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Editoriale – Donne in politica: considerate un ruolo “inferiore”, nonostante il XXI secolo

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Editoriale – Donne in politica: considerate un ruolo “inferiore”, nonostante il XXI secolo
17 Settembre
21:29 2019
(di Anna Ammanniti) Un tempo si diceva che “le donne vanno trattate con i guanti”, adesso la frase sembrerebbe caduta in disuso, perché il concetto è sottinteso: farlo è soprattutto una questione di galateo.

Succede che una donna appassionata di politica si mette in gioco, viene eletta la prima volta e anche una seconda volta. Succede che è una donna che da filo da torcere ai colleghi, perché abile nella dialettica, istruita e con personalità da vendere, magari parecchi uomini politici potrebbero imitarla e prendere esempio da tante verve, invece si perdono in offese scadenti. A volte essere donna in politica, induce persone ad “alzare” la voce e andare oltre le parole, scivolando in offese totalmente gratuite. Quando la politica diventa “aggressiva” nei confronti del gentil sesso, solo perché si parla del cosiddetto sesso “debole”, allora c’è poco altro da aggiungere se non parlare di “politica scaduta” e a corto di argomenti. Non è la prima volta che il consigliere comunale di minoranza Sandra Tagliaboschi viene attaccata in modo aggressivo dai colleghi della maggioranza. Essere donna in politica evidentemente, nel XXI secolo viene visto ancora come una posizione di inferiorità. Al di là del dibattito politico, che in realtà ce ne è veramente poco, il consigliere donna viene frequentemente attaccato in maniera quasi “maniacale”, andando leggermente fuori da quello che dovrebbe essere solo la rivalità politica. Tanto è vero che già l’anno scorso si era presentato un episodio simile in cui Sandra Tagliaboschi era stata “aggredita”, attraverso la stampa e i social. E come l’estate scorsa, dopo aver chiesto spiegazioni ai diretti interessati, tutti avevano negato di aver sottoscritto simili parole, ma nessuno aveva mai smentito pubblicamente.

Il consigliere Sandra Tagliaboschi, reo di aver “osato” chiedere informazioni su una questione che tra l’altro l’aveva vista protagonista nella passata amministrazione, ha chiesto chiarezza e in risposta le sono stati scaricati addosso fiumi di veleno, di offese. Il comunicato senza firma specifica, perché metterci la faccia in prima persona costava evidentemente “fatica”, porta il nome della MAGGIORANZA. Quindi Sandra si è presa la briga di chiamare il sindaco e chiedere spiegazioni. Il primo cittadino era all’oscuro della nota stampa a firma della “maggioranza”, come lui stesso ha dichiarato a Sandra e come lui il vice sindaco e i numerosi consiglieri ai quali l’interessata ha chiesto delucidazioni. Ad oggi però non sono state rese pubbliche smentite. In conclusione quelle parole così pesanti indirizzate alla Tagliaboschi da chi sono state scritte, sono offese anonime? Alle soglie del 2020 ancora si è davanti ad un atteggiamento “maschilista” e c’è da chiedersi se quelle stesse parole sarebbero state rivolte verso un consigliere uomo. Il consigliere Sandra Tagliaboschi, amareggiata commenta così l’accaduto:Aver chiesto, sulla mia pagina Facebook, agli Amministratori chiarezza sulla realizzazione di un progetto, ha sortito una risposta da parte della maggioranza, attraverso un comunicato, pieno di offese gratuite alla mia persona e al ruolo politico che rappresento. Voglio che si faccia chiarezza, chiedendo con chi devo avere un confronto. Chi scrive a nome della maggioranza accusandomi di essere senza alcun pudore politico, che voglio attribuirmi meriti sul rifacimento della strada ASI, che sono alla ricerca di luci della ribalta che i cittadini mi hanno tolto nei seggi e che essendo isolata nella minoranza dovrei avere un atteggiamento rispettoso e di andare alla Regione a chiedere interventi per la Sanità e la Viabilità, infine dandomi della rancorosa mi chiedono di tacere. Accuse gravi e inaccettabili, finalizzate esclusivamente ad offendere ed intimorire con il fine unico di farmi tacere. Il Sindaco, il Vice Sindaco e 5 Consiglieri di maggioranza, contattati direttamente affermano e mi scrivono messaggi di non essere al corrente del comunicato, del quale si meravigliano, incomincio a pensare che chi scrive non ne faccia una questione politica a favore della città, ma una battaglia personale contro la sottoscritta. Non intendo scendere sullo stesso piano di chi pensa che la politica si possa fare sulle offese personali e per questo motivo non replico, ma nello stesso tempo non permetto che chi scrive non abbia un nome anzi che addirittura sia un anonimo.

Anna Ammanniti

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