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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Editoriale – Il silenzio non è d’oro, a gran voce il Registro Tumori

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Editoriale – Il silenzio non è d’oro, a gran voce il Registro Tumori
12 Luglio
20:31 2019
(di Anna Ammanniti) Nelle scene dei film americani, la polizia senza alcun mandato, sfonda la porta di casa a calci e fa irruzione. Nelle famiglie della provincia di Frosinone è il sig. Cancro che con le stesse modalità entra in casa senza chiedere permesso. Nel giro di poco tempo porta via la persona cara e non c’è verso di fermarlo, resti a guardare inerme, impossibilitato, vorresti metterlo sulla porta di casa. Ma nella sua caponaggine lui è potente, è forte, è spesso indistruttibile.

Si muore troppo di tumore, le cause di questa terribile malattia sono tante. La gente muore ogni giorno a causa del sig. Cancro, un insieme di circa 200 malattie, che porta via tutti, è spietato non guarda in faccia a nessuno: bambini, anziani, ricchi, poveri, uomini, donne, nessuno escluso!  L’ottava edizione de “I numeri del cancro in Italia”, redatta dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica e dall’Associazione Italiana dei Registri Tumori, riporta i dati epidemiologici della patologia neoplastica in Italia e il loro andamento negli anni. Nel 2018 si sono verificati 373 mila nuovi casi diagnosticati di tumori maligni di cui circa 194 mila negli uomini e 178 mila nelle donne. In totale in Italia ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una nuova diagnosi di tumore maligno. I dati riguardanti le aree coperte dai Registri Tumori (presenti in tutte le regioni italiane tranne che nel Lazio, Marche e Molise) indicano come prima causa di morte oncologica fra gli uomini, il tumore del polmone, mentre fra le donne il tumore della mammella. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha pubblicato l’elenco delle sostanze cancerogene per l’uomo, suddivise in gruppi, secondo la pericolosità. Nel gruppo 1, sono riportate 120 sostanze certamente cancerogene per l’uomo. Tra esse formaldeide, benzene, i metalli, le polveri, fibre e tanti altri composti con cui si entra spesso in contatto. Nel gruppo 2A le sostanze probabilmente cancerogene, nel gruppo 2B quelle possibilmente cancerogene, mentre nel gruppo 3 quelle non cancerogene. La conoscenza aiuta nella prevenzione, è un dato di fatto. L’individuazione ed il grado di pericolosità delle sostanze cancerogene, permette di evitare comportamenti ed esposizioni indiscutibilmente dannosi. L’analisi conoscitiva dei dati epidemiologici riguardanti le neoplasie in Italia, permette di pianificare gli interventi di programmazione sanitaria da effettuare in ciascuna Regione. Gli aumenti di incidenza di determinate neoplasie in alcune Regioni, qualora registrati, potrebbero fornire il razionale epidemiologico per l’attivazione di nuove campagne di prevenzione, screening ad hoc e strategie terapeutiche. Purtroppo nella Regione Lazio non è possibile perché il Registro non è funzione. “Quanti sono gli italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore?”;“Quanti dopo una diagnosi di tumore in età pediatrica?”;“Quanti pazienti oncologici guariranno dalla malattia?”
Le risposte a queste domande si basano sulle analisi dei più recenti dati pubblicati dai Registri Tumori. Gli abitanti del Lazio non potranno avere queste risposte perché non c’è il registro accreditato! Stesso motivo per cui non potranno averle i cittadini della provincia di Frosinone. Quella provincia di Frosinone da cui partono tanti, troppi malati, per i viaggi della speranza verso i principali Centri Oncologici di tutta Italia? Dove, quando dichiari che vieni dalla Regione Lazio, ti dicono subito: Ciociaria? Cosa c’è in questo territorio di diverso dagli altri? Si è mai cercato di capire perché succede questo? Esiste nelle nostre città un registro di tutte le persone morte a causa di un tumore? Sarebbe utile la geolocalizzazione dei casi di tumore sul territorio? Magari conoscendo l’area in cui è presente un’alta concentrazione di determinate neoplasie se ne possono studiare le cause ed attuare la prevenzione. Il Registro Tumori è uno strumento di conoscenza essenziale per combattere il sig. Cancro. I dati però non devono restare fini a sé stessi, ma utilizzati per individuare le strategie sanitarie e le scelte terapeutiche più idonee. Inutile conoscere le criticità se poi non vengono affrontate nei migliori dei modi. Come per esempio è utilissimo conoscere i valori PM rilevati delle centraline, se poi però il rilevamento rimane fine a sé stesso e non si prendono misure per abbassare la presenza delle polveri, non si adeguano i comportamenti in funzione dei valori delle concentrazioni, restano numeri scritti su dei registri e non servono a salvare nessuna vita.

Anna Ammanniti

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