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Editoriale – Ferentino NON é la città della CAMORRA!

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Editoriale – Ferentino NON é la città della CAMORRA!
07 Marzo
22:25 2019

 

 

 

 

(di Alessandro Andrelli) Amo la mia città, amo la città per la quale i miei nonni hanno combattuto, sono stati imprigionati, e che hanno fatto risorgere dalla distruzione. Non posso permettere a nessuno di etichettare la mia città, quella di mia figlia, e quella di tanti bravi cittadini, come una città camorristica, che vive nel terrore, dove la corruzione e il potere annientano tutto.

Quello che è successo oggi, giovedì 7 marzo 2019, non passa inosservato, non lo dimenticherà nessuno, io non voglio certo ignorarlo, ma se penso ai titoli dei giornali online di oggi, a partire dal nostro, alle copertine dei Tg locali e nazionali, e se ipotizzo i “titoloni” dei quotidiani di domani mattina la sola espressione che mi resta impressa è “Ferentino = Camorra”.
Non ho lezioni di politica da impartire a nessuno, perché forse i veri valori della politica si stanno perdendo. I nostri amministratori passati non avrebbero mai e poi mai permesso che tutto ciò accadesse, almeno è ciò che la memoria storica mi è stata tramandata. Non sono un giudice, ne tantomeno un avvocato, ma so che la giustizia farà il suo corso. Chi ha sbagliato pagherà personalmente e dovrà farlo anche in maniera esemplare; se ci saranno delle confessioni ci saranno altri risvolti e chissà cosa potrebbe emergere da questa inchiesta, già di per se davvero orribile. I social hanno massacrato senza il minimo ritegno, come purtroppo ormai è abitudine, tutto e tutti, facendo non solo di tutta l’erba un fascio, ma evidenziando una “violenza verbale” inaudita, tremendamente banale e che sfiora i sintomi di una ‘eutanasia popolare’ che è ben lontana da ogni spirito campanilistico.
Ferentino non è la città della Camorra, non lo è stata in passato, non lo è nel 2019 e non lo sarà domani. Se bisognerà lottare contro la brama di potere di pochi, beh forse vorrà dire che finalmente il paese si risveglierà, ma deve farlo, e non v’è dubbio che lo farà. In questi giorni stavo lavorando ad un servizio sulle nuove realtà commerciali che stanno per aprire a Ferentino. Diversi giovani imprenditori, qualcuno li definirà folli ma per me sono degni di ogni apprezzamento, di tanto sostegno e soprattutto di fiducia, stanno lavorando per realizzare il proprio progetto aziendale. Ecco, mi metto nei loro panni. Che cosa penseranno questa  notte, dopo l’ennesima giornata a sognare come sarà il loro nuovo locale, e come poter conquistare il paese.
S’intenda, la mia città non mi ha mai regalato nulla. Sono stato sempre molto critico con chi amministra, soprattutto perché negli ultimi decenni non ha valorizzato la città a dovere, ma soprattutto non ha permesso alle ricchezze del territorio e alle menti pensanti di poter operare nell’interesse della collettività. Ma ribadisco, giù le mani da Ferentino, città di arte, tradizione, storia e cultura.
Ognuno si assume le proprie responsabilità, perché se un amministratore è stato eletto, e magari con tantissime preferenze, qualcuno deve avergli dato il proprio consenso, per un motivo o per un’altro. Gli errori di un singolo, o di un gruppo di persone, che avevano magari i loro “sporchi” miseri interessi, non possono e non devono etichettare Ferentino come “città della Camorra”.
E se venisse sciolto il Consiglio Comunale per “infiltrazioni mafiose”? Ho imparato a ragionare per gradi, a non fare troppe ipotesi, a risolvere i problemi di oggi, per evitare quelli di domani e magari fare meglio di ieri. C’è stato nel marcio, o magari c’è ancora del marcio nella classe dirigenziale e politica? E’ giunto il momento di fare pulizia eventualmente, di togliere le scarpe vecchie se usurate, di cambiare quello che si deve cambiare, ma sarà “guerra mediatica” per quanto in mio possesso, se la mia terra natia sarà etichettata come “Città della Camorra”.
Lo devo a mia figlia, ai miei nonni, e a tutti i miei concittadini!

Alessandro Andrelli
Direttore Responsabile Tg24

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