio come un giorno per organizzare, tempo permettendo, una gita fuori porta, anziché ricordare una festa di chi il lavoro trova fatica trovarlo. Purtroppo da decenni l’occupazione in Italia è fortunato chi ce l’ha, il lavoro a tempo indeterminato, il “famoso” lavoro fisso, con il quale si può metter su famiglia, costruirsi una casa, accollarsi un mutuo. Oggi è la Festa dei Lavoratori, una ricorrenza che ci accompagna da ben due secoli, ma in questi duecento anni, le cose sono cambiate e anche profondamente. Attualmente il lavoro si coniuga bene con termini quali: stipendio da fame e sfruttamento! Oggi dovrebbe essere la festa dei precari, dei giovani che non riescono a costruirsi un futuro, dei cinquantenni che a una certa età dovrebbero avere la giusta stabilità lavorativa e personale e che invece ancora disoccupati, trovano solo porte sbattute in faccia e chiuse a doppia mandata, mortificati nell’orgoglio nel dover sbarcare il lunario sbrigando lavoretti mal retribuiti. È la festa degli sfruttati, del lavoro in nero, di chi subisce soprusi per portare un pezzo di pane a casa. È la festa dei laureati costretti a lavorare per una manciata di soldi ai call center, con turni interminabili che li costringono a cercare futuro all’estero; è la festa di chi per pochi euro al mese corre a destra e a manca, senza tutela, per portare a casa uno stipendio da fame. E’ la festa di chi è vittima di mobbing, nell’indifferenza di chi dovrebbe tutelarli. È la festa dei sindacati che usano i lavoratori come merce di scambio per favori politici e viceversa. È la festa dei non Lavoratori con i quasi 3 milioni di disoccupati in tutta Italia, dei salariati con i contratti a termine, di chi sul posto di lavoro, per la scarsa sicurezza, ci rimette la vita. Dall’inizio dell’anno sono morti 221 lavoratori, le chiamano morti bianche, ma i colori sono ben diversi: nero come i contratti con i quali vengono “assunti” e rosso, del sangue delle vittime sul posto di lavoro. Per non parlare poi delle malattie contratte nelle fabbriche e nelle attività nei quali vengono impiegati, dove il lavoratore, viene considerato un insignificante numero e per due soldi, senza tutele e sicurezza si ritrova ammalato di quelle malattie con le quali hai già un piede nella fossa. La sicurezza sul lavoro resta una grande chimera, soprattutto nel sud, dove la fanno da padrona le condizioni indegne di lavoro e giusto per citare solo un esempio: il caporalato. Per non parlare e non angosciarci ulteriormente di chi si toglie la vita, quando perde il posto di lavoro, o quando non ne trova uno degno per mantenere la famiglia. Una Festa dei Lavoratori che attualmente ha un sapore sempre più amaro, oggi il lavoro è sempre meno meritocratico, sempre meno dignitoso.

Quando nasce la Festa dei Lavoratori?

La Festa dei Lavoratori si celebra in molti paesi del mondo in ricordo delle battaglie operaie. Nel 1886, durante la seconda rivoluzione industriale, a Chicago dei lavoratori scioperavano da giorni per la conquista dei diritti e della sicurezza sul luogo di lavoro. La polizia sparò sulla folla e morirono due persone. Seguirono altre proteste che culminarono nella manifestazione di Haymarket, la fabbrica delle macchine agricole, durante la quale morirono altre persone a causa di un attentato esplosivo. Gli organizzatori della manifestazione del primo maggio furono arrestati e processati, molti condannati a morte. In Italia la Festa del Lavoro ricorre il primo maggio dal 1891; fu soppressa durante il fascismo, in favore della Festa del lavoro italiano da festeggiare il 21 aprile e poi ripristinata nel 1945. Il primo maggio del 1947 duemila persone, manifestarono contro il latifondismo a Portella della Ginestra, in provincia di Palermo. Un attacco armato deciso dalla mafia, portò alla morte di undici persone, tre delle quali avevano meno di 13 anni e al ferimento di altre ventisette.

La Festa dei Lavoratori è nata in seguito alle lotte per la rivendicazione di sicurezza e diritti sul posto di lavoro, non trattiamola solo come un giorno cerchiato di rosso sul calendario, ricordiamola e riprendiamola per riaffermare i giusti diritti.

Anna Ammanniti

 

 

 

 

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